Tg1, ogni sera ancora Sanremo. “Né con Conte né con Meloni”
di Francesco MerloCaro Merlo, dalla fine del festival di Sanremo, ogni sera il Tg1, quello delle 20.30, chiude con un cantante di Sanremo. Ancora! Ogni sera! Ma la Rai non era “la più grande istituzione culturale d’Italia”? E la prosa, l’opera lirica, la musica classica che ogni sera, con migliaia di spettatori, vanno in scena nei teatri italiani?
Lidia Martinelli — Viterbo
Sanremo, che è sempre stato un successo della Rai, ormai è il suo unico successo. E dunque, ora che il festival è finito, la Rai lo ricorda con i cascami, le briciole, i dischi di platino, i motivetti come chiodo fisso al Tg1. Ed è vero, cara signora Lidia, anche io al Tg ho sentito annunciare il mash-up e il remix, e quasi quasi davo ragione a Rampelli che vorrebbe multare l’inglese dei cretini cognitivi. Si prepari, però alla primavera, che è la stagione Rai del rimpianto di Sanremo. In estate invece manderanno in onda le repliche. E in autunno, con malinconia, la Rai comincerà a invocare il nuovo Sanremo che lancerà in inverno: c…
Caro Merlo, dalla fine del festival di Sanremo, ogni sera il Tg1, quello delle 20.30, chiude con un cantante di Sanremo. Ancora! Ogni sera! Ma la Rai non era “la più grande istituzione culturale d’Italia”? E la prosa, l’opera lirica, la musica classica che ogni sera, con migliaia di spettatori, vanno in scena nei teatri italiani?
Lidia Martinelli — Viterbo
Sanremo, che è sempre stato un successo della Rai, ormai è il suo unico successo. E dunque, ora che il festival è finito, la Rai lo ricorda con i cascami, le briciole, i dischi di platino, i motivetti come chiodo fisso al Tg1. Ed è vero, cara signora Lidia, anche io al Tg ho sentito annunciare il mash-up e il remix, e quasi quasi davo ragione a Rampelli che vorrebbe multare l’inglese dei cretini cognitivi. Si prepari, però alla primavera, che è la stagione Rai del rimpianto di Sanremo. In estate invece manderanno in onda le repliche. E in autunno, con malinconia, la Rai comincerà a invocare il nuovo Sanremo che lancerà in inverno: chi sarà in gara, chi lo presenterà, la solfa delle prime polemiche. Sanremo è in loop per tutto l’anno, un’ossessione per poveracci.
Caro Merlo, un’osservazione da un’anziana professoressa di liceo. La mamma di Navalny che chiede la restituzione del corpo del figlio mi ricorda Priamo... ma dall’altra parte non c’è Achille.
Elisabetta Bonato — Legnago (Verona)
Nell’Iliade c’è un solo personaggio che, come Putin, si mette fuori dalla civiltà (omerica), al punto che sembra avere sbagliato poema, ed è l’orribile Tersite. Come Putin, Tersite ha persino un mondo di estimatori. Concetto Marchesi, il grande latinista, immaginò di incontrarlo (Il libro di Tersite, Sellerio): “Oh, in un’epopea di eroi ci vuole un gran coraggio a essere il più vile di tutti! Io solo ebbi quel coraggio, e la mia voce è la sola rimasta per l’umanità”. Tersite ha, a suo modo, una grandezza da antieroe che Putin non ha.
Caro Merlo, ho letto la lettera di Ugo Locatelli da Bergamo e la sua risposta. Condivido spesso le sue tesi, non questa volta. Conte è il peggior alleato possibile. Ammesso che la coalizione batta la destra in Sardegna, ciò non potrebbe essere considerato il preludio per un’alleanza per arrivare a Palazzo Chigi. Le decisioni nel locale (Regione, Comune) sono imparagonabili a quelle per il governo nazionale. Ogni volta che sento Conte parlare di Nato, aggressione all’Ucraina, rapporti con la Cina, preferenza tra Biden o Trump mi vengono i brividi. Non condividevo lo slogan “né con lo Stato né con le Br”. Ora dico “né con Conte né con Meloni”.
Andrea Sabbatini — Cuneo
Penso anch’io, sin da quando è apparso sulla scena, che Conte sia il peggiore alleato possibile, posticcio qualunque sia la parte che recita. E le ha recitate tutte, a destra e a sinistra. Come si può credergli ancora? Animato da un cinismo senza princìpi, anche ora che tende la mano a Elly Schlein stringe, nell’altra, il pugnale. Ma Ugo Locatelli nella sua lettera si era spinto troppo in là: “Preferisco Meloni. Sono convinto che faccia meno danni, anche perché ritengo sia un ottimo tampone al fascio-salvinismo”. Penso che a volte le alleanze siano rischi necessari e vedremo come andrà in Sardegna (domenica 25 febbraio) questo campo largo di Schlein. Confermo, però, che comunque vada a finire, anche se dovesse vincere il centrodestra sarà sempre meglio aver torto con Schlein che ragione con Meloni.