I morti di Gaza e la sconfitta di Dio. Beneficenza, no alle immagini shock
di Francesco MerloFrancesco! Siamo arrivati a 20000 morti a Gaza. La sconfitta di Dio. (Sergio Quinzio)
Salvatore Siddi - Pino d’Asti (Asti)
La sconfitta di Dio è un libro bellissimo di un grande scrittore cristiano sul fallimento del cristianesimo. Tra i tanti libri di Quinzio, tutti Adelphi, raccomando la corrispondenza con Guido Ceronetti, che non era cristiano e forse era anticristiano. “Penso che anche il cristianesimo, come Cristo, – gli scrive Quinzio – debba morire nella storia”.
Caro Merlo, mai creduto alla beneficenza in tv. Di più: quando vedo le immagini di bambini sofferenti, malati o denutriti e la voce dello speaker, impostata su modalità “pietosa”, mi punta il dito (“dona solo 1 euro e salvi una vita”), come riflesso condizionato mi viene subito in mente un conto aritmetico: q…
Francesco! Siamo arrivati a 20000 morti a Gaza. La sconfitta di Dio. (Sergio Quinzio)
Salvatore Siddi - Pino d’Asti (Asti)
La sconfitta di Dio è un libro bellissimo di un grande scrittore cristiano sul fallimento del cristianesimo. Tra i tanti libri di Quinzio, tutti Adelphi, raccomando la corrispondenza con Guido Ceronetti, che non era cristiano e forse era anticristiano. “Penso che anche il cristianesimo, come Cristo, – gli scrive Quinzio – debba morire nella storia”.
Caro Merlo, mai creduto alla beneficenza in tv. Di più: quando vedo le immagini di bambini sofferenti, malati o denutriti e la voce dello speaker, impostata su modalità “pietosa”, mi punta il dito (“dona solo 1 euro e salvi una vita”), come riflesso condizionato mi viene subito in mente un conto aritmetico: quello spot televisivo costerà diciamo 10mila euro. Con quei soldi, il committente (prestigioso e in buonissima fede) avrebbe salvato 10mila vite. Quindi, l’euro, lo si tiene.
Luca Cardinalini - Roma
Il mio rifiuto non è aritmetico, ma etico. Proprio perché so che sono vere quelle immagini di bambini affamati, malati e bisognosi, cerco l’amorevolezza e la dolcezza, i sentimenti forti e fragili della solidarietà. Trovo invece un uso cinico delle immagini tragiche, una sorta di marketing dell’orrore e mi sento come una lepre stanata dal pubblicitario cacciatore, l’animale appeso alla sua cartucciera.
Caro Merlo, aspettiamoci la solita abbuffata di film natalizi: La vita è meravigliosa, Mamma ho perso l’aereo, La vera storia di Babbo Natale, Una poltrona per due, Grinch… Il mio preferito è Canto di Natale, di Dickens, sia nella versione del 1951, Lo schiavo dell’oro, sia in quella del 1983, Il Canto di Natale di Topolino. Nell’incredibile conversione del vecchio taccagno Scrooge c’è lo spirito del Natale: “Non so cosa fare!” esclamò Scrooge, ridendo e piangendo nello stesso respiro. “Sono leggero come una piuma, sono felice come un angelo. Sono allegro come uno scolaretto. Sono stordito come un ubriacone. Buon Natale a tutti!”
Fabio Fiaschi
Anche il Natale si rifugia nei soliti fantasmi che già per Charles Dickens erano “poco originali, logori e sempre a passeggio per sentieri troppo battuti”. E in tutti i Natali cinematografici echeggiano gli stessi mille predecessori. Pure io penso, però, con gli inglesi, che Dickens abbia inventato la letteratura sul Natale.
Francesco, però sul gradino più alto del podio rimane la sottosegretaria alla Cultura che, a Nuoro a celebrare il centenario della morte del poeta Sebastiano Satta, lo aveva evocato più volte col nome di Salvatore (l’altro Satta, giurista e scrittore). Segnalato l’equivoco, si era corretta spiegando di conoscere bene i profili di entrambi, salvo citare il capolavoro Il giorno del giudizio (di Salvatore e non Sebastiano). Patatrac e come d’uso colpa affibbiata al povero portavoce. A me, più modestamente, è capitato di conversare venti minuti con un tassista milanese che mi aveva riconosciuto e chiedeva lumi sul Pd. Pagata la corsa mi ha salutato con un “Auguri dottor Civati”. Né io né Pippo ce la siamo presa a male!
Gianni Cuperlo
Una sera a Parigi, dov’ero ancora per Il Corriere della sera, un grande costituzionalista italiano mi prese sotto braccio facendomi mille complimenti. E recitò a memoria un articolo che riconobbi subito: era di Gian Antonio Stella. Disse: “solo tu puoi scrivere così”. Lo ringraziai.