Avezzano, il liceo discute di pentimento. Dio, Messina Denaro e il perdono
di Francesco MerloCaro Merlo, qui a scuola abbiamo trovato molto interessante il problema morale posto dalla lettrice Egle Passerini sul mancato funerale a Matteo Messina Denaro, il più grande delinquente degli ultimi decenni della storia patria. Noi riteniamo che lei, Merlo, abbia ragione sul finale dei Promessi sposi lasciato aperto da Manzoni su un eventuale pentimento di don Rodrigo, tuttavia pensiamo che la signora Egle non abbia torto nel porre la questione di una possibilità, anche se remota, del pentimento cristiano del boss di Castelvetrano, poiché ricordiamo insieme a Dante che nel V del Purgatorio Bonconte da Montefeltro è stato salvato “per una lagrimetta” versata in fin di vita.
Ludovica Liberati e Ilaria Maillaro – Classe V-O liceo scientifico Vitruvio Pollione - Avezzano (L’Aquila)
Non sarebbe perdonabile Matteo Messina Denaro, anche se, morendo, avesse davvero versato una lagrimetta invocando Maria. Vi consiglio Il Girasole (Garzanti) di Simon Wiesenthal. Racconta che un giovane Ss…
Caro Merlo, qui a scuola abbiamo trovato molto interessante il problema morale posto dalla lettrice Egle Passerini sul mancato funerale a Matteo Messina Denaro, il più grande delinquente degli ultimi decenni della storia patria. Noi riteniamo che lei, Merlo, abbia ragione sul finale dei Promessi sposi lasciato aperto da Manzoni su un eventuale pentimento di don Rodrigo, tuttavia pensiamo che la signora Egle non abbia torto nel porre la questione di una possibilità, anche se remota, del pentimento cristiano del boss di Castelvetrano, poiché ricordiamo insieme a Dante che nel V del Purgatorio Bonconte da Montefeltro è stato salvato “per una lagrimetta” versata in fin di vita.
Ludovica Liberati e Ilaria Maillaro – Classe V-O liceo scientifico Vitruvio Pollione - Avezzano (L’Aquila)
Non sarebbe perdonabile Matteo Messina Denaro, anche se, morendo, avesse davvero versato una lagrimetta invocando Maria. Vi consiglio Il Girasole (Garzanti) di Simon Wiesenthal. Racconta che un giovane Ss, in punto di morte, gli confessò di avere partecipato alla strage di più duecento ebrei rinchiusi in un palazzo a tre piani al quale avevano dato fuoco. Quelli che tentavano di scappare gettandosi dalle finestre venivano “finiti” dalle mitragliatrici: “Quell’orribile scena non mi esce di mente e strazia la mia coscienza”. Per morire in pace il nazista cercava il perdono dell’ebreo, in quanto ebreo: “Devo dire a lei questa cosa orribile, a lei perché... è ebreo”. Simon Wiesenthal, inquieto e confuso, lasciò il nazista senza neppure una parola di pietà. E per tutta la vita si chiese se avrebbe dovuto perdonarlo. Voi lo avreste perdonato, care Ludovica e Ilaria? Perdonare l’imperdonabile è la forza o forse la debolezza del cristianesimo. Nel 2012 la signora Agnese Moro, figlia di Aldo Moro, nel piccolo cimitero di Torrita Tiberina abbracciò due degli assassini di suo padre dopo avere recitato con loro il Padre Nostro. All’ultimo respiro di pentimento ogni cattolico si prepara sin dalla prima infanzia con l’Ave Maria, “prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte”. E il Bonconte dantesco infatti esala l’ultimo respiro con il nome di Maria sulle labbra. Vi convince, care ragazze, che una lagrimetta nell’ora più buia riscatti una vita di scelleratezze? E va bene che il tempo della confessione, spiegava Sant’Agostino, lo misura la coscienza che si dilata tra intentio e distentio, ma io, se fossi Papa, varerei la riforma del perdono, valutandolo, come le pensioni, con il calcolo contributivo: non solo la lagrimetta di pentimento versata in fin di vita, ma la media delle lagrimette versate durante tutta la vita.
Caro Merlo, e la denuncia del vicesegretario leghista Crippa (copyright Sordi: “Co’ sta faccia, solo il vice potevi fà....”), contro i tedeschi che invasero il nostro Paese 80 anni fa? Accanto a lui, nella stessa maggioranza, per dire, c’è gente che sarebbe stata con i tedeschi e rimpiange Salò, vista “come una pagina da nobilitare, fatta da gente che credeva nei propri ideali”. Tipo, bombardare il proprio Paese, uccidere e far uccidere i propri connazionali (chiedere a Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto e altre decine e decine di Golgota nostrani).
Luca Cardinalini - Marsciano (Perugia)
Difficile distinguere in questo governo la scelleratezza politica dalla dabbenaggine. L’ambiguità di Crippa ripropone un vecchio dilemma: meglio i diavoli o i minchioni?