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Concia, la sinistra e Valditara. Quel che alla Scala è mancato

Posta e risposta del 10 dicembre 2023
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Caro Merlo, non crede che la scelta di Anna Paola Concia come presidente di “Educare alle relazioni”, il progetto contro la violenza di genere, fosse una furbizia di Valditara per coprirsi a sinistra? Paola è femminista, attivista per i diritti Lbgtq+, responsabile di Didacta Italia, libertaria, stimatissima…: sembra nata per un governo di sinistra. Invece l’aveva risucchiata la destra e le aveva messo accanto due donne che più diverse non si può, suor Anna Monia Alfieri e Paola Zerman, del Family Day, e non mi pare che debba aggiungere altro. Valditara ha trovato e perduto la sua foglia di fico.

Loretta Ricci - Roma

La prima cosa da dire è che Valditara aveva scelto la migliore. All’instancabile lotta per i diritti civili Anna Paola Concia aggiunge preziose competenze, equilibro, coraggio, fascino, e una rarissima capacità di dialogare e persino convincere gli avversari. Tuttavia è vero che il velleitarismo minacciava già come un destino questo progetto di “educazione alle relazioni”…

Caro Merlo, non crede che la scelta di Anna Paola Concia come presidente di “Educare alle relazioni”, il progetto contro la violenza di genere, fosse una furbizia di Valditara per coprirsi a sinistra? Paola è femminista, attivista per i diritti Lbgtq+, responsabile di Didacta Italia, libertaria, stimatissima…: sembra nata per un governo di sinistra. Invece l’aveva risucchiata la destra e le aveva messo accanto due donne che più diverse non si può, suor Anna Monia Alfieri e Paola Zerman, del Family Day, e non mi pare che debba aggiungere altro. Valditara ha trovato e perduto la sua foglia di fico.

Loretta Ricci - Roma

La prima cosa da dire è che Valditara aveva scelto la migliore. All’instancabile lotta per i diritti civili Anna Paola Concia aggiunge preziose competenze, equilibro, coraggio, fascino, e una rarissima capacità di dialogare e persino convincere gli avversari. Tuttavia è vero che il velleitarismo minacciava già come un destino questo progetto di “educazione alle relazioni”. Ma il rischio maggiore non lo correva Valditara, il quale potrà ancora vantarsi, come un pavoncello, di averci provato. Lo correva Concia. Non solo per gli attacchi scontati dei soliti odiatori omofobi di destra che infatti hanno richiamato all’ordine il pavido ministro, ma per chi, come lei signora Ricci, da sinistra già le rimproverava di esserci cascata, invece di incitarla “forza Concia”. Altro che foglia di fico. L’avete lasciata sola.

Caro Merlo, la notizia non era che un loggionista avesse inveito contro il fascismo, la notizia è che un solo loggionista l’abbia fatto.

Salvatore Siddi - Pino d’Asti (Asti)

Le proteste alla Scala hanno sempre segnalato il conflitto sociale e, qualche volta, segnato la storia d’Italia. Perciò è più significativo quel che non c’è stato: niente uova, slogan e assalti al teatro. La solitudine del loggionista misura la debolezza dell’opposizione o, se vuole, “la civiltà” dell’opposizione, che non organizza la protesta di piazza, neppure sul tema facile dell’antifascismo.

Caro Merlo, Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia, Lecce, Cosenza, Caltanissetta, Oristano, L’Aquila, Taranto, Terni, Nuoro, Isernia, Benevento, Palermo, Campobasso, Agrigento, Potenza, Trapani, Biella, Enna, Ancona, Rieti, Catania, Perugia, Ferrara, Siracusa, Imperia, Ascoli Piceno, Vercelli, Rovigo, Avellino, Asti, Salerno, Savona e Chieti. In tutte queste province i pensionati sono ormai più numerosi dei lavoratori. Altro che carne sintetica e centri in Albania.

Franco Feruglio – Udine

Nella storia d’Italia non era mai accaduto. Siamo un Paese di vecchi e di disoccupati, governato dal sovranismo dei superstiti.

Caro Merlo, mi chiedevo l’altro ieri: “Ma quando ri-faranno, i tg generalisti, un servizio sulla rinascita della Democrazia cristiana, con intervista annessa a Gianfranco Rotondi?”. Risposta: ieri. L’ho visto, uguale a quello realizzato e mandato in onda lo scorso anno, due anni fa, dieci anni fa, trenta anni fa, eccetera. Dev’essere nel pacchetto elettorale: un seggio e un passaggio nei tigì (ma non quelli della notte o del mattino...). Che bellezza.

Luca Cardinalini - Marsciano (Perugia)

Sempre meno il rito della rinascita della Dc riemerge dal sottoscala dell’irrilevanza. Ma il Centro “a vocazione maggioritaria”, il punto mediano dove tutto l’ingorgo politico va a defluire, insomma l’ombelico, cicatrice natale, rimane l’orizzonte della politica italiana.

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