✕

Macron, Depardieu e Mattarella. Conte paonazzo contro la paonazza

Posta e risposta del 23 dicembre 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, Macron difende Gerard Depardieu, accusato di abusi sessuali e non gli revocherà la Legion d’Onore perché “genio della sua arte, ha fatto conoscere la Francia in tutto il mondo”. Il nostro Mattarella avrebbe lo stesso coraggio?

Martina Colella - Milano

Il garantismo, che sempre è sospetto di complicità, richiede coraggio, e Mattarella ce l’ha. Ma Depardieu non è solo un presunto innocente. Macron difende in lui l’identità nazionale, nel nome della Francia di Montaigne, Renan e Mitterrand e non in quella di Robespierre e Hollande. Per fortuna nessun grande artista italiano è stato accusato di abusi sessuali. Forse perché non abbiamo più grandi artisti così identitari.

Caro Merlo, ho visto Conte divent…

Caro Merlo, Macron difende Gerard Depardieu, accusato di abusi sessuali e non gli revocherà la Legion d’Onore perché “genio della sua arte, ha fatto conoscere la Francia in tutto il mondo”. Il nostro Mattarella avrebbe lo stesso coraggio?

Martina Colella - Milano

Il garantismo, che sempre è sospetto di complicità, richiede coraggio, e Mattarella ce l’ha. Ma Depardieu non è solo un presunto innocente. Macron difende in lui l’identità nazionale, nel nome della Francia di Montaigne, Renan e Mitterrand e non in quella di Robespierre e Hollande. Per fortuna nessun grande artista italiano è stato accusato di abusi sessuali. Forse perché non abbiamo più grandi artisti così identitari.

Caro Merlo, ho visto Conte diventare paonazzo accusando Giorgia Meloni di diventare paonazza ma solo in Italia e mai in Europa. E non ci ho capito niente visto che hanno votato allo stesso modo, bocciando il Mes.

Rita Saglimbeni - Pavia

Conte paonazzo contro i paonazzi è stato un sapido numero comico. I populismi, che sono sempre scomposti e paonazzi, da Salvini a Conte a Meloni si sono ritrovati contro il Mes. Politicamente c’è la (quasi) novità dell’inesauribile trasformismo di Conte, quella scienza politica che abbiamo chiamato quasità e che di nuovo gli ha permesso, momentaneamente da sinistra, di socchiudere la porta alla destra e, paonazzo, gridare: “Ad Atreju, Giorgia Meloni si scompone e diventa paonazza. Perché non diventa paonazza in Europa?”. Quasi a sinistra e quasi sovranista è quasi Pino Daniele: “Je so’ paonazzo./ E vogl’essere chi vogl’io / Ci ho il popolo che mi aspetta / E scusate vado di fretta / Je so’ paonazzo…”

Caro Merlo, ho l’impressione che dopo le tante picconate subite nel corso della sua travagliata storia, quest’ultima, inferta dalla Corte di Giustizia Ue con l’introduzione della Superlega, abbia condannato il calcio a morte sicura o a trasformarsi in qualcosa che non mi piace più. Un colpo al cuore per un vecchio siciliano cresciuto nella Milano del boom con la gloriosa maglia dell’Inter di Helenio Herrera cucita sul petto. Meno male che io ho visto quel calcio.

Rino Lombardo - Milano

La nostalgia conforta ma al tempo stesso affligge un Paese di vecchi come l’Italia perché facilmente degenera in tic reazionario. È bello il ricordo dell’Inter di Herrera, che è la memoria della sua giovinezza, ma tutte le innovazioni sono state prima combattute e poi approvate dalla stragrande maggioranza. La Superlega potrebbe produrre un super campionato europeo e un conseguente supercalcio che farebbe innamorare anche Herrera.

Caro Merlo, leggendo l’intervista di Liana Milella a Enrico Costa, mi sono chiesto se, quando era in Forza Italia, avesse votato in Parlamento per la questione “nipote di Mubarak”.

Lastene Bevoni - Predappio (Forlì-Cesena)

Sì, il 5 aprile 2011, alla Camera, fra i 314 deputati che ratificarono con il voto quella ridicola frottola c’erano anche Enrico Costa, Giorgia Meloni, Ignazio La Russa, Guido Crosetto, Eugenia Roccella, Giancarlo Giorgetti, Maurizio Gasparri. Nessuno ci credeva. Tutti sapevano di partecipare alla farsa che, nella storia d’Italia, più ha umiliato le istituzioni.

Caro Merlo, con il Mes si è toccato il fondo del giornalismo-calembour. Mes in scena, Mes a posto, la Mes è finita, Mes da parte, il fine giustifica il Mes… Quante ghigliottine!

Giulia Acciarito - Roma

E tra poco più di un Mes(e) “Noi non ci Sanremo”. Ghigliottine.

Leggi i commenti