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Magistrati militanti e pernacchio a doppio taglio

Posta e risposta del 7 ottobre 2023
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Caro Merlo, concordo con Stefano Cappellini: chi ricopre determinati ruoli non dovrebbe manifestare le proprie opinioni. Mio padre era un poliziotto e esigeva che non andassi alle manifestazioni studentesche per timore di scontri, ma anche per evitare che i colleghi dell’ufficio politico potessero scorgervi la figlia di un collega. Ricordo ancora come mi bardavo per non farmi notare al corteo per l’assassinio di Roberto Franceschi…! Non solo… se andavo a trovarlo in ufficio, sulla sua scrivania c’era soltanto il quotidiano locale. Niente lasciava immaginare le sue opinioni né all’interno dell’ambiente di lavoro né tra amici. Per decenni ne sono stata ignara anche io! Qualche anno fa un professionista della mia città, che aveva trascorso una notte nelle camere di sicurezza della questura negli anni ‘70 a causa delle “modiche quantità” di erba che gli erano state trovate, mi raccontò che solo quando, la mattina successiva, vide il volto rassicurante del responsabile del reparto antidrog…

Caro Merlo, concordo con Stefano Cappellini: chi ricopre determinati ruoli non dovrebbe manifestare le proprie opinioni. Mio padre era un poliziotto e esigeva che non andassi alle manifestazioni studentesche per timore di scontri, ma anche per evitare che i colleghi dell’ufficio politico potessero scorgervi la figlia di un collega. Ricordo ancora come mi bardavo per non farmi notare al corteo per l’assassinio di Roberto Franceschi…! Non solo… se andavo a trovarlo in ufficio, sulla sua scrivania c’era soltanto il quotidiano locale. Niente lasciava immaginare le sue opinioni né all’interno dell’ambiente di lavoro né tra amici. Per decenni ne sono stata ignara anche io! Qualche anno fa un professionista della mia città, che aveva trascorso una notte nelle camere di sicurezza della questura negli anni ‘70 a causa delle “modiche quantità” di erba che gli erano state trovate, mi raccontò che solo quando, la mattina successiva, vide il volto rassicurante del responsabile del reparto antidroga che doveva interrogarlo, capì che “era finita quella notte infame” (e so a cosa si riferiva!). Quel volto rassicurante, abbiamo scoperto insieme, era di mio padre. Quel padre che mai aveva manifestato le sue opinioni fino al giorno della pensione, quando cominciò a permettersi anche il lusso di uscire fuori e tenere sotto braccio, come una baguette, il suo quotidiano preferito.

Fausta Schillaci - Catania

Fa rabbia che in Italia non ci si possa permettere un atto di giustizia, com’è la sacrosanta ordinanza del tribunale di Catania, fuori dal canovaccio grottesco del giudice militante. Purtroppo Iolanda Apostolico sembra il giudice che la destra si inventa per screditare tutti i giudici, per sberleffare in lei l’intera magistratura.

Caro Merlo, cosa ne pensa dell’idea mia e di mio marito di inviare il brevissimo filmato “il pernacchio”, tratto dal film L’oro di Napoli a “personaggi” come Salvini, Meloni e, perché no, al signor Putin, visto che, come dice Eduardo, con un pernacchio si può fare la rivoluzione?

Rosa Maria Accardo – Cascina (Pisa)

La sinistra si è spesso illusa di mettere in ginocchio gli antagonisti con le battute, gli aforismi, il sarcasmo e la pernacchia, che è stata la nostra ghigliottina, mentre, per le consuete vie ritorte, sotto sotto assicurava il consenso a chi spernacchiava. E non c’è solo la poesia di Eduardo. Speriamo che a forza di pernacchie non ci finisca male, come accadde a quell’altro napoletano: “Hai fatto no bummolo più grande do cuasone”.

Caro Merlo, per Berlusconi al Famedio di Milano basta creare la sezione dei Famigerati.

Giuseppe Scozzari

Nell’affollato Famedio dei brutti ceffi d’eccellenza ci starebbero anche alcuni Visconti, qualche Sforza, il piemontese Bava Beccaris e moltissimi assassini, compresi i fascisti Pietro Koch (che era nato a Roma) e Mario Carità. E si arriva ai terroristi neri e a quelli della P38, e poi Calvi e il siciliano Sindona, e ci sono gli antieroi di Mani Pulite. Davvero è corretta questa sua idea del reparto famigerati. “I milanesi delinquono il sabato - sosteneva Scerbanenco - perché gli altri giorni debbono lavorare”.

Caro Francesco, l’espressione “col cuore in mano” non ha più nulla a che vedere con la sincerità. Alessandro Bergonzoni la prolunga con l’esilarante, conseguente “...e coi polsini insanguinati”.

Sara Prando – Milano

Ghigliottina a secco, senza sangue.

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