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Renzi, Calenda e “Memorie di un baro”. Dalla lettera di San Paolo ai dentisti

Matteo Renzi e Carlo Calenda (ansa)
Posta e risposta di domenica 4 febbraio 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, dopo l’ennesimo doppio passaggio di due parlamentari da Italia Viva ad Azione, riesce a spiegarmi politicamente la differenza fra il partito di Renzi e quello di Calenda? La mia teoria è che ci troviamo al mercato del pesce (evitando le vacche), ove l’acquirente va alla ricerca del pescato in bella vista.

Guido Boscolo Contadin — Chioggia (Venezia)

Evito i miei poco autorevoli giudizi personali e le consiglio un piccolo, prezioso libro: Memorie di un baro di Sacha Guitry, scritto nel 1935 ed edito da Adelphi nel 2020. Contiene geniali aforismi, che non cito perché non ho con me il libro. Tratta anche il gioco d’azzardo che, spiega, “è eccellente per l’umore”, raccontando una partita, mi pare, a poker, dove tra i giocatori ci sono due bari che perderanno entrambi. Elabora per i due perdenti una legge filosofica, che risponde anche alla sua lettera: “Non sempre due cose uguali a una stessa cosa sono uguali tra di loro”.

Caro Merlo, in origine “Sgarbi quotidiani” era il tito…

Caro Merlo, dopo l’ennesimo doppio passaggio di due parlamentari da Italia Viva ad Azione, riesce a spiegarmi politicamente la differenza fra il partito di Renzi e quello di Calenda? La mia teoria è che ci troviamo al mercato del pesce (evitando le vacche), ove l’acquirente va alla ricerca del pescato in bella vista.

Guido Boscolo Contadin — Chioggia (Venezia)

Evito i miei poco autorevoli giudizi personali e le consiglio un piccolo, prezioso libro: Memorie di un baro di Sacha Guitry, scritto nel 1935 ed edito da Adelphi nel 2020. Contiene geniali aforismi, che non cito perché non ho con me il libro. Tratta anche il gioco d’azzardo che, spiega, “è eccellente per l’umore”, raccontando una partita, mi pare, a poker, dove tra i giocatori ci sono due bari che perderanno entrambi. Elabora per i due perdenti una legge filosofica, che risponde anche alla sua lettera: “Non sempre due cose uguali a una stessa cosa sono uguali tra di loro”.

Caro Merlo, in origine “Sgarbi quotidiani” era il titolo di una striscia tv dell’era berlusconiana condotta dall’imprevedibile ex sottosegretario, però, come per nemesi, erano diventati una delle tante palle al piede di questo governo.

Rocco Rea — Arce (Frosinone)

Sgarbi si è dimesso perché l’Antitrust ha stabilito che un sottosegretario alla Cultura non può tenere, a pagamento, conferenze su arte e cultura. «Per evitare il conflitto di interessi io non sono più sottosegretario. Sono solo Vittorio Sgarbi». Più infamanti sono le accuse di truffa. Sulla “corda pazza” di Sgarbi, che è al tempo stesso valore e disvalore, ci si esercita da anni. Non mi stupiscono i suoi eccessi e anzi è proprio la sua smodatezza che mi impedisce di credere che sia un piccolo contraffattore di quadri. Fino a prova contraria è innocente.

Caro Merlo, chi vive lungo l’Adriatico può ascoltare sulle radio locali la pubblicità dei dentisti croati che, oltre ai prezzi concorrenziali, offrono pure alloggio a Spalato o Zara, solo che la voce che parla usa un accento tedesco per dare un senso di maggiore affidabilità rispetto a quello slavo. Razzismo vocale? Furbizia da corsari adriatici?

Nello Mercuri — Grottammare (Ascoli Piceno)

Sul treno per Torino sono stato rapito dal sorriso del mio dirimpettaio, un anziano e simpatico ingegnere con il quale stavo chiacchierando. Aveva tutti i denti dritti e bianchi che sembravano la tastiera di un pianoforte. Parlando del carovita, prima mi ha chiesto se avevo fatto caso al costo della patate e poi, con fierezza: «Io mi sono rifatto tutti i denti a Istanbul». E infine: «Conosce — mi ha chiesto — la famosa breve “lettera di San Paolo ai dentisti?. Eccola: “Carissimi, carissimi”».

Caro Merlo, grazie per le notizie su Voltaire (e i dettagli splatter sulle sue frattaglie) però mi sfugge il nesso con la tolleranza. Sono io che non ci arrivo?

Gabriella Massone — Genova

Nel racconto delle violenze sul cadavere di Voltaire c’è la storia dei pregiudizi dell’umanità rispetto alla Ragione, ci sono le punizioni da infliggere alla Ragione e a chi ha ragione.

Caro Merlo, mandiamo alla ghigliottina “la prova provata”?

Giovanni Fioravanti

In Italia la prova provata è quella non provata — una foto distrutta, una borsa sparita, un documento nascosto della Cia, una testimonianza in punto di morte... In Italia solo le prove vengono distrutte; e più si distrugge e si fa sparire, più si rafforza la prova. Ghigliottina negata.


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