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Hamas alla conquista dell’Occidente. Belgio e Italia, così cambia il fine vita

Marco Cappato

 (ansa)
Le lettere di venerdì 27 ottobre 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, sento che Hamas sarà per le nostre democrazie un nemico ben più pericoloso dei terroristi dell’11 settembre.

Giulia Lazzarini - Livorno

Sta riuscendo ai tagliagole di Hamas quel che alle altre organizzazioni del terrorismo islamista non era mai riuscito, e cioè saldarsi con un pezzo d’Occidente, quello antisionista e antisemita, e fare proseliti tra le più fragili e ingenue coscienze del pacifismo.

Caro Merlo, la candidatura di Cappato a Monza mi spinge a raccontare un caso di eutanasia verificatosi in Belgio nei giorni scorsi. Una coppia sposata da 67 anni si è trovata nelle condizioni di vivere separata in due case di riposo, il marito cieco per malattia e la moglie, ricoverata per la rottura del femore, si è vista diagnosticare un tumore al pancreas. D’ accordo hanno deciso di sottoporsi a eutanasia con l’affettuosa presenza dei loro due figli. È il Belgio un Paese di barbari o lo è l’Italia dove una cosa del genere è inimmaginabile ?

Pierpaolo Merolla - Kraainem (Belg…

Caro Merlo, sento che Hamas sarà per le nostre democrazie un nemico ben più pericoloso dei terroristi dell’11 settembre.

Giulia Lazzarini - Livorno

Sta riuscendo ai tagliagole di Hamas quel che alle altre organizzazioni del terrorismo islamista non era mai riuscito, e cioè saldarsi con un pezzo d’Occidente, quello antisionista e antisemita, e fare proseliti tra le più fragili e ingenue coscienze del pacifismo.

Caro Merlo, la candidatura di Cappato a Monza mi spinge a raccontare un caso di eutanasia verificatosi in Belgio nei giorni scorsi. Una coppia sposata da 67 anni si è trovata nelle condizioni di vivere separata in due case di riposo, il marito cieco per malattia e la moglie, ricoverata per la rottura del femore, si è vista diagnosticare un tumore al pancreas. D’ accordo hanno deciso di sottoporsi a eutanasia con l’affettuosa presenza dei loro due figli. È il Belgio un Paese di barbari o lo è l’Italia dove una cosa del genere è inimmaginabile ?

Pierpaolo Merolla - Kraainem (Belgio)

Invecchiare è bellissimo, ma rifiutare la malattia come sepolcro dovrebbe essere un diritto garantito con leggi rigorose e civili come quella belga. In Italia c’è un suicidio ogni dieci ore: al primo posto, 50 per cento, c’è l’impiccagione, seguono il lancio dalla finestra, la pistola, l’annegamento e l’avvelenamento. È tutto orribile. Si ricorre dunque ai viaggi all’estero nelle cliniche specializzate e c’è pure una via italiana all’eutanasia, la morte silenziosamente assistita, praticata con riserbo e pudore da medici e familiari, cattolici come tutti gli italiani, senza il conforto della legge ma neppure contro la legge. Da quando Marco Cappato e Mina Welby sono stati assolti, aiutare a morire non è più reato. E il Parlamento, ignorando i richiami della Corte costituzionale, non se ne occupa. Il confronto mette paura: l’accanimento ideologico è persino peggiore dell’accanimento medico e il fine vita di lucidità e disperazione va sottratto ai talk show dove i pensieri non nascono ma muoiono. Preferirei una buona legge all’italianissima ignavia. Ma non avere legge è meglio di una cattiva legge.

Caro Merlo, io, che siciliano non sono, amo molto questa parola, “scordanza”, che ho preso dai libri di Tea Ranno. Perciò, fu solo scordanza la sua, che poche settimane fa le ha nominate tutte o quasi, le scrittrici siciliane, ma Tea Ranno no?

Giovanni Paolillo –Cascina (Pisa)

Ha ragione, non c’era Tea Ranno nella lista di scrittrici siciliane compilata da Carmelo Melilli di Modica. L’elenco era molto affollato, anche di assenze, e le confesso che non le conosco tutte. Non parlo di Tea Ranno che è sicuramente bravissima ma, in generale, diffido di un’emancipazione femminile molto realizzata in poesia e poco in ingegneria idraulica, urbanistica, chirurgia, politica, imprenditoria, finanza, vulcanologia e sismologia. Purtroppo, vedo nella furia scrittoria siciliana, ovviamente anche maschile, un grande serbatoio di archetipi, sia nell’abbondanza di mafia stereotipata sia nelle epiche gattopardate e sia nella raffica di filmacci poliziotteschi, tutti “minchia-occhei signor tenente”. Pure lei, caro Paolillo, è caduto nella trappola degli scherzi e degli equivoci del camillerismo, malattia senile del sicilianismo. Usata dal Tasso e dal Manzoni e ricca di significati e di sfumature, “scordanza” è una bella parola di purissimo italiano.

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