Crosetto il gigante nanifica la storia. La pernacchia ci salva e ci condanna
di Francesco MerloCaro Merlo, ma questo “plotone di esecuzione ad personam” che avrebbe giustiziato Crosetto per le quattro scemenze che ha detto, sarebbero le critiche sui giornali? Anche il paragone con Craxi, comunque la si pensi su Bettino, non le pare un caso di megalomania?
Marco Stancanelli — Bari
Sì. Il gigante Crosetto nanifica la storia d’Italia
Caro Merlo, mi ha molto confortato apprendere dall’articolo di Linda Laura Sabbadini che più del 70 per cento degli italiani è favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso e che anche gli italiani di destra, a grande maggioranza — il 66 per cento! — vorrebbero che fosse benedetto da una legge. Ma i sondaggi ci dicono anche che gli italiani ancora sostengono la destra omofoba che ha affossato il disegno di legge Zan. Non le pare che venga così certificata la schizofrenia italiana?
Caro Merlo, ma questo “plotone di esecuzione ad personam” che avrebbe giustiziato Crosetto per le quattro scemenze che ha detto, sarebbero le critiche sui giornali? Anche il paragone con Craxi, comunque la si pensi su Bettino, non le pare un caso di megalomania?
Marco Stancanelli — Bari
Sì. Il gigante Crosetto nanifica la storia d’Italia
Caro Merlo, mi ha molto confortato apprendere dall’articolo di Linda Laura Sabbadini che più del 70 per cento degli italiani è favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso e che anche gli italiani di destra, a grande maggioranza — il 66 per cento! — vorrebbero che fosse benedetto da una legge. Ma i sondaggi ci dicono anche che gli italiani ancora sostengono la destra omofoba che ha affossato il disegno di legge Zan. Non le pare che venga così certificata la schizofrenia italiana?
Giulia Livi — Torino
Viene certificato il malessere del Diritto che non riesce a captare il Paese, ad adeguarsi al passo e al fiato della società italiana. Quel tondo e spettacolare 70 per cento indica la strada al legislatore ed è un avviso a tutti i naviganti della politica, perché i diritti civili sono una materia né di destra né di sinistra, e mai dovrebbero diventare i trofei di una parte. Purtroppo, cara signora Livi, il disegno di legge Zan è stato affossato dalla destra omofoba e razzista a viso aperto, e dalla sinistra cinica e ideologica di nascosto.
Caro Merlo, stamani, sono arrivata affannata in stazione a Livorno perché alla 7, 22 partiva il mio treno, Freccia bianca 8601, per Roma. Il ritardo era di oltre 85minuti, per impedimenti sulla linea. Eravamo in tanti in attesa, e tutti, dico tutti, abbiamo brontolato non le ferrovie dello stato ma il cognato Lollo. Amo la mia Italia perché li seppelliamo con risate e pernacchie.
Maria Grazia Pieri — Livorno
È vero, risate e pernacchie sono per l’Italia quel che per i francesi è la ghigliottina. Ma Eduardo De Filippo aveva torto perché non è vero, cara signora Pieri, che con un pernacchio si può fare la rivoluzione. Come dicono gli stessi napoletani spesso si finisce con il fare “no bummolo più grande do cuasone”.
Caro Merlo, l’Unione Terre di Castelli, che aggrega otto comuni della provincia di Modena ha organizzato, con l’aiuto di altre associazioni locali, un corso per imparare ad andare in bicicletta per le donne straniere della zona (15% di popolazione immigrata). Una di loro, dopo essere riuscita a pedalare, ha detto: mi sento libera e posso andare dove voglio. Le fa eco la Presidente dell’Unione nonché sindaca di Vignola: la bici è uno strumento di autonomia e di libertà. Non siamo ovviamente nel secondo dopoguerra, ma la libertà e l’emancipazione anche oggi si possono conquistare con una bicicletta.
Vito Mangano — Roma
“On se sentait pousser des ailes, a bicyclette. Ci sentivamo crescere le ali, in bicicletta”. Anche se pochi la ricordano, questa canzone di Yves Montand arreda l’immaginario della bicicletta, “compagna dell’uomo di pensiero” (Savinio). Può darsi che il futuro ritorni a quel passato, ma prima le città devono liberarsi dal Medioevo delle macchine: oggi in bici si muore quasi il doppio che in auto, e la colpa è quasi sempre delle auto.
Caro Merlo, propongo immediata ghigliottina per “destination” prima che si diffonda come “location”, cercando così di salvare un po’ di “reputation”.
Ivana Costa
Ghigliottina d’urgenza.