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Covid, la morte di mamma in Rsa. Conte, j’accuse ma cordialmente

Gino Cecchettin al comune di Vigonovo

 (ansa)
Le Lettere di mercoledì 13 dicembre 2023
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Caro Merlo, non so se mia madre oggi sia morta di Covid o con il Covid, contratto in Rsa: lascio agli specialisti delle statistiche la definizione. Quello che so per certo è che le autorità sanitarie milanesi non hanno fornito il vaccino in tempo utile agli anziani ricoverati nelle Rsa (quindi fragili per definizione) e sta ricominciando la strage di quattro anni fa, nell’indifferenza generale.

Pierluigi Offredi — Milano

Eccole di nuovo, la rabbia e il dolore che non avremmo voluto rincontrare ma che non avremmo dovuto dimenticare. Deve essere terribile, Caro Offredi, sentire la morte della propria mamma come un offesa alla civiltà. La malattia non è più a distanza di sicurezza, stanno aumentando i ricoveri e i decessi dei soggetti fragili. Eppure “il vaccino — ha spiegato Franco Locatelli all’Eco di Bergamo — è efficace rispetto a tutti i ceppi oggi circolanti in Italia ed è raccomandato proprio agli over 60 con una particolare priorità tra gli over 80”. Per loro il Covid è di nuovo …

Caro Merlo, non so se mia madre oggi sia morta di Covid o con il Covid, contratto in Rsa: lascio agli specialisti delle statistiche la definizione. Quello che so per certo è che le autorità sanitarie milanesi non hanno fornito il vaccino in tempo utile agli anziani ricoverati nelle Rsa (quindi fragili per definizione) e sta ricominciando la strage di quattro anni fa, nell’indifferenza generale.

Pierluigi Offredi — Milano

Eccole di nuovo, la rabbia e il dolore che non avremmo voluto rincontrare ma che non avremmo dovuto dimenticare. Deve essere terribile, Caro Offredi, sentire la morte della propria mamma come un offesa alla civiltà. La malattia non è più a distanza di sicurezza, stanno aumentando i ricoveri e i decessi dei soggetti fragili. Eppure “il vaccino — ha spiegato Franco Locatelli all’Eco di Bergamo — è efficace rispetto a tutti i ceppi oggi circolanti in Italia ed è raccomandato proprio agli over 60 con una particolare priorità tra gli over 80”. Per loro il Covid è di nuovo un’emergenza, ma l’Italia dimostra di non avere memoria e non riesce a proteggerli nelle strutture pubbliche. E l’indifferenza generale che lei denunzia un delitto politico.

Caro Merlo, l’avvocato Conte Giuseppe ha chiuso la sua missiva che lunedì ha indirizzata a Giorgia, con un “cordialmente”; alla maniera delle mie mail, quando scrivo al padrone di casa per segnalare qualche novità. PS. Meno male che non ha fatto uso di emoticon.

Salvatore Siddi — Pino d’Asti

Questo “cordialmente” a chiusura di uno spietato J’accuse è un dettaglio umoristico che merita una veloce immersione nel gergo “avvocaticchiesco” di Conte: “la prego, non indulgi”, “si rimbocchino le mani”, “l’humus per avere una stella polare”, “l’interlocuzione”, “pretermesso”, “il tono è dialogico”, “la caducazione”, “la soggettivizzazione del conflitto”, è vero che “alcune applicazioni giurisprudenziali lasciano una qualche incertezza che bisogna diradare” ma “la condivisione è sul punto di convergenza” e la soddisfazione è massima per “aver coagulato”. “Salvo intese” rimando alla prossima volta il viaggio nelle gaffe, da “il discorso di Benito Mussolini, all’indomani del delitto Andreotti” a “come diceva Albert Astain” chi? “Albert Astain”. Cordialmente.

Caro Merlo, il gestaccio del dito, non sempre il medio, fa parte della nostra storia da ben più di quarant’anni se già nell’Inferno Vanni Fucci contro Dio “le mani alzò con amendue le fiche!” La saluto a mani abbassate.

Franco Artese

La citazione, caro Artese, è bella, ma non c’entra con la storia politica del dito medio. Il gesto dantesco, che oggi non fa più nessuno, era di pollice.

Caro Merlo, i social sono portatori di odio e trovo vergognoso quello contro Gino Cecchettin e sua figlia Elena dopo l’assassinio di Giulia. Mi ripugna l’assoluta assenza di controlli, meglio fermarli!

Patrizio Miglione — Napoli

Credo invece che siano luoghi di libertà. Svelano l’Italia dei pavoncelli, quella dei miserabili e dei violenti, sino a quella dei giornalisti che si autocelebrano. Sono la nostra finestra sul cortile dove, come le lavandaie di una volta, tutti sbraitano contro il prossimo. Ma ai social dobbiamo più verità che alle intercettazioni e ai pentiti.

Caro Merlo, la sindaca di Monfalcone lo conosce l’Art.19 della Costituzione?

Marco Paravano

Sì che lo conosce, ma è tornato di moda il “me ne frego”.

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