Bigon, libera coscienza e dimissioni. Da Omero ai social, povero Tersite
di Francesco MerloAnna Maria Bigon, la dem che in vneto si è astenuta sul fine vita
(ansa)Caro Merlo, perché Anna Maria Bigon non è uscita dall’aula, senza votare e senza bocciare la legge? Perché ha tradito i democratici veneti, che siamo tutti stupiti e amareggiati? Avrebbe lasciato agli altri la decisione sul fine vita in Veneto senza disobbedire né alla sua coscienza né al suo partito.
Luisella Ballarin - Venezia
I disobbedienti non sono traditori. Difendo la libertà di coscienza, anche quando si libera in segreto, figuriamoci quando apertamente e con coraggio contraddice la linea del proprio partito, in questo caso il Pd. Trovo però paradossale che l’82% del popolo veneto sia favorevole a una legge sul fine vita e che il consiglio regionale invece la bocci. Il Consiglio, oltre ad essere un’assemblea di libere coscienze, è l’assemblea dei rappresentanti di quel popolo. Se così platealmente non rappresenti più i tuoi elettori forse la tua libera coscienza potrebbe permettersi un altro scatto virtuoso e probo: le dimissioni.
Caro Merlo, perché Anna Maria Bigon non è uscita dall’aula, senza votare e senza bocciare la legge? Perché ha tradito i democratici veneti, che siamo tutti stupiti e amareggiati? Avrebbe lasciato agli altri la decisione sul fine vita in Veneto senza disobbedire né alla sua coscienza né al suo partito.
Luisella Ballarin - Venezia
I disobbedienti non sono traditori. Difendo la libertà di coscienza, anche quando si libera in segreto, figuriamoci quando apertamente e con coraggio contraddice la linea del proprio partito, in questo caso il Pd. Trovo però paradossale che l’82% del popolo veneto sia favorevole a una legge sul fine vita e che il consiglio regionale invece la bocci. Il Consiglio, oltre ad essere un’assemblea di libere coscienze, è l’assemblea dei rappresentanti di quel popolo. Se così platealmente non rappresenti più i tuoi elettori forse la tua libera coscienza potrebbe permettersi un altro scatto virtuoso e probo: le dimissioni.
Caro Merlo, la gogna mediatica, sia dei giornali che dei social (che tanto social non sono!), come afferma giustamente lei, è una pratica antica di cui poi, a volte, rimangono vittime gli stessi “gognatori”. A me è venuta in mente la figura di Tersite "il maldicente" che Omero ci offre nell'Iliade descrivendolo brutto, gobbo e codardo. Anche lui, ucciso da Ulisse, rimase vittima della sua maldicenza. La differenza con la situazione attuale è che adesso, grazie ai mezzi di comunicazione di massa, ce ne sono molti ma molti di più.
Enzo Costa - Reggio Emilia
Una volta gli idealtipi negativi nascevano dalla penna dei poeti e dei romanzieri. Tersite, appunto, che Omero descrive con la testa a punta, maldicente, ingiuriatore e vile. Concetto Marchesi, il grande latinista, immaginò di incontrarlo (“Il libro di Tersite” Sellerio): “Oh, in una epopea di eroi ci vuole un gran coraggio a essere il più vile di tutti! Io solo ebbi quel coraggio, e la mia voce è la sola rimasta per l’umanità”. Oggi i “gognatori” sono tutti vili e nessuno ha la grandezza di Tersite. Oggi sono gli scarti, prodotti dal degrado di un degrado.
Caro Merlo, nonostante l’iscrizione nel registro delle opposizioni, continuo a ricevere telefonate moleste. Essendo difficilissimo identificare chi le fa (spesso dall’estero) sarebbe necessario e ovvio punire le ditte che le commissionano. L’uovo di Colombo!
Pietro Volpi – Lovere (Bg)
Spesso questi molestatori commerciali, che provengono da numeri “finti”, propongono i contratti delle stesse compagnie telefoniche che, se volessero, potrebbero bloccale. Se non lo fanno, nonostante le leggi e i provvedimenti del Garante, è perché non vogliono. E infatti la sua soluzione, caro Volpi, proprio perché è l’uovo di colombo, non è stata presa in considerazione.
Caro Merlo, tanti anni fa, in Rai, curavo Tuttilibri, regia di Oliviero Sandrini, Giulio Nascimbeni in campo. Bei tempi. Occuparsi di libri, come ben si evince dal suo articolo, non è un mestiere qualsiasi. Stupisce che un governo che inventa il ministero dell’ Università e del Merito non riconosca la professionalità ineguagliabile di Marino Sinibaldi .Ci stiamo appropinquando a qualche rogo?
Paola Scarpa Venezia
Ho conosciuto anch’io, al Corriere, Giulio Nascimbeni, l’indimenticabile “signore della terza pagina”.
Caro Merlo, “sommessamente” dicono quelli che poi si mettono a gridare. Lo vogliamo ghigliottinare?
Mirko Mangiameli – Aosta
Ghigliottina.