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Gigi Riva, il Clint Eastwood italiano Bandecchi e Vannacci, momenti fatali

Le lettere di giovedì 25 gennaio 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, amo l’indomabile goleador, che ricordo socialista, ma cos’altro aveva di super Gigi Riva da farne un altro santo laico? Perché sempre noi italiani piangiamo il morto che in vita era bell’e dimenticato?

Miriam Faustini — Rovereto

Nel tributo a Gigi Riva c’è qualcosa di più della solita passione funeraria che celebra il morto per rubargli la vita e appropriarsi di una grandezza che l’Italia non ha. Riva era infatti l’italiano di carattere che è l’ossimoro di un popolo che non ha carattere, il campione ineguagliabile ma senza i capricci e le mollezze alla Totti. Era tutto nervi, forza e lealtà, un lupo solitario braccato dagli amici, rauco di sigarette e di fastidio, un cuore tenero e perciò blindato, il nostro cowboy, che faceva gol invece di cavalcare. Era il Clint Eastwood italiano.

Caro Merlo, amo l’indomabile goleador, che ricordo socialista, ma cos’altro aveva di super Gigi Riva da farne un altro santo laico? Perché sempre noi italiani piangiamo il morto che in vita era bell’e dimenticato?

Miriam Faustini — Rovereto

Nel tributo a Gigi Riva c’è qualcosa di più della solita passione funeraria che celebra il morto per rubargli la vita e appropriarsi di una grandezza che l’Italia non ha. Riva era infatti l’italiano di carattere che è l’ossimoro di un popolo che non ha carattere, il campione ineguagliabile ma senza i capricci e le mollezze alla Totti. Era tutto nervi, forza e lealtà, un lupo solitario braccato dagli amici, rauco di sigarette e di fastidio, un cuore tenero e perciò blindato, il nostro cowboy, che faceva gol invece di cavalcare. Era il Clint Eastwood italiano.

Caro Merlo, che il Pd e il Movimento 5stelle siano incompatibili lo ha capito anche Fiorello, che ridendo castiga i costumi. Ma non la classe dirigente del Pd, che persevera nel suo gioco al rimorchio. E il tempo passa, e il mondo va...

Bernardo Coccoli — Roma

I 5stelle sono ancora, come quando nacquero, il peggiore nemico del Pd, oggi persino più pericoloso perché Conte, il cui trasformismo è un caso di scuola ormai studiato nelle università, recita la commedia del leader di sinistra. Conte ci ha provato con tutti, da Salvini a Landini, da Di Maio a Draghi e persino con Giorgia Meloni, la quale il 22 settembre del 2019 accolse con allora presidente del consiglio (era il Conte2, giallorosso) alla festa di Atreju sull’Isola Tiberina. Conte ricambiò giurando la propria estraneità alla sinistra con la quale stava al governo: “io il Pd non l’ho mai frequentato”, e “sui migranti non ho cambiato idea — li rassicurò — , la linea dura è nell’interesse di tutti “. L’anno dopo cominciava già a ri-spostarsi, “ho votato Berlinguer” convincendo Zingaretti, Bettini, D’Alema, e poi Landini e persino Bersani. E oro Elly Schlein, alla quale dà una mano tenendo, malcelato nell’altra, il pugnale. Caro Coccoli, più fenomeno di lui c’è solo il Pd che, recidivo, ci sta cascando di nuovo.

Caro Merlo, Bandecchi e il sedere delle donne (anche quello di qualche imparentata strettamente al Bandecchi? Anche quello della nostra premier con gli occhioni blu?). Raramente, in vita mia, ho riso tanto. Il video della seduta nella bettola del consiglio comunale di Terni, mi ha fatto scompisciare per gli interventi delle opposizioni! Si facevano definire topi di fogna, esseri anormali, ma mantenevano il rigore istituzionale. In giacca e cravatta, sia destra che sinistra rispondevano alla bestia in modo avvocatesco… a distanza di sicurezza. Ecce Homo!

Salvatore Siddi Pino d’Asti

Bandecchi è un surrogato di Vannacci, e vedrà quanti altri ne spunteranno ad esibire, come virtù di autenticità, il turpiloquio, la voglia di sparare agli immigrati, l’omofobia, la battuta salace e sporcacciona. Insieme sognano un altro passaggio d’epoca, un nuovo momento fatale della volgarità che, come già accadde con le corna di Berlusconi, il vaffa di Grillo e la ruspa di Salvini, umili il buon senso, le competenze e l’educazione, in nome di un politicamente sempre più scorretto e sempre più vicino al naufragio finale.

Caro Merlo, è diffusissimo, tra i giovani di un paese vecchio, il saluto “ciao vecchio”. Ghigliottina?

Mario Brusatin — Salgareda (TV)

Ghigliottina.

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