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Giorgetti, Tajani e il coniglio in umido. Il sondaggio e l’indice di gradimento

Posta e risposta di venerdì 29 dicembre 2023
2 minuti di lettura

Caro Merlo, almeno uno, Giorgetti, sembrava presentabile, draghiano, affidabile e invece ci viene a raccontare che non aveva mai detto che avrebbe firmato per il Mes. Io credo che Giorgetti sia della stessa stoffa dei Tajani, modesta classe politica che eccelle nelle sabbie mobili dove tutto si digerisce.

Ugo Locatelli — Bergamo

È vero. Giorgetti e Tajani vorrebbero entrambi combattere le pazzie eversive di Meloni e Salvini, ma non ne hanno mai davvero il coraggio. Come Giorgetti si logora nell’interpretare la Lega che vuole liberarsi della Lega, cosi Tajani si consuma nel tenersi fuori dall’estremismo standoci dentro. E i due esibiscono la faccia gentile, affidabile e rassicurante che a volte riesce a far pensare alla saggezza dello statista, ma più spesso alla prudenza del coniglio. Da quello in umido, come si sa, viene fuori un profumo squisito che, nel silenzio, “fa pensare che il coniglio, dando un’ultima prova della sua innata gentilezza, si stia cucinando da solo”.

Caro Merlo,…

Caro Merlo, almeno uno, Giorgetti, sembrava presentabile, draghiano, affidabile e invece ci viene a raccontare che non aveva mai detto che avrebbe firmato per il Mes. Io credo che Giorgetti sia della stessa stoffa dei Tajani, modesta classe politica che eccelle nelle sabbie mobili dove tutto si digerisce.

Ugo Locatelli — Bergamo

È vero. Giorgetti e Tajani vorrebbero entrambi combattere le pazzie eversive di Meloni e Salvini, ma non ne hanno mai davvero il coraggio. Come Giorgetti si logora nell’interpretare la Lega che vuole liberarsi della Lega, cosi Tajani si consuma nel tenersi fuori dall’estremismo standoci dentro. E i due esibiscono la faccia gentile, affidabile e rassicurante che a volte riesce a far pensare alla saggezza dello statista, ma più spesso alla prudenza del coniglio. Da quello in umido, come si sa, viene fuori un profumo squisito che, nel silenzio, “fa pensare che il coniglio, dando un’ultima prova della sua innata gentilezza, si stia cucinando da solo”.

Caro Merlo, “ma quanto sei ottimista?” chiede il sondaggista. “Gli italiani lo sono al 56% in vista dei prossimi sei mesi, percentuale che scende al 48% nell’arco di un anno”. In tv, il mago Otelma in confronto è razionale. Anni fa, in un settimanale dove iniziavo a lavorare, incontrammo un sondaggista (allora emergente, poi emerso). Il tema — pensa te — era Israele. Il sondaggista se ne uscì così: “Ragazzi, tanto per orientarmi, ditemi: cosa dovrebbe venir fuori secondo voi e il vostro giornale?”. Nessuno sembrava sorpreso, quindi lo sciocco ero io. Ogni volta che l’ho rivisto ho pensato: all’insaputa di Israele, almeno lui ce l’ha fatta.

Luca Cardinalini — Roma

Una volta c’era la destra che si batteva per gli interessi dell’industria, il profitto, l’ordine, e c’era la sinistra che metteva al primo posto i salari, l’ambiente, la salute. Poi sono arrivati i sondaggi, in Italia con Berlusconi, e la classe dirigente si è uniformata pubblicamente a umori che spesso in privato disprezza, sfuggendo alla solidità della politica e inseguendo la volatilità del consenso. Finché Berlusconi addomesticò anche i sondaggi: se la voleva cotta gliela davano cotta, se la voleva cruda gliela davano cruda. Oggi così fan (quasi) tutti: assecondano il committente.

Caro Merlo, ad Angelo Mellone (intervista del 26 dicembre) ma anche a tutti gli altri dirigenti Rai, che sfornano percentuali d’ascolto: quanti sono quelli che non guardano più la tv? Forse quanti rinunciano a votare. E l’indice di gradimento? Non basta sintonizzarsi qualche minuto su un programma che magari si vede, ma non piace.

Valter Vecellio

Neppure l’indice di gradimento esclude “il popolo primitivo dei Bongo” di cui parlava Umberto Eco, ma almeno fiuta l’applauso.

Caro Merlo, se 19 dei 20 Stati ratificano il Mes e uno no, o è un genio (5% di probabilità) o è un cretino (95%).

Walter Guagnetti — Milano

In politica ci sono altre categorie, ben peggiori.

Caro Merlo, mia moglie mi chiede: tutti contro Ferragni e neanche un rigo su Balocco? In effetti.

Marco Paravano — Giussano

Forse perché Balocco è il furbo imprenditore che ti aspetti, mentre Ferragni si è messa a fare la maestra di morale, la maîtresse à penser, la fatina bionda dei diritti civili.

Caro Merlo, “il valore intrinseco” merita di estrinsecare la ghigliottina.

Giulia Taddei — Firenze

Ghigliottina.


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