Contro la giudice di Catania, Meloni peggio di Berlusconi
di Francesco MerloLa premier Giorgia Meloni
(ansa)Caro Merlo, tornano gli attacchi fuori misura, non della politica, ma del governo alla magistratura. Si capisce che al governo, che incarcera i migranti, non piaccia il tribunale che li libera, ma non si capisce perché Giorgia Meloni, Matteo Salvini e lo zelante Piantedosi dichiarino guerra alla magistratura, invece di stare nelle regole e confidare nell’appello, vista anche la generale atmosfera che purtroppo è a loro favorevole (pensi alla procuratrice di Padova contro i 33 figli di due mamme). Berlusconi difendeva i suoi interessi privati. Ma questi perché lo fanno?
Giulia Acciarito — Roma
Ci aveva fatto sorridere che a Berlusconi volessero intitolare aeroporti, piste ciclabili, stadi, parchi, piazze, giardini e stelle. E abbiamo poi affidato ai più ispirati autori di satira le cerimonie-spettacolo di Paestum, dove hanno festeggiato, con Al Bano e Giancarlo Giannini, il compleanno del morto come se fosse vivo. Ma ecco che alla prima sentenza non gradita si chiarisce il senso di tut…
Caro Merlo, tornano gli attacchi fuori misura, non della politica, ma del governo alla magistratura. Si capisce che al governo, che incarcera i migranti, non piaccia il tribunale che li libera, ma non si capisce perché Giorgia Meloni, Matteo Salvini e lo zelante Piantedosi dichiarino guerra alla magistratura, invece di stare nelle regole e confidare nell’appello, vista anche la generale atmosfera che purtroppo è a loro favorevole (pensi alla procuratrice di Padova contro i 33 figli di due mamme). Berlusconi difendeva i suoi interessi privati. Ma questi perché lo fanno?
Giulia Acciarito — Roma
Ci aveva fatto sorridere che a Berlusconi volessero intitolare aeroporti, piste ciclabili, stadi, parchi, piazze, giardini e stelle. E abbiamo poi affidato ai più ispirati autori di satira le cerimonie-spettacolo di Paestum, dove hanno festeggiato, con Al Bano e Giancarlo Giannini, il compleanno del morto come se fosse vivo. Ma ecco che alla prima sentenza non gradita si chiarisce il senso di tutto quel grottesco, di quella mancanza di misura e di senno nel celebrare il caro estinto. Insomma, non era solo cabaret il “siamo e restiamo berlusconiani”. Come purtroppo avevamo previsto, Berlusconi è tra noi come categoria dello spirito. Nella sgangherata reazione contro la giudice di Catania rivive infatti il Berlusconi che organizzava la piazza contro i tribunali, la Corte costituzionale e il capo dello Stato. Anch’io mi chiedo perché ripropongano il codice eversivo dello statista che lavorava per demolire lo Stato non avendo loro quel conflitto di interessi che metteva lui personalmente a rischio. È un fuori misura che rafforza la sentenza di Catania, che sicuramente è legittima e secondo noi anche giusta. La stizza di Meloni oscura anche le inopportune sbandate politiche che la giudice Iolanda Apostolico aveva infatti eliminato da Facebook. Così è davvero impossibile non stare dalla sua parte. Insomma, neppure capisce, “l’intelligentissima” Meloni, che, per la magistratura, in crisi non solo di immagine, questi attacchi sguaiati sono cure ricostituenti.
Caro Merlo, è stata commessa una vera ingiustizia a Stoccolma: hanno assegnato il Nobel a Drew Weissman (il cui papà è ebreo) invece di dare il premio a Massimo Citro, il medico (della mutua) che ha in cura tanti personaggi di maggioranza. Denunci questa cosa.
Salvatore Siddi — Pino d’Asti
Il No Vax non se la beve, il premio agli inventori dei vaccini è un’allucinazione collettiva dovuta al veleno dei vaccini: No Nobel.
Caro Merlo, ho letto con trepidazione i “dubia” di alcuni cardinali sulle aperture di Papa Francesco (che i tradizionalisti chiamano “antipapa”). Vorrebbero che il Papa (cioè no, l’antipapa che è ancora Papa) rispondesse con un sì o un no (il resto è del diavolo? Boh, resta il “dubio”) su temi considerati “peccaminosi” (la teologia delle donne, il perdono, la sinodalità, la benedizione di unioni gay). Anch’io ho un “dubio”: quant’è ossessionato dal sesso chi del sesso non sa nulla (altrimenti scatterebbe un altro “dubio”)?
Luca Cardinalini — Roma
Francesco, il Papa dei poveri e dei buoni, fatica a diventare il Papa dei giusti: gli resistono vescovi e cardinali con la coda di paglia. Nessuno meglio di loro sa infatti che il prete o pratica il sesso in modo abnorme o non lo pratica affatto, che è un’altra abnormità. La dolcezza dell’amore non c’è mai.