Atreju, come Albano e Romina, Corsini vuole i gradi di caporale
di Francesco MerloAndrea Giambruno
Caro Merlo, alla festa di Atreju ci sono questi slogan: “bentornato orgoglio” “bentornata cultura” dobbiamo anche aggiungere “bentornato Giambruno?”
Stefano Mazzanti — Casalguidi (Pistoia)
Il dio del gossip, astuzia e capriccio della cronaca, ha finalmente rimesso le cose a posto: Giorgia e il giovane uomo che la completa sono la coppia che l’Italia merita, la Storia infinita di Atreju, “toccarsi” e scappar via, ritrovarsi perché l’uno è la pupa dell’altra, lei che l’ha cacciato e lui che la rivuole, il cattivo ragazzo che rimette la testa (e le mani ) a posto. Sono i nuovi Al Bano e Romina, un bagno di realtà, il piede d’Italia che trova la sua scarpa, la prova che anche il pettegolezzo e lo spirito del tempo non sono più quelli croccanti di una volta in questo nostro malandatissimo Paese.
Caro Merlo, Paolo Corsini, direttore dei talk della Rai, ha detto “noi Fratelli d’Italia”. Le posso assicurare che tutti in Rai sapevano che era uno zelante e arrogante funzionario politico di Fra…
Caro Merlo, alla festa di Atreju ci sono questi slogan: “bentornato orgoglio” “bentornata cultura” dobbiamo anche aggiungere “bentornato Giambruno?”
Stefano Mazzanti — Casalguidi (Pistoia)
Il dio del gossip, astuzia e capriccio della cronaca, ha finalmente rimesso le cose a posto: Giorgia e il giovane uomo che la completa sono la coppia che l’Italia merita, la Storia infinita di Atreju, “toccarsi” e scappar via, ritrovarsi perché l’uno è la pupa dell’altra, lei che l’ha cacciato e lui che la rivuole, il cattivo ragazzo che rimette la testa (e le mani ) a posto. Sono i nuovi Al Bano e Romina, un bagno di realtà, il piede d’Italia che trova la sua scarpa, la prova che anche il pettegolezzo e lo spirito del tempo non sono più quelli croccanti di una volta in questo nostro malandatissimo Paese.
Caro Merlo, Paolo Corsini, direttore dei talk della Rai, ha detto “noi Fratelli d’Italia”. Le posso assicurare che tutti in Rai sapevano che era uno zelante e arrogante funzionario politico di Fratelli d’Italia. Certamente sapeva di non poterlo dire. Perché l’ha detto?
Miriam Manuele — Pescara
Nessuno, fuori dalla Rai, sino a ieri conosceva Paolo Corsini. L’oscuro militante voleva fare il salto nella notorietà, da soldato semplice a caporal maggiore.
Caro Merlo, parafrasando il Mago Silvan (Raul Cremona) che muovendo le mani a vanvera dice:” Che cosa sto facendo? Niente, ma lo sto facendo bene!”, la signora Meloni al Parlamento che cosa sta dicendo? Niente ma lo sta dicendo bene.
Piero Orrù
La foga oratoria di Giorgia Meloni ha un solo registro, quello dell’estrema destra scalmanata, che non si adatta più alla sua pretesa leadership moderata. È dunque appropriata la sua ironia, caro Orrù: in Parlamento la presidente del Consiglio non è neppure riuscita a dire bene il nulla di cui parlava. Penso però che la retorica fasciodemocratica sia un laboratorio che non ha dato tutti i suoi frutti.
Caro Merlo, i suicidi in carcere sono arrivati a 80 quest’anno. È il triste record nella storia d’Italia.
Enzo Davino — Milano
Non si possono abolire i suicidi ma il numero segnala un’emergenza sociale di cui nessuno si occupa. E va respinta la vaga pietà da predica perché le carceri sono uno scandalo politico e architettonico che non riguarda i sentimenti e che nessuno vuole davvero risolvere.
Caro Merlo, amo, normalmente, ascoltare la radio durante la giornata, ma quando, verso fine novembre, sento l’interruzione pubblicitaria che esordisce col primo: “Oh! Oh! Oh! Sono Babbo Natale” mi coglie sempre una lieve depressione: sarà grave? Immagino non sia possibile ghigliottinare Babbo Natale.
Giancarlo Camesasca
No, resisterà anche alle sua depressione e alla sua insofferenza il più bello dei simboli collettivi, con le renne volanti, la barba bianca, la giacca rossa e le letterine con i desideri di tutti i bimbi del mondo.
Caro Merlo, propongo, se non già decapitata, di ghigliottinare l’espressione “pena comminata” — cioè minacciata — quando si parla di una pena che è stata irrogata.
Andrea Giglioni
La Crusca legittima il doppio uso, minacciare e irrogare. Ghigliottina negata, dunque, soprattutto perché qui non si giustiziano gli errori e le improprietà di linguaggio, ma i tic linguistici e le frasi fatte, non la lingua, che è sempre ricca e dunque impura, sbagliata e scorretta, ma il pigro straparlare del cretino cognitivo.