Meloni urla e Pozzolo spara. Mattarella tra due Gaber
di Francesco MerloCaro Merlo, come ogni inizio anno leggiamo di “spari accidentali”, questa volta anche da parte di chi siede in Parlamento.
Andrea Gallina -Torino
Penso anch’io che l’onorevole Emanuele Pozzolo sia andato alla festa di Capodanno di Delmastro con la sua graziosa arma perché voleva esibirsi nella potenza del piccino, farsi applaudire per il gran botto con la piccola pistola. La sola differenza con Afragola è che a Vercelli e a Biella i guappi cafoni si credono raffinati.
Caro Merlo, e se qualcuno avesse sparato al veglione, che so, di Boccia o di Bonelli?
Gigi Morelli - Vercelli
Le nostre critiche sarebbero state addirittura feroci. Considero infatti un’attenuante per questo Pozzolo la sottocultura di destra …
Caro Merlo, come ogni inizio anno leggiamo di “spari accidentali”, questa volta anche da parte di chi siede in Parlamento.
Andrea Gallina -Torino
Penso anch’io che l’onorevole Emanuele Pozzolo sia andato alla festa di Capodanno di Delmastro con la sua graziosa arma perché voleva esibirsi nella potenza del piccino, farsi applaudire per il gran botto con la piccola pistola. La sola differenza con Afragola è che a Vercelli e a Biella i guappi cafoni si credono raffinati.
Caro Merlo, e se qualcuno avesse sparato al veglione, che so, di Boccia o di Bonelli?
Gigi Morelli - Vercelli
Le nostre critiche sarebbero state addirittura feroci. Considero infatti un’attenuante per questo Pozzolo la sottocultura di destra che lo ha rincretinito, quella dei cittadini guerrieri armati che sanno tutto di pistole, fucili, coltelli, polvere pirica, cartucce, tute mimetiche e stivaloni.
Caro Merlo, perché il presidente del Consiglio non parla, ma urla? Io non ricordo nessun altro - Monti, Draghi, Renzi, Gentiloni, Letta, Conte – che urlava. Non è questo il modo di comunicare.
Angelo Bellanova (non sono parente di Teresa Bellanova, anche se siamo nati, io prima, nello stesso paese).
Giorgia Meloni ha il sangue caliente, è specialista in comizi ed è negata per la conversazione. I suoi botti d’ ira sono in metafora più aggressivi di quelli del suo deputato Pozzolo. Ci sono illustri esempi di arrabbiati pure a sinistra, ma non sono (ancora) diventati presidenti del Consiglio. Anche la sua omonima, caro Bellanova, nonché concittadina di Ceglie Messapica è un’ardente, simpatica urlatrice.
Caro Merlo, il presidente Mattarella dice che la democrazia è partecipazione. Ma non votare è un diritto oppure no?
Mirella Neroni - Roma
È un diritto, ma anche un atto mancato e un valore negato. Tutti conoscono la canzone di Gaber: “La libertà non è star sopra un albero, non è neanche avere un’opinione…, liberta è partecipazione”. Non credo che Mattarella sia canterino, ma neppure che lo abbia citato inconsapevolmente. Aveva già dimostrato familiarità con le canzoni quando aveva citato “Come un cammello in una grondaia, espressione mutuata da Al Biruni, un genio di un millennio fa, che Franco Battiato volle come incipit di un testo contro la guerra e la violenza”. E però l’ultima canzone di Gaber comincia così: “Mi scusi Presidente, non è per colpa mia, ma questa nostra Patria, non so che cosa sia”.
Caro Merlo, ho letto che la regina Margherita di Danimarca, che ha 83 anni, ha annunciato in tv, durante il saluto di Capodanno, che tra due settimane, il 14 gennaio, abdicherà a favore del figlio Federico. Era l’ultima regina dopo Elisabetta ed è amatissima, forse proprio perché è anziana. Come mai ha deciso di indebolire l’adorata monarchia?
Angela Botturi - Catania
Al contrario, la rafforza. Solo le abdicazioni, come le dimissioni, salvaguardano l’istituzione, perché la continuità del bosco dipende dal taglio degli alberi o troppo ingombranti o estenuati. Vedrà dalla reazione popolare che, abbandonando il trono dopo 52 anni di regno, la regina Margrethe II si confermerà regina come mai era stata.
Caro Merlo, il tristo generale Vannacci ha fatto il bagno di Capodanno nel mare di Viareggio, con le figlie e altri seicento bagnanti. Mi piacerebbe dire “chi se ne frega”, ma il generale è stato molto applaudito, invece che fischiato. Che orrore!
Alma Morselli – La Spezia
I fischi bisogna meritarli.