Fumo passivo, sentenza esemplare. Ma Nordio vuole le “carceri a gas”
di Francesco MerloCaro Merlo, nel 2012 un poliziotto penitenziario, Monda Salvatore, di anni 44, che non aveva mai fumato in vita sua, è morto di tumore ai polmoni. L’unico posto in Italia dove si può fumare senza limitazioni sono le carceri, dove i detenuti, adulti e minori, acquistano le sigarette vendute dallo Stato. E ogni giorno lo Stato costringe decine di migliaia di suoi fedeli servitori, già chiamati a un compito difficilissimo e pericoloso, a entrare nelle sezioni piene di fumo, senza alcuna protezione. Poiché ritengo che tutto ciò non sia giusto né legale, con l’avvocato Nicola Putignano di Bari abbiamo chiesto al giudice di Lecce, la città dove svolgo la mia funzione, di intervenire per salvaguardare la salute dei lavoratori, così come prevede l’articolo 32 della Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo”. Già alla morte del collega, la moglie, che aveva due figli piccoli, chiese la causa di servizio che fu rifiutata e con la misera pensione matu…
Caro Merlo, nel 2012 un poliziotto penitenziario, Monda Salvatore, di anni 44, che non aveva mai fumato in vita sua, è morto di tumore ai polmoni. L’unico posto in Italia dove si può fumare senza limitazioni sono le carceri, dove i detenuti, adulti e minori, acquistano le sigarette vendute dallo Stato. E ogni giorno lo Stato costringe decine di migliaia di suoi fedeli servitori, già chiamati a un compito difficilissimo e pericoloso, a entrare nelle sezioni piene di fumo, senza alcuna protezione. Poiché ritengo che tutto ciò non sia giusto né legale, con l’avvocato Nicola Putignano di Bari abbiamo chiesto al giudice di Lecce, la città dove svolgo la mia funzione, di intervenire per salvaguardare la salute dei lavoratori, così come prevede l’articolo 32 della Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo”. Già alla morte del collega, la moglie, che aveva due figli piccoli, chiese la causa di servizio che fu rifiutata e con la misera pensione maturata dal marito (22 anni di servizio) ha tirato avanti, non disdegnando lavori malpagati nelle campagne leccesi. Finché, in settembre, dopo 12 anni, il tribunale di Lecce ha condannato il ministero della Giustizia a pagare un milione di euro alla moglie. Pensavamo che dopo una simile sentenza, la prima del genere in Italia e in Europa, si intervenisse per salvaguardare la salute di decine di migliaia di lavoratori (compresi i detenuti non fumatori). È stata presentata un’interpellanza parlamentare al ministro della Giusitizia Nordio, che si è limitato a dire, in sostanza, che le sigarette tengono calmi i detenuti, per cui non è pensabile una riduzione o altro poiché si rivolterebbero in massa. Sulla vicenda, telegiornali e giornali (con qualche eccezione come “Repubblica”) hanno censurato tutto. Anche i cosiddetti professionisti del carcere (radicali, associazioni…) si sono defilati. La salute dei lavoratori (e detenuti) non vale nulla? Perché la Costituzione e le leggi non devono valere anche per i poliziotti penitenziari?
Federico Pilagatti — Sindacato autonomo polizia penitenziaria — Bari
Immagino che, dopo la sentenza di Lecce, sia facilmente ipotizzabile che tutti gli agenti di polizia giudiziaria con patologie riconducibili al fumo passivo chiedano un risarcimento del danno. Il fumo infatti è un vizio cancerogeno anche in carcere, dove più del 70 per cento dei detenuti fuma con una foga distruttiva che nessun Nordio può spacciare come medicina per i nervi o surrogato di libertà. E la sigaretta uccide, come è illustrato sui pacchetti, anche chi non fuma ma è costretto a subire la mala aria. Le città del mondo si stanno liberando delle sigarette, comprese quelle elettroniche, anche all’aria aperta. Invece le carceri italiane dove, secondo la Corte Europea, lo Stato non custodisce ma tortura, sono camere a gas.
Caro Merlo, i cani sono più amati dei bambini, accuditi, coccolati e sfamati meglio, con un costo di smaltimento dei rifiuti a carico anche di chi non possiede animali.
Mauro Luglio — Monfalcone (Gorizia)
È purtroppo invincibile il luogo comune che contrappone bambini a cani e gatti. E invece la felicità dei bambini sono i cani e i gatti.
Caro Merlo, propongo una ghigliottina per l’insopportabile espressione “bisogna trovare una pace giusta”. Non esiste una pace sbagliata.
Vincenzo Lupia — Sersale (Catanzaro)
Non c’è pace senza giustizia. Ghigliottina negata.