La pubblicità non migliora le pesche Gomorra, qui si parla delle serie tv
di Francesco MerloCaro Merlo, in mancanza di meglio spopolano i commenti su bambina e pesca di Esselunga. Io spenderei una parola sulle pesche che quest’estate all’acquisto erano dure come sassi e il giorno dopo cominciavano a marcire.
Franco Quaggiotti – La Spezia
La buona pubblicità, ci ha insegnato Oliviero Toscani, non lavora per mostrare quant’ è veloce e sicura un’auto o comodo un divano o morbido un maglione. Dunque non c’è rapporto tra la famiglia italiana e la frutta di Esselunga come non ce n’è tra la musica di Chopin e la maionese. Aggiungo che nessuna genialità pubblicitaria renderà profumate e morbide le pesche di pietra che le rifilano al supermercato.
Caro Merlo, sono sorpreso e anche un po’ deluso dal giudizio sommario, di condanna implacabile, che lei fa di una fic…
Caro Merlo, in mancanza di meglio spopolano i commenti su bambina e pesca di Esselunga. Io spenderei una parola sulle pesche che quest’estate all’acquisto erano dure come sassi e il giorno dopo cominciavano a marcire.
Franco Quaggiotti – La Spezia
La buona pubblicità, ci ha insegnato Oliviero Toscani, non lavora per mostrare quant’ è veloce e sicura un’auto o comodo un divano o morbido un maglione. Dunque non c’è rapporto tra la famiglia italiana e la frutta di Esselunga come non ce n’è tra la musica di Chopin e la maionese. Aggiungo che nessuna genialità pubblicitaria renderà profumate e morbide le pesche di pietra che le rifilano al supermercato.
Caro Merlo, sono sorpreso e anche un po’ deluso dal giudizio sommario, di condanna implacabile, che lei fa di una fiction come Gomorra, supportato anche dal dottor Giovanni D’Angelo. Tutto è ispirato a fatti e personaggi veramente accaduti ed esistiti, naturalmente romanzati. Pertanto non è la realtà, ovvero i giovani camorristi che si ispirano ai personaggi di Gomorra, semmai il contrario. La Camorra esiste da quasi 2 secoli, con alterne fortune, e il ruolo che ha esercitato, non è mai stato condizionato dalla sua rappresentazione, ma dal degrado in cui ha prosperato. Saviano ha raccontato un mondo senza pietà, senza speranza, senza redenzione e senza “buoni” che combattono i cattivi. Non c’è mai stato nel racconto romanzato “l’esaltazione del delitto più ottuso, l’orrore usato per fare ascolto, in una Napoli arcaica e ultramoderna”, come lei scrive. Ma esattamente il contrario. Lei ha preso una topica colossale.
Michele Formica - Napoli.
Il libro di Saviano e il film di Garrone sono letteratura e coraggio. Sul resto ho già detto il male che ne penso e non ho interesse ad accanirmi.
Caro Merlo, commissionare opere importanti senza concorso alle strapagate archistar straniere può generare conseguenze deleterie. A Napoli l’archistar Dominique Perrault ha realizzato, per la fermata del metrò in piazza Garibaldi, un lucernario incassato sotto il livello del marciapiede, divenuto subito un immondezzaio. Perrault non ha neppure previsto un passaggio di servizio per le normali operazioni di pulizia e dunque bisogna calarsi dall’alto con un complesso sistema di corde: roba da Cirque du Soleil. Le caditoie otturate dai rifiuti impediscono il deflusso delle acque piovane e la stazione si allaga e i treni si fermano.
Leonardo Sestopassi - Napoli.
Dominique Perrault ha firmato tanti progetti importanti e non tutti gli sono riusciti così bene. La piazza Garibaldi, che era brutta, sporca e cattiva, dal 2019 è uno spazio pubblico bello e leggero. E con l’aiuto del napoletani è diventata “la porta della città”, proprio come l’architetto francese aveva immaginato. Opere di riqualificazione così, Roma se le sogna. Evidentemente, c’è un problema tecnico nel lucernaio e lei fa bene a protestare. Va bene che i grandi architetti sono “maledetti” e che lei, come Rampelli, li vuole nostrani e sottopagati, ma in un caso come questo si chiama un muratore.
Caro Merlo, ho letto con attenzione le lettere sul possibile pentimento in extremis di Matteo Messina Denaro. Mi chiedo: come Dio non ha bisogno di essere difeso, non ha nemmeno bisogno di suggerimenti. Non sarebbe meglio il silenzio e lasciare fare a Lui?
Don Felice Bacco - Canosa di Puglia
Lei prega per influenzare Dio o sta sempre zitto, perché tanto ci pensa lui?