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Riva e quel De André sul suicidio. Né 50 né 30, via le auto dalle città

Cagliari, un murales dedicato a Gigi Riva

 (ansa)
Posta e risposta di mercoledì 24 gennaio 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, mi ha colpito la commemorazione di Giga Riva fatta da Sky. Erano belle le parole, certo. Ma mi ha messo in allarme, anzi mi ha accelerato i battiti del cuore, la musica che le accompagnava, la bellissima “Preghiera in gennaio”, che Fabrizio De André dedicò ai suicidi, in onore di Luigi Tenco: “Venite in paradiso là dove vado anch’io perché non c’è l’inferno nel mondo del buon Dio”. Davvero Gigi Riva si è suicidato?

Laura Zoli — Ravenna

No, è la triste forzatura di una vicenda delicata, ma abbastanza chiara. Riva ha rifiutato e probabilmente solo rimandato un’operazione di angioplastica: «È stato informato — ha spiegato il cardiologo Marco Corda — dei rischi che comportava, ma lui, molto sereno, mi ha detto che preferiva pensarci e parlarne prima con i familiari». I medici si ripromettevano di convincerlo dopo un giorno, ma il cuore ha ceduto prima.

Caro Merlo, nella sua risposta alla lettera di Iannelli lei si è lanciato in una lunga invettiva contro la furia, la precipit…

Caro Merlo, mi ha colpito la commemorazione di Giga Riva fatta da Sky. Erano belle le parole, certo. Ma mi ha messo in allarme, anzi mi ha accelerato i battiti del cuore, la musica che le accompagnava, la bellissima “Preghiera in gennaio”, che Fabrizio De André dedicò ai suicidi, in onore di Luigi Tenco: “Venite in paradiso là dove vado anch’io perché non c’è l’inferno nel mondo del buon Dio”. Davvero Gigi Riva si è suicidato?

Laura Zoli — Ravenna

No, è la triste forzatura di una vicenda delicata, ma abbastanza chiara. Riva ha rifiutato e probabilmente solo rimandato un’operazione di angioplastica: «È stato informato — ha spiegato il cardiologo Marco Corda — dei rischi che comportava, ma lui, molto sereno, mi ha detto che preferiva pensarci e parlarne prima con i familiari». I medici si ripromettevano di convincerlo dopo un giorno, ma il cuore ha ceduto prima.

Caro Merlo, nella sua risposta alla lettera di Iannelli lei si è lanciato in una lunga invettiva contro la furia, la precipitazione riferita a… 50 all’ora! Ma quale furia? 50 è già un’andatura lentissima che permette qualsiasi manovra in tempo utile a evitare incidenti di rilievo (le bottarelle sono insignificanti se non per la tasca di chi si vede aumentare le classi di merito). Nessuna furia a 50, solo evitare di addormentarsi o distrarsi per l’eccessiva lentezza dei 30.

Luciano Roffi — Roma

Nel 2023 i pedoni morti di “bottarella” in città sono stati 434. Nella sua Roma 42. E io non ho parlato, neppure per accenni, al limite di 50 o di 30, in città dove tutti corrono e nessuno è veloce. Bisogna avere il coraggio di dirlo: a Roma le persone civili non girano in auto. «Io prendo Venezia a testimone», diceva Le Corbusier, che già sognava di separare macchine e pedoni. Come l’Umanesimo, creando spazi e pavimenti e piazze, portò fuori dalle anguste vie tortuose dei secoli bui Firenze, Anversa e le città anseatiche, Norimberga, Siviglia… e, nel piccolo, Pienza e Montepulciano, così oggi solo le metropoli che liberano i luoghi della storia dal Medioevo delle macchine possono vincere la scommessa con la sopravvivenza. E vista la furia della sua mail io la costringerei ad andare a piedi. Ridotto a povero pedone scoprirebbe di essere odiato e trattato come un ingombro. E, attorno a Piazza Navona o Campo dei fiori, o verso il ponte Sant’Angelo, o lungo la via del Governo Vecchio, o nell’area di via di Campo Marzio, si sentirebbe il bersaglio mobile dentro un reticolo di salsicce di macchine, rancidi insaccati di lamiera mista dove non si respira solo la mala aria fritta delle peggiori mangiatoie, ma anche fumi, gas, esalazioni, vapori e smog d’auto che sporcano gli ambienti e i corpi, offuscano le menti e distruggono la verità.

Caro Merlo, sarebbe ora di smetterla con tutte queste critiche a Pd e Schlein, che non sarebbero capaci di fare opposizione. L’80% degli italiani sono reazionari, retrogradi, gente che guarda al passato e non al futuro, razzisti, misogini, omofobi, patriarcali, bigotti, attaccati alla sottana del prete o di mammà e puttanieri. Con numeri del genere, anche se il Pd e Schlein fossero i migliori del mondo, cosa potrebbero fare?

Roberto Tosini — Ronco Briantino

È sicuro di stare nel venti per cento che rimane, o è come quel tipo che, in autostrada in senso contrario, pensava che gli altri fossero tutti matti?


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