Pubblicate le foto dell’orrore. Moser Saronni, civiltà del duello
di Francesco MerloI palestinesi lasciano Gaza dopo l'ultimatum israeliano
(fotogramma)Caro Merlo, ho visto sui giornali inglesi la foto, pur velata, di un bambino israeliano, sgozzato nella culla dai terroristi di Hamas. Sui giornali italiani, che seguo e amo, non solo perché sono di madre italiana, non l’ho vista. Perché?
Abigail Fournier — Marsiglia
Ho visto anch’io nel sito del Telegraph la foto che è stata diffusa, “con le mani tremanti”, dal ministro degli Esteri israeliano. È un vecchio dibattito quello sulle immagini dell’orrore. Pubblicare o non pubblicare? Ciascuno
si regola seguendo la propria etica e la propria grammatica. Io, come scrisse Italo Calvino, “facendomi piccol piccolo”, l’avrei pubblicata.
Caro Merlo, se Moser e Saronni facessero la pace, sparirebbero nel gorgo dell’oblio. E non vale solo per loro.
Luca Cardinalini, Roma
Caro Cardinalini, tu che racconti lo sport da grande, originale maestro, sai bene che Moser-Saronni sono, come tutti i duellanti italiani, compresi Berlusconi-Prodi, epigoni di Coppi-Bartali, che materializzarono l’idea platonic…
Caro Merlo, ho visto sui giornali inglesi la foto, pur velata, di un bambino israeliano, sgozzato nella culla dai terroristi di Hamas. Sui giornali italiani, che seguo e amo, non solo perché sono di madre italiana, non l’ho vista. Perché?
Abigail Fournier — Marsiglia
Ho visto anch’io nel sito del Telegraph la foto che è stata diffusa, “con le mani tremanti”, dal ministro degli Esteri israeliano. È un vecchio dibattito quello sulle immagini dell’orrore. Pubblicare o non pubblicare? Ciascuno
si regola seguendo la propria etica e la propria grammatica. Io, come scrisse Italo Calvino, “facendomi piccol piccolo”, l’avrei pubblicata.
Caro Merlo, se Moser e Saronni facessero la pace, sparirebbero nel gorgo dell’oblio. E non vale solo per loro.
Luca Cardinalini, Roma
Caro Cardinalini, tu che racconti lo sport da grande, originale maestro, sai bene che Moser-Saronni sono, come tutti i duellanti italiani, compresi Berlusconi-Prodi, epigoni di Coppi-Bartali, che materializzarono l’idea platonica del grande duello e sono l’ur-duello originario di un ciclismo conradiano, sino alla metà del secolo scorso più popolare anche del calcio. Leggo un Candido Cannavò d’epoca: “Fausto era ancora nella camera ardente. Arrivò Bartali, prese la mano di Fausto e disse: è incredibile, è incredibile. Pianse e poi pregò alla sua maniera. Il grande duello era finito per sempre”. Caro Cardinalini, pensaci bene: il grande duello è proprio ciò che manca alla politica italiana di oggi dove la rivalità più evidente è quella, miserabile, tra Meloni e Salvini: allearsi per colpirsi, nascondersi per pugnalarsi alla schiena. Altro che inciviltà del duello; non c’è civiltà senza duello. E speriamo che la sinistra stia formando davvero la sua duellante conradiana. Schlein-Meloni dopo Moser-Saronni? A sinistra, nel campo degli achei, vedo poco allenamento e troppi allenatori.
Caro Francesco, autunno 1969: primo anno di Scienze Politiche, parcheggio la Cinquecento e il posteggiatore abusivo:“avanti dottore, giramu duttureddu”. Scendo dall’auto: 50 lire. L’ipertrofia delle qualifiche era già un male nostrum. Perciò non mi meraviglia che l’ambasciatrice Elena Basile non sia ambasciatrice. Mi sgomenta però la cinica ferocia con cui fa “guerriglia marketing” per promuovere sé stessa, i suoi libri, le sue “ospitate”. Vorrei dirle che non ha bisogno di accalorarsi: per un’ambasciatrice un parcheggio si trova sempre.
Salvo Scibilia — Catania
Sorrido per il paragone tra posteggi abusivi e talk show.
Caro Merlo, ho prenotato la carta d’identità per me e mia moglie, residenti all’estero. Il consolato di Lugano ha fissato per il 26 giugno! 8 mesi e mezzo! Anche in Svizzera gli italiani si riconoscono sempre.
Andrea Zanello — Mendrisio
Ho lavorato all’estero per molti anni e so che c’è un’Italia fuori dall’Italia che è il terminale di una vacuità italiana. Ci sono grandi luoghi simbolo, e la Svizzera lo è dell’efficienza, che gonfia le rane sino a farle sentire buoi. E non c’è peggio del loro antiprovincialismo. È il sosia del provincialismo. Venga a fare la Carta in Italia dove almeno non fanno i finti svizzeri.
Caro Merlo, “la situazione è complessa”. Ghigliottina?
Gianni Ingrascì — Treviso
Ghigliottina. La complessità “è l’alibi linguistico della complicità”. Mai visti tanti storici improvvisati che dipanano “la complessità” per trovare ragioni allo sgozzamento dei bambini ebrei.