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Hassan: c’eravamo prima dell’Islam. Stefano Boeri e la loggia Isozaki

Posta e risposta del 20 ottobre 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, i palestinesi non sono Hamas. Neppure Hezbollah è Hamas, e neppure la stragrande maggioranza di arabi che non condannano e festeggiano con i dolci la morte di un ebreo. Neppure erano di Hamas gli arabi che in Libia massacrarono tutti gli ebrei che potevano entrando nelle case e neppure quello che squarciò la pancia di una donna ebrea incinta per strada a Tripoli. Neppure erano Hamas quelli che ci cacciarono dalla Libia sequestrandoci tutto come del resto per 900.000 ebrei dei Paesi arabi. Noi eravamo lì prima che nascesse l’Islam.

Guido Hassan

Caro Hassan, sento l’attualità della sua collera e riprendo una frase illuminante dal bellissimo libro che lei ha scritto, nel 2019, con Giuseppe Altamore: Auschwitz non vi avrà (Edizioni San Paolo). Ecco la frase: “Neppure papà riuscì a spiegarci perché fascisti e nazisti volevano ucciderci”.

Caro Merlo, grazie per la sua risposta all’architetto Brugellis sulla “Loggia Isozaki”: sono cose che qualcuno doveva dire. Grazie. Solo …

Caro Merlo, i palestinesi non sono Hamas. Neppure Hezbollah è Hamas, e neppure la stragrande maggioranza di arabi che non condannano e festeggiano con i dolci la morte di un ebreo. Neppure erano di Hamas gli arabi che in Libia massacrarono tutti gli ebrei che potevano entrando nelle case e neppure quello che squarciò la pancia di una donna ebrea incinta per strada a Tripoli. Neppure erano Hamas quelli che ci cacciarono dalla Libia sequestrandoci tutto come del resto per 900.000 ebrei dei Paesi arabi. Noi eravamo lì prima che nascesse l’Islam.

Guido Hassan

Caro Hassan, sento l’attualità della sua collera e riprendo una frase illuminante dal bellissimo libro che lei ha scritto, nel 2019, con Giuseppe Altamore: Auschwitz non vi avrà (Edizioni San Paolo). Ecco la frase: “Neppure papà riuscì a spiegarci perché fascisti e nazisti volevano ucciderci”.

Caro Merlo, grazie per la sua risposta all’architetto Brugellis sulla “Loggia Isozaki”: sono cose che qualcuno doveva dire. Grazie. Solo una cosa è decisamente sbagliata e credo le sia sfuggita, tant’è che non le faccio alcun esempio per smentirla. Un progetto architettonico non invecchia in 25 anni; certo, è possibile che alcuni, vecchi lo nascano, ma questo è un altro discorso.

Architetto Paolo Ballini -Treviso

Stefano Boeri, approvando la lettera di Pino Brugellis, - “credo che abbia ragione” -, ha raccontato su Facebook: “In accordo con il direttore Eike Schmidt, nel 2015, quando ero nel comitato scientifico degli Uffizi, avevo contattato Arata Isozaki, che conoscevo bene, e lui si era detto disposto a rivedere il suo progetto, aggiornandolo. Voleva introdurre un grande schermo per la comunicazione e un sistema di captazione dell’energia pulita. Oltre che altre opportune correzioni architettoniche. L’Italia perde un progetto di qualità”. Avendo in gran conto il suo parere, caro architetto Ballini, sulla vecchiaia come “non luogo” architettonico, le consiglio, per conforto, il bel libro di Marc Augé, morto a 88 anni nel luglio scorso: La vecchiaia non esiste (Raffello Cortina editore). Più modestamente, io continuo a credere che un progetto architettonico, moderno nel 1999, dopo 25 anni non lo sia più. E mi conforta, come vede, non solo il parere autorevole di Stefano Boeri, ma anche quello dell’autore del progetto, lo stesso Isozaki, che voleva aggiornarlo e dunque lo giudicava almeno un po’ invecchiato. Tra i progetti diabolicamente stravecchi, tanto per restare a Firenze, ma uscire dalle astrazioni, è difficile non pensare al Tribunale di Firenze, che fu ideato da Leonardo Ricci negli anni 70 del secolo scorso. Quando, nel 2000, lo cominciarono a costruire, Ricci era già morto da sei anni. Lo inaugurarono nel 2012. Come lei sa, nei sondaggi popolari è classificato tra i dieci edifici più brutti del mondo.

Caro Merlo, bisogna fare sperticati complimenti a questo governo che sta elevando la Rai a livelli della Bbc!

Berardo Montesano – Cagliari

Spente, sono uguali.

Carissimo Merlo, i giornalisti dei giornali-radio hanno poco tempo per dire tutto, ma l’atrofia del linguaggio induce l’atrofia del pensiero (o viceversa?). Possibile che non ci sia alternativa a “ le opposizioni promettono battaglia”? Vogliamo dare il via a una battaglia con ghigliottina? (Mi viene però il timore che a forza di ghigliottine non ci resteranno più “modi di dire”).

Anna Marzia Positano

Ghigliottina.

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