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Caino, dal fratricidio al femminicidio. Orlando, l’inversus che piegò Palermo

Il generale Roberto Vannacci

 (ansa)
Le lettere del 22 novembre 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, leggo — soprattutto da parte di leghisti (ma che razza di partito e di gente è?) — frasi come buttare la chiave, marcisca in galera..., anni luce lontani dalla statura morale del padre della povera ragazza che disdegna la vendetta e capisce “il dolore anche dei genitori del ragazzo”. Toccare o non toccare Caino: siamo ancora lì?

Luca Cardinalini, Roma.

“E Caino disse ad Abele suo fratello: ‘Usciamo fuori ai campi!’, e avvenne che, quando furono nei campi, Caino si scagliò contro suo fratello Abele, e lo uccise”. Non so se il fratricidio premeditato (‘usciamo fuori ai campi!’) sia un delitto peggiore del femminicidio commesso da Filippo Turetta. Mettiamo che sia altrettanto orribile. Vale per Turetta quel che vale per Caino: “Il Signore gli disse: ebbene, chiunque ucciderà Caino, sarà punito sette volte più di lui’. E Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l’avesse incontrato”.

Caro Merlo, c’è una particolarità anatomica e funzionale del corpo …

Caro Merlo, leggo — soprattutto da parte di leghisti (ma che razza di partito e di gente è?) — frasi come buttare la chiave, marcisca in galera..., anni luce lontani dalla statura morale del padre della povera ragazza che disdegna la vendetta e capisce “il dolore anche dei genitori del ragazzo”. Toccare o non toccare Caino: siamo ancora lì?

Luca Cardinalini, Roma.

“E Caino disse ad Abele suo fratello: ‘Usciamo fuori ai campi!’, e avvenne che, quando furono nei campi, Caino si scagliò contro suo fratello Abele, e lo uccise”. Non so se il fratricidio premeditato (‘usciamo fuori ai campi!’) sia un delitto peggiore del femminicidio commesso da Filippo Turetta. Mettiamo che sia altrettanto orribile. Vale per Turetta quel che vale per Caino: “Il Signore gli disse: ebbene, chiunque ucciderà Caino, sarà punito sette volte più di lui’. E Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l’avesse incontrato”.

Caro Merlo, c’è una particolarità anatomica e funzionale del corpo umano, molto curiosa, che i medici definiscono “situs viscerum inversus” in cui gli organi sono collocati alla rovescia, cioè il cuore è a destra invece che a sinistra, il fegato a sinistra invece che a destra e così via. Secondo lei è possibile che qualche importante ministro, affetto dalla malformazione, abbia il cervello nell’intestino e lì nascano le sue idee ?

Giuseppe Ruffini

Invece, il solo politico “inversus” che conosco ce l’ha fatta a Palermo proprio perché inversus. Qualche anno fa chiesi a Leoluca Orlando: hai rovesciato Palermo? Il sindaco si toccò il petto e poi lo stomaco: “Ho il cuore a destra e anche gli organi dell’addome sono invertiti, fegato, colon e tutto il resto… Guarda, vado in giro con la medaglietta: situs viscerum inversus. Ecco cos’è lo scetticismo, è il medico che strilla al tecnico: scemo, gli hai messo il cuore a destra? E quello ‘corregge’ la lastra e mi sposta il cuore”. Una “malformazione” può diventare forza? “U sinnacu” ha addomesticato la mafia e ha rovesciato la testa dei palermitani: “prima non vedevano, non sentivano e non parlavano; ora si arrabbiano quando qualcuno non vede, non sente e non parla. Penso a quando erano governati dalla mafia e li paragono ai tedeschi che, dopo Hitler, sono diventati migliori”. (‘Enigma Palermo” è il libro, edito da Rizzoli, che Orlando ha scritto con la bravissima giornalista tedesca Constanze Reuscher).

Caro Merlo, lei crede veramente che governo e opposizione possano arrivare a un testo condiviso sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole?

Marcella Tosi — Pistoia

No, temo che ci toccherebbe misurarci con il testo di riferimento della maggioranza di governo, non solo di Salvini, del noto educatore psicoterapeuta Roberto Vannacci.

Caro Merlo Elena Cecchettin, la sorella di Giulia invita a fare un mea culpa tutti gli uomini, “anche quelli che non hanno mai torto un capello a una donna”. Davvero siamo tutti colpevoli perché siamo uomini? Onestamente, umilmente, io mi dichiaro innocente.

Dante Servadio

Non trasformerei in un trattato di sociologia, o nel manifesto per la rieducazione del maschio, il commovente appello di Elena Cecchettin a vigilare su se stessi.

Caro Merlo, arriveremo al televoto verso un colpevole o meno? Sono schifato.

Francesco Colella — Napoli

Ogni giorno in tv c’è un giudizio universale, la tv è l’anello di congiunzione tra il bar e il tribunale.

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