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Terrapiattisti, ultimi poeti. Gesù e la suocera di Pietro

Jannik Sinner

 (fotogramma)
Le lettere di martedì 21 novembre 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, sono una vecchissima universitaria (medievalista) da lungo tempo in pensione e non ho né il tempo né la voglia di “dar fuori di matto” (traduco dal milanese, mia lingua madre) andando al raduno romano dei terrapiattisti, per cui mi permetto di chiedere il suo aiuto. Potrebbe aiutarmi a trovare una/un terrapiattista disposta/o ad accompagnarmi a mie spese sull’orlo della terra per guardare giù?

Daniela Romagnoli — Milano

Attenta che ce la porta, in poesia dico. Solo in poesia la terra è piatta, il bove è pio, Dafne si trasforma in alloro, l’asino è d’oro; e la moglie di Saba è al tempo stesso una bianca pollastra, una gravida giovenca, una lunga cagna, una pavida coniglia e una provvida formica. Cara professoressa Romagnoli, ormai solo tra i mattoidi si può provare quello smarrimento dell’animo che si chiama poesia.

Caro Merlo, ho sentito in tv e ho letto anche su Repubblica che il nome Sinner viene “tradotto” con “peccatore”. Si può naturalmente scherzare sui nomi, ma si …

Caro Merlo, sono una vecchissima universitaria (medievalista) da lungo tempo in pensione e non ho né il tempo né la voglia di “dar fuori di matto” (traduco dal milanese, mia lingua madre) andando al raduno romano dei terrapiattisti, per cui mi permetto di chiedere il suo aiuto. Potrebbe aiutarmi a trovare una/un terrapiattista disposta/o ad accompagnarmi a mie spese sull’orlo della terra per guardare giù?

Daniela Romagnoli — Milano

Attenta che ce la porta, in poesia dico. Solo in poesia la terra è piatta, il bove è pio, Dafne si trasforma in alloro, l’asino è d’oro; e la moglie di Saba è al tempo stesso una bianca pollastra, una gravida giovenca, una lunga cagna, una pavida coniglia e una provvida formica. Cara professoressa Romagnoli, ormai solo tra i mattoidi si può provare quello smarrimento dell’animo che si chiama poesia.

Caro Merlo, ho sentito in tv e ho letto anche su Repubblica che il nome Sinner viene “tradotto” con “peccatore”. Si può naturalmente scherzare sui nomi, ma si tratta di una “traduzione” sbagliata, considerato che il nome non è inglese, ma tedesco. E in tedesco “Sinner” deriva dal verbo “sinnen”, che significa “riflettere, ponderare, meditare”. Se proprio si vuole tradurre, bisognerebbe dunque dire “colui che riflette”, una caratterizzazione che si adatta tra l’altro sicuramente meglio al giocatore altoatesino. Nomen omen.

Ingrid Dapunt (Bolzano)

Ha ragione, ma non è solo colpa dell’anglofonia. C’è anche un pizzo di compiaciuta italianità nell’errore perché nel nostro Paese peccare, lo ammetta, dà più soddisfazioni che riflettere.

Caro Merlo, Simon Pietro, quello delle chiavi dei regni ultramondani e del gallo che cantò tre volte… non perdonò mai a Gesù di avergli guarito la suocera! (Mt 8, 14-15)

Salvatore Siddi — Pino d’Asti

“Poi Gesù, entrato nella casa di Pietro, vide che sua suocera giaceva a letto con la febbre, ed egli le toccò la mano e la febbre la lasciò. Ella si alzò e si mise a servirlo”. Lei, a questo punto aggiungerebbe: e Pietro, che rosicava, non lo perdonò.

Caro Merlo, nella sua rubrica di domenica 19 novembre, lei cita il mio cognome, come altre volte aveva fatto, allineandolo ad altri, con un intento, quantomeno dal punto di vista estetico, dispregiativo. Le faccio notare che migliaia sono le persone che portano con onore questo cognome. La pregherei perciò di tenerne conto nelle sue risposte.

Dott. Claudio Cagnazzo — Perugia

Caro dottor Cagnazzo, mi dispiace, non voglio certo dileggiare un cognome, proprio io che mi chiamo Merlo. Come sa, Cagnazzo è uno dei nomi dei diavoli danteschi. Pasolini cita le terzine dell’Inferno per introdurre il bagno nell’Aniene dei suoi ragazzi di vita. “Traiti avanti, Alichino, e Calcabrina — cominciò egli a dire — e tu, Cagnazzo; e Barbariccia guidi la decina. Libicocco vegna oltre, e Draghinazzo, Ciriatto sannuto, e Graffiacane.E Farfarello, e Rubicante pazzo”. Citato Dante, Pasolini comincia con i suoi Caciotta, Sgarone, Begalone…Li ho ricordati, insieme a tanti altri, in un contesto di soprannomi che, scrive Pirandello “non sono falsi nomi, ma altri nomi, e dunque nessun nome, perché non sa di nomi la vita”.

Caro Francesco, Facebook mi ha ghigliottinato un commento perché avevo proposto la ghigliottina, non per una persona, ma per una frase abusata in ambito sportivo. Evviva i giornali, difendiamoli.

Mauro Tugnoli

Resistere, resistere, resistere.

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