Meloni, giornalisti senza replica. Pozzolo, un influencer di pistole
di Francesco MerloCaro Merlo, nonostante la conferenza stampa della presidente Meloni sia durata troppo, circa tre ore, io su tante risposte avrei gradito la replica del giornalista. Non crede che il tempo andrebbe gestito meglio e che, ai giornalisti che lo richiedessero, andrebbe concesso il diritto di replica?
Vito Mangano - Roma
Sì. Penso che nella lunga e spesso noiosa conferenza stampa di Giorgia Meloni le domande erano troppe, che alcune erano “pettinate” e che, più di una volta, la replica del giornalista sarebbe stata necessaria, non solo per smascherare la falsità o la demagogia di qualche risposta, ma anche la superficialità di qualche altra e ottenere, così, un approfondimento. Per non allungare i tempi della ritualità e per non trasformare ogni domanda in un ring, penso anche che l’eventuale replica dovrebbe essere secca e brevissima, trenta secondi, che la stessa presidente del Consiglio dovrebbe gradire e affrontare.
Caro Merlo, nonostante la conferenza stampa della presidente Meloni sia durata troppo, circa tre ore, io su tante risposte avrei gradito la replica del giornalista. Non crede che il tempo andrebbe gestito meglio e che, ai giornalisti che lo richiedessero, andrebbe concesso il diritto di replica?
Vito Mangano - Roma
Sì. Penso che nella lunga e spesso noiosa conferenza stampa di Giorgia Meloni le domande erano troppe, che alcune erano “pettinate” e che, più di una volta, la replica del giornalista sarebbe stata necessaria, non solo per smascherare la falsità o la demagogia di qualche risposta, ma anche la superficialità di qualche altra e ottenere, così, un approfondimento. Per non allungare i tempi della ritualità e per non trasformare ogni domanda in un ring, penso anche che l’eventuale replica dovrebbe essere secca e brevissima, trenta secondi, che la stessa presidente del Consiglio dovrebbe gradire e affrontare.
Caro Merlo, il presidente Mattarella ha invitato i giovani a votare e stare meno sui social. La valutazione sarebbe sacrosanta se potessero scegliere chi votare. Ma fino a che i personaggi in lista sono scelti dal segretario del partito, che senso ha votare? È un non voto, almeno alle elezioni politiche. Pensi che a Padova il Pd ha messo in lista Fassino (anni 80, piemontese) e l’ex ministra della salute Lorenzin (romana) e purtroppo adesso sono loro che rappresentano il Veneto per il Pd. Lasciate che i giovani scelgano chi può rappresentarli e vedrete che andranno a votare.
Francesco Franchin — Padova
Non so se basterebbe, caro Franchin, ma lei ha mille volte ragione: c’è un grave deficit di democrazia nella legge che trasforma gli eletti in nominati. Temo però che i partiti, che potrebbero e dovrebbero cambiarla, non rinunceranno a questo loro strapotere che umilia gli elettori.
Caro Merlo, se è vero che a pensar male si fa peccato, ma si indovina, cosa vieta di pensare che il pistolero on. Pozzolo, definito come un “balengo” dai propri compaesani, non sia, al contrario, un astutissimo influencer al soldo della North American Arms, che produce il piccolo e accattivante strumento di morte, orgogliosamente esibito come status simbol?
Giuseppe Friscia - Roma
Trovo che un Pozzolo “Chiara Ferragni” delle armi da nascondere nel reggicalze sia meno sgradevole del fascista violento fuori dal tempo e fuori dal mondo. Temo però che lei sia troppo visionario.
Davvero un magistrato contabile come il dottor Marcello Degni non può manifestare il proprio dissenso contro il governo? Non crede che sia vittima di una linciaggio della destra?
Attilio Panebianco - Latina
No, il consigliere della Corte dei Conti Marcello Degni sembra il magistrato che la destra si inventa per screditare tutti i magistrati. E spiace moltissimo sentirne gli sghignazzi di Giorgia Meloni, ma Degni non rispetta la terzietà del giudice e non onora l’istituzione di cui fa parte.
Caro Merlo, al di là dei tecnicismi sembra di essere tornati, in materia pensioni, a qualcosa di simile ai 67 anni di età e 20 anni di contributi. Concettualmente né più né meno di quel che diceva la razionale legge Fornero che Salvini aveva indicato come il male assoluto da abbattere senza pietà.
Luca Testera–Pardi
La legge Fornero era meno severa. Salvini la definiva “una porcata”, “una schifezza”, “un’infamia”, un’ immoralità” perché, come ha detto la stessa Fornero, “raccatta voti”.