Delitti efferati, cronache morbose. Rutelli e l’Italia delle commemorazioni
di Francesco MerloFrancesco Rutelli
(ansa)Caro Merlo, i media spesso raccontano i delitti efferati, soprattutto i femminicidi, in modo morboso, eccessivo e sensazionalistico, e sempre per “promuovere” la cultura del rispetto e dell’uguaglianza.
Armando Zaccone — Tarcento (Udine)
Ha mille volte ragione, caro Zaccone. È odiosa questa deriva selvaggia che attizza la morbosità e ti fa dimenticare la vittima e l’oltraggio che ha subito, lei e tutte le ragazze del mondo, presi come siamo a violarne gli spasmi. E così, alla fine, quando arrivi in fondo all’articolo e già attacchi il secondo, che viola lo smarrimento della madre, e poi ce ne sono un terzo sull’arma e un quarto sul luogo dell’esecuzione… alla fine, dicevo, non c’è più la morte di una ragazza che tutti avremmo voluto come figlia, ma c’è solo l’infinita indecenza.
Caro Merlo, giornali e tg hanno dato la notizia che Filippo Turetta ha chiesto libri da leggere. È possibile sapere quali libri?
Silvana Bartoli
Immagino di sì, se ci si mette impegno. Ma non conti su di me.
…Caro Merlo, i media spesso raccontano i delitti efferati, soprattutto i femminicidi, in modo morboso, eccessivo e sensazionalistico, e sempre per “promuovere” la cultura del rispetto e dell’uguaglianza.
Armando Zaccone — Tarcento (Udine)
Ha mille volte ragione, caro Zaccone. È odiosa questa deriva selvaggia che attizza la morbosità e ti fa dimenticare la vittima e l’oltraggio che ha subito, lei e tutte le ragazze del mondo, presi come siamo a violarne gli spasmi. E così, alla fine, quando arrivi in fondo all’articolo e già attacchi il secondo, che viola lo smarrimento della madre, e poi ce ne sono un terzo sull’arma e un quarto sul luogo dell’esecuzione… alla fine, dicevo, non c’è più la morte di una ragazza che tutti avremmo voluto come figlia, ma c’è solo l’infinita indecenza.
Caro Merlo, giornali e tg hanno dato la notizia che Filippo Turetta ha chiesto libri da leggere. È possibile sapere quali libri?
Silvana Bartoli
Immagino di sì, se ci si mette impegno. Ma non conti su di me.
Caro Merlo, dal Vangelo secondo Matteo: “è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli”. Analizzando gli sviluppi nella politica italiana, i ricchi stanno guadagnando terreno per il raggiungimento del regno dei cieli. Da qualche anno, infatti, i ricchi votano a sinistra. È cambiata la sinistra o sono cambiati i ricchi?
Pasquale Mirante — Sessa Aurunca (Caserta)
La cruna dell’ago si è allargata, i cammelli sono rimpiccioliti e la sinistra, furbacchiona, se n’è accorta.
Caro Merlo, nelle ultime settimane il povero Lombroso fa capolino qua e là nella sua rubrica, lei lo maltratta e io sono con lei. Poi però vedo, una accanto all’altra, le fotografie degli invitati al meeting di Salvini di Firenze, e qualche dubbio mi viene. La sfido: mi saprebbe indicare un solo leader internazionale di questa destra regressista a cui lei lascerebbe portare fuori il suo cane?
Lorella Ponzio
È proprio vero, cara Lorella: tutti quei ceffi, che Salvini ha radunato a Firenze più in video che di presenza, potevano indurre in tentazioni lombrosiane anche chi, come lei e come me, non crede alla fisiognomica dei ghigni e dei grugni. Ma i cani forse glieli affiderei. L’estrema destra li rispetta più degli uomini, sin dai tempi di Hitler e di Himmler che ordinavano gli esperimenti sui prigionieri vivi, ma punivano la vivisezione degli animali e persino l’uccisione, anche involontaria, di lumache e vermi.
Caro Merlo, all’Auditorium Francesco Rutelli ha commemorato i 30 anni della sua prima sindacatura (1993-2023). Sicuramente è stato uno dei migliori sindaci di Roma degli ultimi trent’anni, ma quanta prosopopea c’è nella celebrazione?
Giovanni De Angelis — Roma
Siamo il Paese delle commemorazioni, diceva già Flaiano, “delle interminabili prolusioni di personalità varie, chiuse con il rinfresco”. È però vero che quel memorabile 1993 fu l’anno dei sindaci: Bassolino a Napoli, Bianco a Catania, Orlando a Palermo, Cacciari a Venzia, Illy a Trieste, e Rutelli che a Roma prevalse su Fini, la vera rivelazione. Infatti, pochi mesi dopo, imparando la lezione, Berlusconi “inventò” il centrodestra e cambiò davvero l’Italia. Voglio dire che la storia va studiata e non celebrata. Ma “siamo il Paese delle commemorazioni” ci spiegava nel 1969 appunto quel Flaiano, che oggi è uno degli italiani più commemorati.