Israele e la solidarietà a sinistra. Iran, frustate e Calabria Saudita
di Francesco MerloCaro Merlo, quanto durerà nella sinistra italiana l’unanime solidarietà verso Israele?
Pier Paolo Diamante — Perugia
È vero che questa unanimità potrebbe essere l’occasione per la sinistra di una grande pulizia al proprio interno, come quella che fece il leader laburista inglese Keir Starmer, smascherando l’antisemitismo nascosto nell’antisionismo. Ma non ci conti. Purtroppo nell’unanimità c’è una quota di dissimulazione. Aspettano che i nostri occhi si abituino anche a questo nuovo orrore dei terroristi di Hamas e poi “i filopalestinesi”, che delegittimano l’esistenza stessa dello Stato ebraico con i peggiori stereotipi sui banchieri ebrei padroni del mondo, torneranno allo scoperto come fecero i “pacifisti” filoputiniani dopo l’aggressione russa contro l’Ucraina. Per non parlare dell’antisemitismo nei 5 Stelle, che è addirittura “fondativo” (e basterebbe ripartire dalle posizioni filoiraniane e dalle offese irripetibili che Grillo lanciava contro Rita Levi Montalcini).
Caro Merlo, …
Caro Merlo, quanto durerà nella sinistra italiana l’unanime solidarietà verso Israele?
Pier Paolo Diamante — Perugia
È vero che questa unanimità potrebbe essere l’occasione per la sinistra di una grande pulizia al proprio interno, come quella che fece il leader laburista inglese Keir Starmer, smascherando l’antisemitismo nascosto nell’antisionismo. Ma non ci conti. Purtroppo nell’unanimità c’è una quota di dissimulazione. Aspettano che i nostri occhi si abituino anche a questo nuovo orrore dei terroristi di Hamas e poi “i filopalestinesi”, che delegittimano l’esistenza stessa dello Stato ebraico con i peggiori stereotipi sui banchieri ebrei padroni del mondo, torneranno allo scoperto come fecero i “pacifisti” filoputiniani dopo l’aggressione russa contro l’Ucraina. Per non parlare dell’antisemitismo nei 5 Stelle, che è addirittura “fondativo” (e basterebbe ripartire dalle posizioni filoiraniane e dalle offese irripetibili che Grillo lanciava contro Rita Levi Montalcini).
Caro Merlo, è da giorni che me lo chiedo. Riguardo Narges Mohammadi, l’attivista iraniana insignita del Premio Nobel per la Pace, in tutti i servizi giornalistici a lei dedicati, forse anche nel celebre e utile “copia e incolla”, c’è scritto che è stata “arrestata 13 volte, condannata 5 volte per un totale di 31 anni di carcere, e a 154 frustate”. È quest’ultima cifra che non riesco a spiegarmi: perché non hanno arrotondato a 155, a 160, o — meglio ancora — a 150? Perché 154? La polizia morale contro il vizio e per la virtù, insomma quegli sciocchi, moralisti da 154 soldi, e repressi, potrebbero spiegarci?
Luca Cardinalini — Roma
Caro Cardinalini, tutto il mondo è paese. Persino i giudici-macellai dell’Iran azzeccano garbugli e anche loro esercitano il potere discrezionale nella commisurazione della pena. Pensi, come esempio italiano e dunque di ben altra civiltà, alla condanna, in Calabria Saudita, a Mimmo Lucano: 13 anni e due mesi; non 13 tondi e neppure 14. Con quei 2 mesi la “troppità” della condanna parodizza la giusta misura (a proposito, la sentenza d’appello è prevista domani, 11 ottobre). Insomma, anche i giudici che infliggono la frusta commisurano cum grano salis (il latinorum è d’obbligo): 155 sferzate sarebbero state troppe e 153 poche. Est modus in rebus.
Caro Merlo, ho riso quando ho letto che il buffo Rampelli ha fatto rimuovere un quadro di Napoleone dalla Camera, di cui è vicepresidente. Eppure dobbiamo a Napoleone anche il tricolore…
Licia Camardi — Firenze
… la interrompo perché non voglio farmi trascinare in spiegazioni serie sull’importanza di Napoleone. Rampelli dice che «è una personalità anti italiana» e dunque manda in esilio il quadro che «starà meglio in una galleria». A me non fa ridere, e neppure pensare.
Caro Merlo, stremato, anche per motivi anagrafici, da questa lunga, direi infinita, e soffocante estate, invoco la ghigliottina per l’ora legale. Se il suo verdetto sarà quello da me auspicato, prenoterò immediatamente un posto in prima fila fra le più feroci tricoteuses. (E mi accontenterei di un verdetto limitato a Catania e provincia, meglio ancora alla Sicilia Orientale).
Vito Branca — Catania
L’ora legale non è caldo, ma luce. Solo quando arriva il buio umidiccio i pensieri cattivi si trasformano nei delitti che affollano l’estate, insieme alle zanzare (e ora anche alla cimici) che succhiano di notte. Ghigliottina negata.