Schlein, l’ordalia della Sardegna. I putiniani e la morte di Navalny
di Francesco MerloCaro Merlo, evviva, Elly Schlein, passo dopo passo, ce la sta facendo. Con Giorgia Meloni si sono “riconosciute” avversarie e il solito Conte, che la teneva a distanza, vuole approfittarne e creare il tandem. Domenica 25 febbraio in Sardegna tornerà a battere il cuore della sinistra?
Mirella Cirino — Napoli
Il furbo Conte ha fiutato l’aria e vuole l’accordo nazionale con Elly Schlein perché non è riuscito a sorpassarla a sinistra: bacia la mano che non può tagliare. De Luca ha smesso di insolentirla in quel suo modo volgare ma aperto. Se davvero, con il suo “campo largo”, vincesse le regionali in Sardegna, Schlein “diventerebbe” finalmente ciò che è: il segretario; legittimerebbe lo scettro che le hanno messo in mano; conquisterebbe la leadership della sinistra in una vera battaglia, al tempo stesso feroce e modesta, com’è quella tra Alessandra Todde (Pd, 5stelle e altre otto liste), e Paolo Truzzu di Fratelli d’Italia. Sono entrambi candidati “alter ego” delle due donne che si sono p…
Caro Merlo, evviva, Elly Schlein, passo dopo passo, ce la sta facendo. Con Giorgia Meloni si sono “riconosciute” avversarie e il solito Conte, che la teneva a distanza, vuole approfittarne e creare il tandem. Domenica 25 febbraio in Sardegna tornerà a battere il cuore della sinistra?
Mirella Cirino — Napoli
Il furbo Conte ha fiutato l’aria e vuole l’accordo nazionale con Elly Schlein perché non è riuscito a sorpassarla a sinistra: bacia la mano che non può tagliare. De Luca ha smesso di insolentirla in quel suo modo volgare ma aperto. Se davvero, con il suo “campo largo”, vincesse le regionali in Sardegna, Schlein “diventerebbe” finalmente ciò che è: il segretario; legittimerebbe lo scettro che le hanno messo in mano; conquisterebbe la leadership della sinistra in una vera battaglia, al tempo stesso feroce e modesta, com’è quella tra Alessandra Todde (Pd, 5stelle e altre otto liste), e Paolo Truzzu di Fratelli d’Italia. Sono entrambi candidati “alter ego” delle due donne che si sono promosse avversarie. E probabilmente Giorgia Meloni ha promosso Schlein perché pensava di batterla facile, ma la sottovalutava, ed Elly Schlein ha faticato a legittimarla e sfidarla perché la sopravvalutava. Dunque per Elly Schlein la Sardegna è un’ordalia. Se vincesse, sia pure per interposta persona, in vista delle europee domerebbe i vecchi mandarini del partito che, alternando gli osanna e i crucifige, non vorrebbero neppure che la segretaria si candidasse, condannandola alla dissipazione nei poltronifici, all’assedio estenuante dell’apparato, al fuoco lento della mediocrità.
Caro Merlo, tra qualche giorno i soliti putiniani di casa nostra arriveranno a scrivere che Putin aveva concesso a Navalny il rifugio di una comoda prigione artica per proteggerlo, ma i killer della Cia sono diavoli e, per screditare Putin, eliminano, uno a uno, tutti i dissidenti russi.
Matilde Ferro — Novara
I putiniani nostri, che sono uno spettacolo, cominciano sempre in modo pavido. Ma questa volta non possono arrivare ai paradossi con i quali lei si diverte a deriderli, cara Matilde. E tuttavia provano, comunque, a deformare e a intorbidire la verità con espedienti che probabilmente gli stessi russi suggeriscono “per vedere — come canta Jannacci — di nascosto l’effetto che fa”. E dunque per ora hanno rilanciato l’intrigo internazionale, di cui parla il tabloid tedesco Bild, e cioè il “giallo” di uno scambio di prigionieri e di un complotto per impedire la liberazione concordata di Navalny che era lì lì per essere rilasciato.
Caro Merlo, a Milano la Digos ha identificato le persone che hanno portato fiori per Navalny sotto la targa della giornalista Politkovskaja. Siamo a questo punto?
Marco Paravano — Giussano (Monza e Brianza)
Piantedosi ha promesso che le identificazioni “non comprimono” le libertà. Anzi, le espandono: Piantedosi si prenderà la libertà di passare il pizzino con la blacklist al suo Salvini che si prenderà la libertà di girarlo al suo Crippa, che si prenderà la libertà di passarlo al suo ambasciatore russo.
Caro Merlo, letteratura: meglio Uomini e topi che Uomini e cani.
Piergiorgio Paterlini
Eppure scodinzolano con la lingua penzoloni davanti a Thomas Mann e Franz Kafka, Omero e San Francesco, Leopardi e Céline, Montaigne e Charlie Brown… E ce ne sarebbe da scrivere sugli italiani che mai avevano esibito così tanti cani inventati dall’uomo per aggredire l’uomo.