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Vecchi slogan sui vecchi pensionati. Lezioni di legalità a rischio predica

Posta e risposta dell’11 febbraio 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, a proposito delle difficoltà a manifestare dei pensionati. Nel 1975 Lotta Continua organizzò (a Bologna?) una manifestazione dei pensionati. Slogan: "Pochi con le gambe buone. Molti con le idee giuste".

Gianni Sartorio - Torino.

Peccato che Lotta Continua sia ricordata per iniziative molto meno simpatiche.

Caro Merlo è condivisibile l’ipotesi di portare i detenuti nelle scuole a fare testimonianza, ma è impossibile da realizzare per le rigide regole del sistema carcerario. Da anni la direttrice e la vice direttrice del minorile “Beccaria” di Milano vanno nelle scuole a spiegare ai ragazzi quanto possa essere compromettente la semplice sottrazione di un cellulare a un compagno. Si chiamano "Lezioni di legalità ".

Roberto Dagani - Milano

Io immaginavo che gli studenti visitassero le carceri. E che alcuni detenuti, ovviamente scelti bene, fossero invitati nelle scuole. Lei parla di una “lezione di legalità”, che è certamente lodevole, ma rischia di arrivare ai ragazzi come u…

Caro Merlo, a proposito delle difficoltà a manifestare dei pensionati. Nel 1975 Lotta Continua organizzò (a Bologna?) una manifestazione dei pensionati. Slogan: "Pochi con le gambe buone. Molti con le idee giuste".

Gianni Sartorio - Torino.

Peccato che Lotta Continua sia ricordata per iniziative molto meno simpatiche.

Caro Merlo è condivisibile l’ipotesi di portare i detenuti nelle scuole a fare testimonianza, ma è impossibile da realizzare per le rigide regole del sistema carcerario. Da anni la direttrice e la vice direttrice del minorile “Beccaria” di Milano vanno nelle scuole a spiegare ai ragazzi quanto possa essere compromettente la semplice sottrazione di un cellulare a un compagno. Si chiamano "Lezioni di legalità ".

Roberto Dagani - Milano

Io immaginavo che gli studenti visitassero le carceri. E che alcuni detenuti, ovviamente scelti bene, fossero invitati nelle scuole. Lei parla di una “lezione di legalità”, che è certamente lodevole, ma rischia di arrivare ai ragazzi come una predica.

Caro Merlo, non ho mai visto il Festival di Sanremo un po’ per snobismo, un po’ per noia, e molto perché rappresenta in minima parte la musica italiana. La cosa più incredibile è che per una settimana si ferma l'Italia. Vedere la dirigenza Rai che affitta un treno per recarsi in pellegrinaggio a Sanremo con una massa di giornalisti accreditati, manco fosse Fatima o Lourdes, con tutto il rispetto…io mi leggo l'ultimo saggio di Luciano Canfora e vivo tranquillo.

Piero Orrù

Caro Orrù, di lei non dubito, ma resto convinto che non esistano italiani che non hanno visto mai, ma proprio mai, il festival di Sanremo. Per conquistarla, farei esibire Amadeus sulla filologia classica e la vita di Catilina. E, più adeguatamente, farei cantare a Luciano Canfora “Sentimiento nuevo” di Franco Battiato: “I desideri mitici di prostitute libiche/ il senso del possesso che fu pre-alessandrino”, “Lo shivaismo tantrico di stile dionisiaco/ la lotta pornografica dei greci e dei latini”.

Gentile Collega, ti scrivo perché alcuni apneisti si sono radunati a Y-40 The Deep Joy, la piscina di acqua termale più profonda del mondo per guardare il festival sott’acqua. Ispirati da “Apnea”, brano di Emma Marrone, hanno guardato la sua esibizione alla profondità di 5 metri, trattenendo il respiro per tutti e 3 i minuti di durata della canzone.

Dario Ferrante

Lei mi delude: avrebbe dovuto farli cantare in apnea, solo sui soffiati. Si preparino per il prossimo Sanremo.

Caro Merlo, non so se Flexman sia un delinquente, uno squilibrato, un mitomane o semplicemente un esasperato. Sicuramente non è un supereroe. Tuttavia i media hanno deciso di chiamarlo “Fleximan”, accostandolo a Superman e Batman: un Robin Hood degli automobilisti vessati. Con il risultato che i “giustizieri” (altro bel termine coniato dai giornalisti), spuntano come funghi in tutta Italia, emulando il loro supereroe e facendo danni ovunque, mentre nei negozi di ferramenta i flessibili vanno a ruba.

Roberto Rognoni - Conegliano (TV)

I soprannomi non sono controllabili e denominano anche attraverso il gioco dei contrari e l’ironia. Turatello era Faccia d’Angelo, Cutolo il Professore. Pensi a Sandokan. Ricorda chi era a Roma “er Batman”? Caro Merlo, anche l'episodio più banale e stupido avviene "in questo preciso momento storico". Ghigliottina?

Adalberto Ivaldi – Bologna

Ghigliottina.

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