L’Albania non è “la riva fatale”. Rossini e la maionese sulla pizza
di Francesco MerloGiorgia Meloni
(ansa)Caro Merlo, nel 1812 Jeremy Bentham… dichiarava che la deportazione “era invero una misura sperimentale…ma il materiale dell’esperimento, in questo caso, era particolarmente abbondante: un insieme di animae viles, una sorta di massa escrementizia che poteva essere scagliata e lo fu, secondo un disegno, si direbbe, il più lontano possibile dalla vista”.È “La riva fatale” di Robert Hughes (1986), che ha raccontato la deportazione in Australia di migliaia di detenuti Inglesi (si finiva in carcere per il solo furto di una mela). Ora Meloni, nel suo piccolo, ha trovato la sua “riva fatale”, per i migranti, sull’altra sponda dell’Adriatico, in Albania, che fu già “fatale”, nel 1940, al regime fascista.
Antonio Imbrenda — Ancona
Deportati sì, ma verso la libertà, per popolare l’Australia. Meno famoso ed epico della Riva fatale (Adelphi), consiglio Il bordello galleggiante (Garzanti) dell’oxfordiana Siân Rees sul viaggio nel 1789 della nave Lady Julian carica di 237 detenute, ladre e prostitu…
Caro Merlo, nel 1812 Jeremy Bentham… dichiarava che la deportazione “era invero una misura sperimentale…ma il materiale dell’esperimento, in questo caso, era particolarmente abbondante: un insieme di animae viles, una sorta di massa escrementizia che poteva essere scagliata e lo fu, secondo un disegno, si direbbe, il più lontano possibile dalla vista”.È “La riva fatale” di Robert Hughes (1986), che ha raccontato la deportazione in Australia di migliaia di detenuti Inglesi (si finiva in carcere per il solo furto di una mela). Ora Meloni, nel suo piccolo, ha trovato la sua “riva fatale”, per i migranti, sull’altra sponda dell’Adriatico, in Albania, che fu già “fatale”, nel 1940, al regime fascista.
Antonio Imbrenda — Ancona
Deportati sì, ma verso la libertà, per popolare l’Australia. Meno famoso ed epico della Riva fatale (Adelphi), consiglio Il bordello galleggiante (Garzanti) dell’oxfordiana Siân Rees sul viaggio nel 1789 della nave Lady Julian carica di 237 detenute, ladre e prostitute, che sbarcarono a Sydney, nella Botany bay, dove “all the stuff started, tutto cominciò”, per diventare mogli e madri.
Caro Merlo, piango quei ragazzi andati per divertirsi ad una festa in cui hanno invece trovato una morte orrenda, piango gli ostaggi israeliani e le loro famiglie vittime del Terrore di Hamas; piango quei palestinesi assediati dai militari di Netanyahu sepolti sotto la montagna di macerie delle loro case distrutte, uccisi nei campi profughi. E tremo anche davanti alle svastiche marchiate sulle case degli ebrei, sulle pietre d’inciampo lordate di nero, sull’antisemitismo, sui neonazisti che montano i banchetti davanti alla villa Bellini, sotto casa mia. Non vado alle manifestazioni per la Palestina perché temo che qualche testa calda inneggi al terrorismo islamico o incendi una bandiera con la stella di David. Non voglio prendere posizione, gli schieramenti da stadio non mi coinvolgono. Il sangue e il dolore meritano rispetto e partecipazione al di là degli schieramenti politici o religiosi.
Ada Baldanza Mollica — Catania
Non prendere posizione può non essere ignavia?
Caro Merlo, vorrei sapere se anche in un eventuale duello fra la bistecca alla Bismarck contro il filetto alla Rossini lei si schiererebbe contro il governo italiano. Certo il foie gras sopra il filetto è uno dei tanti eccessi del cigno di Pesaro, però come si fa a mettere un uovo fritto sopra una bistecca? Robe da militari ottocenteschi.
Ezio Muschio — Bergamo
Temo che troppi cibi siano dedicati a Rossini che a Napoli seduceva e a Parigi mangiava. E lei, infatti, cita i tournedos, che sono francesi. Ci sono, è vero, anche i famosi maccheroni. Però, da lì in poi tutti lo vogliono e tutti lo cercano. Passi per il cocktail con salsa di fragole e champagne, ma a furia di dedicare, i pesaresi hanno chiamato “Rossini” la pizza con l’uovo sodo e la maionese. Molto meglio l’uovo all’occhio di Bismarck.
Rifaccia i conti, caro Merlo… Scoprirà che i terroristi più sanguinari sono sempre i fascisti. Quelli di destra sanno essere molto più cattivi dei marxisti, con l’aggravante dei motivi abietti per cui sono così cattivi (razzismo, odio per gli ultimi ecc.). Gli assassini delle Brigate Rosse erano cattivi credendo di essere dalla parte dei deboli sfruttati.
Salvatore Siddi — Pino d’Asti
Secondo me, quella radice ideologica è un’aggravante. I fascisti invece sono fascisti e basta.