Quando nel dibattito arrivano “la complessità” e i “però”
di Francesco MerloManifestazione pro Isreale a Firenze
(ansa)Caro Merlo, dopo Salvini con il casco e Crosetto in mimetica dobbiamo aspettarci Nordio intoga, Abodi in tuta, Schillaci in camice e Santanchè in costume da bagno.
Silvana Dessí - Cagliari
Ricordo la comicità di ministri della Difesa (La Russa) ma anche di presidenti del Consiglio di sinistra (Renzi e persino Letta) che passavano in rassegna i soldati, anche loro con le mimetiche da Sturmtruppen. Indimenticabile è il grugno da caserma del ministro degli Interni Salvini che si camuffava ora da poliziotto ora da pompiere, (ma forse era peggio in smoking a Venezia): “un vero venditore di cocco” commentò il salernitano De Luca, che gli è lontano per politica, ma un po’ gli somiglia per stile. Comunque, meglio così che con il braccio alzato e la camicia nera.
Caro Merlo, lei ha scritto che “la complessità è l’alibi linguistico della complicità. Mai visti tanti storici improvvisati che dipanano la complessità per trovare ragioni allo sgozzamento dei bambini ebrei”. Trovo insopportabili que…
Caro Merlo, dopo Salvini con il casco e Crosetto in mimetica dobbiamo aspettarci Nordio intoga, Abodi in tuta, Schillaci in camice e Santanchè in costume da bagno.
Silvana Dessí - Cagliari
Ricordo la comicità di ministri della Difesa (La Russa) ma anche di presidenti del Consiglio di sinistra (Renzi e persino Letta) che passavano in rassegna i soldati, anche loro con le mimetiche da Sturmtruppen. Indimenticabile è il grugno da caserma del ministro degli Interni Salvini che si camuffava ora da poliziotto ora da pompiere, (ma forse era peggio in smoking a Venezia): “un vero venditore di cocco” commentò il salernitano De Luca, che gli è lontano per politica, ma un po’ gli somiglia per stile. Comunque, meglio così che con il braccio alzato e la camicia nera.
Caro Merlo, lei ha scritto che “la complessità è l’alibi linguistico della complicità. Mai visti tanti storici improvvisati che dipanano la complessità per trovare ragioni allo sgozzamento dei bambini ebrei”. Trovo insopportabili queste sue parole. La guerra di Hamas contro Israele va condannata senza esitazioni, ma penetrarne la complessità studiando la storia significa capire che i palestinesi da ormai molte generazioni nascono e crescono e muoiono senza diritti e senza futuro. Non mi arruoli, la prego, tra i filo sgozzatori. Mi fanno orrore i corpi dei bambini israeliani ucci da Hamas, ma chi tiene la contabilità dei bambini palestinesi morti?
Elena Morelli - Latina
Non la arruolo in nessuno esercito, ma mi meraviglio che lei, che dice di studiare la storia, non sappia che Hamas non rappresenta il popolo palestinese e che, anzi, ha preso il potere a Gaza proprio strappandolo all’Autorità palestinese. Sarebbe giusto “penetrare la complessità” di Hamas, come lei vorrebbe. Ma non si può “capire” Hamas in nome di un sostegno al popolo palestinese. Confondere questi feroci islamisti, che vogliono distruggere Israele e tutto l’Occidente libero, con i palestinesi; dire che questi jihadist antisemiti sono i loro partigiani, serve solo, non si arrabbi, a coprire il terrorismo che, come stiamo vedendo, sta mettendo in crisi proprio il futuro dei palestinesi. E stia attenta al linguaggio che non è innocente: non è “guerra”, ma terrorismo cieco piombare
su una festa di ragazzi in mezzo al deserto e massacrarli tutti, ben sapendo che non erano solo israeliani. È terrorismo sparare su chi passa, rapire intere famiglie, sgozzare i bambini. Rifletta, non sono io l’arruolatore.
Caro Merlo, il popolo palestinese non sta con Hamas, ma se Israele prendesse Gaza non finirebbe col fare il gioco di Hamas?
Giuseppe Cantone - Caserta
La domanda è giusta, ma è difficile capire come si possa rispondere al terrorismo di Hamas, che a Gaza ha la sua centrale, senza prendere Gaza.
Caro Merlo, non è Illiberale vietare le manifestazioni in sostegno dei palestinesi, come ha fatto la Francia?
Gisella Di Rosa - Napoli
In Francia c’è una piccola ma prepotente, violenta componente islamista che accende la rabbia delle banlieue musulmane, strumentalizza la piazza e alimenta l’antisemitismo che, come abbiamo visto, è diventato criminale, una vera caccia all’ebreo. Tuttavia alla fine ha ragione lei: vietare è sbagliato, oltre che inefficace.
Caro Merlo,“condanno l’orrore, però…”. Quel “però” non è il rifugio del codardo?
Miriam Galizzi – Ascoli
Sì. Serve a introdurre “la complessità”. Ghigliottina.