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Il cinema come liberazione. Oh! Berlusconi in Paradiso

Paola Cortellesi nel film "C'è ancora domani"

 (ansa)
Le lettere di mercoledì 29 novembre 2023
2 minuti di lettura

Caro Francesco, il cinema italiano non ha un regista come Ken Loach, ma nel giro di poche settimane ecco tre film “alla Ken Loach”, che parlano di diritti: “C’è ancora domani “di Cortellesi,”Cento domeniche” di Albanese, “Palazzina Lef” di Riondino. Non so quanto successo di botteghino avranno il secondo e il terzo, ma c’è una novità: chi per molto tempo non ha avuto voce si esprime attraverso il cinema. o viceversa, il cinema ha deciso di occuparsi di chi non ha voce. Si sta affacciando una nuova stagione?
Rosanna Lampugnani
E’ vero che sono film in aperto contrasto con l’Italia, in opposizione al Paese, anzi alla Nazione, ma non basta “l’impegno” che può persino intossicare il cinema, come accadde in Italia negli anni 60 e 70. Ci vogliono l’arte del racconto e la poesia, che a volte non vengono riconosciute al botteghino. Cara Rosanna, hai lasciato fuori dal tuo elenco il film di Matteo Garrone, “Io comandante”, che certamente è il più bello perché smonta con la poesia la ferocia del …

Caro Francesco, il cinema italiano non ha un regista come Ken Loach, ma nel giro di poche settimane ecco tre film “alla Ken Loach”, che parlano di diritti: “C’è ancora domani “di Cortellesi,”Cento domeniche” di Albanese, “Palazzina Lef” di Riondino. Non so quanto successo di botteghino avranno il secondo e il terzo, ma c’è una novità: chi per molto tempo non ha avuto voce si esprime attraverso il cinema. o viceversa, il cinema ha deciso di occuparsi di chi non ha voce. Si sta affacciando una nuova stagione?
Rosanna Lampugnani
E’ vero che sono film in aperto contrasto con l’Italia, in opposizione al Paese, anzi alla Nazione, ma non basta “l’impegno” che può persino intossicare il cinema, come accadde in Italia negli anni 60 e 70. Ci vogliono l’arte del racconto e la poesia, che a volte non vengono riconosciute al botteghino. Cara Rosanna, hai lasciato fuori dal tuo elenco il film di Matteo Garrone, “Io comandante”, che certamente è il più bello perché smonta con la poesia la ferocia del pregiudizio e sfida, con un magnifico racconto da capitani coraggiosi, la violenza dell’attualità.


Caro Merlo, penso che la buonanima di Berlusconi, dal " paradiso " (quello vero) dove senz'altro si trova, vede tutto quello che succede da noi. Prendendo esempio dal presidente americano Biden, dovrebbe andare in sogno al ministro Crosetto e dirgli: non fate il mio stesso errore. Non ci sono complotti della magistratura e del potere economico. Siamo vittime di noi stessi, della nostra impreparazione, inadeguatezza, arroganza e ingordigia .Siamo noi i congiurati di noi stessi.
Pasquale Regano - Andria
Leonardo Sciascia, dando memoria al futuro, raccontava, con Savinio, cosa sarebbe successo ai prescelti da Dio il giorno in cui sarebbero entrati in Paradiso: "...lanceremo tre oh! di meraviglia, di sorpresa: il primo, perché ci troveremo quelli che credevamo che non ci sarebbero andati; il secondo perché non ci troveremo quelli che eravamo sicuri ci sarebbero andati...". In quell’articolo, scritto nel 1981 sul Pais, Sciascia lasciava in sospeso il terzo oh!. Ora sappiamo perché: vi scopriamo Berlusconi, il genio degli impuniti, che dall’Aldilà insegna al mite Crosetto a organizzare la piazza contro i tribunali di Stato (seguiranno la Corte costituzionale e il capo dello Stato).


Caro Merlo, tutti hanno visto, ma forse volutamente dimenticato, la foto della ragazza seminuda a bordo del pickup, oltraggiata dai miliziani di Hamas, il 7 ottobre scorso. Malgrado tutti i video girati dagli stessi terroristi, attestanti stupri ed altri atti ignobili da loro perpetrati, diversi partecipanti alla manifestazione del 25 novembre contro la violenza sulle donne hanno ritenuto opportuno sventolare bandiere palestinesi. Se questo significa l’adesione alla lotta per la dignità e la libertà delle donne, mi permetto di suggerire ai manifestanti di andare a Teheran e portare le loro bandiere ai cortei delle iraniane che protestano per l’assassinio di Masha Amini.
Piero Curiel
Nella manifestazione romana contro i femminicidi non c’erano slogan, neppure uno, contro il “femminicidio di massa”, che è la definizione che Libération, il giornale della sinistra francese, ha dato alle violenze dei terroristi di Hamas sulle donne israeliane.

Caro Merlo, cosa aspettiamo a ghigliottinare “la punta dell'iceberg”?
Margherita Smeraldi - Venezia
Ghigliottina.

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