Le Lettere

Amato e il ritorno dei classici. Giorgia mi sei piaciuta, anzi no

Milano, 7 dicembre 2022: Giorgia Meloni con l'allora compagno Andrea Giambruno alla Prima della Scala

Milano, 7 dicembre 2022: Giorgia Meloni con l'allora compagno Andrea Giambruno alla Prima della Scala

 (agf)

Posta e risposta di sabato 21 ottobre 2023

2 minuti di lettura

Caro Merlo, il governo Meloni ha affibbiato a Giuliano Amato la non invidiabile presidenza di un istituto per lo studio dell’intelligenza artificiale. Difficile pensare a un ennesimo caso di “lottizzazione”, da aggiungere a quello, presunto, del conduttore del “Mercante in fiera”. Questa “grana” — le persone dotate di normale autostima si immaginino ad occuparsi, non da curiosi ma da risolutori, di intelligenza artificiale — si somma ad altri incarichi ricoperti dallo stesso Amato nel tempo, da aggiungere a quelli noti a tutti: dalla presidenza dell’autorità detta Antitrust, alla presidenza della Treccani, alla vicepresidenza della Convenzione per la costituzione europea, ad una gamma di ruoli per cui servivano, a turno, giuristi, economisti, e qualsiasi altra cosa. Lungi dall’essere ammirati o, esagerando, nazionalisticamente orgogliosi di un tale esempio di versatilità, soprattutto nel mondo della politica e anche dell’informazione la cosa dà parecchio fastidio. Difficile da capire. In sintesi, si potrebbe dire, troppo stimato (o stimabile) per essere Amato.

Mauro Zampini

Caro Zampini, viviamo in pieno Rinascimento e dunque tornano i classici, da Letizia Moratti a Renato Brunetta sino a Gianni Rivera, che si è proposto come allenatore del Bari, «e mi piacerebbe un giorno anche del Milan». Aggiungo che il successo non ha età, come dimostra Mick Jagger (80) che, nella bella intervista a Simona Orlando, ci ha parlato del duetto con Paul McCartney (81) e dei rischi che i vecchietti del rock corrono e si rinfacciano con allegria. Mick chiede a Paul se gli piace «una roba così energetica» e Paul gli replica che gli Stones «sono una cover di una band di blues». Io penso che Giuliano Amato sappia affrontare con la stessa allegria i rischi della sua nuova ma vecchia attività. Ho sentito, in radio, Paolo Mieli, che gli è amico quanto lei, prenderlo amabilmente in giro, proponendo sé stesso come presidente di una Commissione per la promozione di un esercito europeo. Non mi pare che ci fosse fastidio, come lei sospetta, ma una divertita comprensione, e sull’amore la rimando al Principe di Machiavelli: è meglio essere amato o essere temuto? Tra gli incarichi di Amato è sfuggita persino a lei la Commissione che gli assegnò nel 2008 il sindaco Alemanno per fornire idee sul futuro di Roma. Eugenio Scalfari, che di Amato era amico quanto lei e Mieli, provò a individuarne alcune: “la coltivazione del pistacchio nei prati dell’Eur”? O “un servizio di mongolfiere tra Fiumicino e il Pincio”? L’intelligenza artificiale è argomento meno futile ma forse più imprendibile del futuro di Roma. Scalfari chiuse con una poesia del Ragazzoni, che aveva l’hobby — attenzione — di scavare buchi nella sabbia: “Sento intorno sussurrarmi che ci sono altri mestieri / Bravi, a voi! scolpite marmi / combattete il beri-beri /coltivate ostriche a Chioggia / filugelli in Cadenabbia / fabbricate parapioggia / io fo buchi nella sabbia”.

Giorgia… mi sei piaciuta!

Nicola Campoli — Napoli

Davvero prima di vederlo nei fuorionda Giorgia non sapeva con chi viveva?

Caro Merlo, ora che la premier la famiglia non l’ha più, che Dio si difende da solo (o come in Israele combatte), non le resta che la Patria. Se scoprisse che siamo una Nazione, sparirebbe!

Davide Liuzzi — Rimini

Al contrario, l’ha lasciato per non sparire con lui.


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