Sanità, delitto imperdonabile Sicilia, pomodori e scrittrici
di Francesco MerloDacia Maraini
Caro Francesco, la fine della sanità pubblica è un delitto che gli italiani non perdoneranno a Giorgia Meloni.
Luigi Carapezza- Arezzo
E invece gli italiani non capiranno, perché il delitto è di lunga durata e il morto, la vittima, finirà per essere un ingombro. Il sistema sanitario nazionale è sotto attacco politico sin da quando fu inventato nel 1978 da Tina Anselmi, ministro della salute e, per il Pci, da Giovanni Berlinguer. Il governo (Andreotti) era quello delle larghe intese e nell’idea della salute come bene universale e gratuito c’è il meglio del compromesso storico. Da allora lo impoveriscono, non solo quando non ci sono soldi (e quando ci sono?), perché hanno un altro modello, quello della sanità privata. E c’è in questo progetto molta più destra che nelle pagliacciate di Vannacci e di Bignami.
Caro Francesco, scrivi che "il complotto è l'alibi dello sconfitto." Forse in altri tempi era così. Leggo che nell'ultimo sondaggio della Nbc, Trump sopravanza Biden di 10 punti. E p…
Caro Francesco, la fine della sanità pubblica è un delitto che gli italiani non perdoneranno a Giorgia Meloni.
Luigi Carapezza- Arezzo
E invece gli italiani non capiranno, perché il delitto è di lunga durata e il morto, la vittima, finirà per essere un ingombro. Il sistema sanitario nazionale è sotto attacco politico sin da quando fu inventato nel 1978 da Tina Anselmi, ministro della salute e, per il Pci, da Giovanni Berlinguer. Il governo (Andreotti) era quello delle larghe intese e nell’idea della salute come bene universale e gratuito c’è il meglio del compromesso storico. Da allora lo impoveriscono, non solo quando non ci sono soldi (e quando ci sono?), perché hanno un altro modello, quello della sanità privata. E c’è in questo progetto molta più destra che nelle pagliacciate di Vannacci e di Bignami.
Caro Francesco, scrivi che "il complotto è l'alibi dello sconfitto." Forse in altri tempi era così. Leggo che nell'ultimo sondaggio della Nbc, Trump sopravanza Biden di 10 punti. E potrei fare altri esempi. In tempi di fake news la lagna del complotto può avere un certo rilievo.
Carmelo Morabito Tivoli
Non mi pare che la crescente debolezza di Biden sia dovuta alla lagna del complotto. Biden si fa male da solo.
Caro Merlo, mi pare che stavolta lei l'abbia fatta grossa. Ha affermato che tra le grandi scrittrici siciliane, Dacia Maraini, vincitrice di Strega, Campiello e tanti altri premi, sia superata da Maria Attanasio, ai più sconosciuta.
Giovanni Bertini -Genova
Caro Bertini, sospetto che lei abbia imparato ad aizzare dai talk show ma, davvero, Dacia Marini aveva il ruolo di “testa di serie”, e mancavano troppi nomi importanti nel pur lungo elenco di eccellenti scrittrici siciliane, compilato da Carmelo Melilli. Rieccolo: Stefania Auci, Nadia Terranova, Cristina Cassar Scalia, Alessia Gazzola, Aurora Tamigio, Lorena Spampinato, Silvana Grasso, Catena Fiorello, Dacia Maraini, Simonetta Agnello Hornby. Poiché gli assenti hanno una volta torto e novantanove volte ragione, le confermo che Maria Attanasio è la più brava e, per capire che non l’ho “fatta grossa”, le consiglio di cominciare con Il falsario di Caltagirone (Sellerio). Pensi, riconciliandosi con me, che nell’elenco non c’erano neppure la scrittura dolce di Evira Seminara e quella noir di Viola Di Grado, due preziosi frutti di Sicilia che non si somigliano, benché Elvira sia la madre di Viola, e il marito e padre sia il raffinato storico della letteratura Antonio Di Grado, presidente della Fondazione Sciascia su indicazione dello stesso Sciascia. Sinora in Sicilia, riunite in un’unica famiglia plurale, c’erano solo le varianti del pomodoro: il buono il brutto e il Pachino.
Caro Merlo, non trovo giusto che gli ospiti dei talk show vengano compensati. L’opinione pagata non può essere libera.
Marcella Marchini - Rieti
Non tutti chiedono “il gettone”. Paolo Mieli, per esempio, non accetta compensi e da tempo propone che, nel sottopancia, venga scritto se l’ospite è pagato. Non c’è nulla di male nel gettone, ma gli spettatori debbono saperlo perché il compenso cambia la natura della partecipazione. Il talk show è infatti diventato un copione al servizio dell’audience dove i ruoli, ormai fissi, sono distribuiti come a teatro: lo strampalato e l’ingenua, l’indignata e lo spaesato, l’aggressivo e l’emozionata, sino all’esperto in sbranamento e calci in bocca.