Ma Todde in Abruzzo è un errore. Anche il pane festeggia l’8 marzo
di Francesco MerloCaro Merlo, non sarà che portare Alessandra Todde alla chiusura della campagna elettorale di Luciano D’Amico all’Aquila sia il primo errore che interrompe la magia della “primavera di Elly Schlein”? Temo che si riveli un boomerang. I due candidati sono infatti opposti, non solo per estrazione geografica, ma anche politica: barricadera e adatta alla Sardegna lei, moderato e adatto all’Abruzzo lui.
Francesca Marcozzi — Teramo
Temo anch’io che sia il primo errore di demagogia, che potrebbe interrompere la fragile magia della “primavera di Elly Schlein”.
Caro Merlo, come riesce Trump a dominare il partito di Lincoln e Roosevelt, di Eisenhower e Reagan? Trump ha trasformato il Grand Old Party in una macchina al suo completo servizio. Com’è possibile che tutti i repubblicani siano d’accordo sul disimpegno dell’America in Ucraina, sull’inutilità della Nato e, in politica interna, approvino quel populismo autoritario ed eversivo che portò all’inaudito assalto al Campidoglio?
Emma Arese — Cun…
Caro Merlo, non sarà che portare Alessandra Todde alla chiusura della campagna elettorale di Luciano D’Amico all’Aquila sia il primo errore che interrompe la magia della “primavera di Elly Schlein”? Temo che si riveli un boomerang. I due candidati sono infatti opposti, non solo per estrazione geografica, ma anche politica: barricadera e adatta alla Sardegna lei, moderato e adatto all’Abruzzo lui.
Francesca Marcozzi — Teramo
Temo anch’io che sia il primo errore di demagogia, che potrebbe interrompere la fragile magia della “primavera di Elly Schlein”.
Caro Merlo, come riesce Trump a dominare il partito di Lincoln e Roosevelt, di Eisenhower e Reagan? Trump ha trasformato il Grand Old Party in una macchina al suo completo servizio. Com’è possibile che tutti i repubblicani siano d’accordo sul disimpegno dell’America in Ucraina, sull’inutilità della Nato e, in politica interna, approvino quel populismo autoritario ed eversivo che portò all’inaudito assalto al Campidoglio?
Emma Arese — Cuneo
Se l’è chiesto anche il New York Times, che ha definito Trump “una tragedia”. Il controllo del partito non si spiega solo “con l’attivismo instancabile dei sostenitori”, ma anche “con minacce di violenze e ritorsioni”. “Eppure Trump non piace alla maggioranza degli americani”, ormai convinti che porterebbe “alla fine dell’America come la conosciamo”. “Solo Biden va peggio”, ma per paradosso Biden punta su Trump per recuperare consenso. La sua speranza è che gli stessi elettori repubblicani, che nel partito hanno dovuto sottomettersi alla candidatura di Trump, non lo votino proprio per impedirgli di fare al Paese quel che ha fatto al partito.
Caro Merlo, la toponomastica — risarcitoria o no — in Italia regala perle e sorrisi, a volte pura provocazione, altre volte bastone con cui colpire le capocce degli avversari, un colpo secco, tum. “Via Navalny” non suonerebbe bene, mentre “via Putin” varrebbe come esortazione. Non una novità, d’altronde. Ci fu chi, ancora in vita, fece mettere la targa “via Mussolini”, per eccesso di zelo, solo che una mano notturna scrisse sotto “e via anche suo fratello” (Arnaldo).
Luca Cardinalini — Marsciano (Perugia)
Via Meloni, allora (e via anche sua sorella).
Caro Merlo, abbiamo visto “la strage del pane” o della farina, a Gaza. E poi le “vicine del pane” che in Sardegna la piccola Todde conobbe a casa della nonna, come ha raccontato a Luca Telese su “Oggi”. E il pane fu la sfida culinaria durante il lockdown da Covid. Il pane è un simbolo politico?
Rosanna Lampugnani
Dall’aprile del 2022 “giace” alla Camera la proposta di legge del deputato leghista Eugenio Zoffili per proteggere e rilanciare il “lievito madre”. È suggestivo notare, proprio oggi 8 marzo, che il lievito madre sottrae al padre nostro anche il pane quotidiano.
Caro Merlo, consegnerei alla sua ghigliottina alcuni vecchi tic e altri più giovani che si stanno irrobustendo: cattedrale nel deserto, mettersi in gioco, di ultima generazione, aver contezza, la voce si incrina, non è così, solare.
Giovanna Nelli — Firenze
“Boia!” dicono nella sua Toscana: la ghigliottina palpita. E si affila per “la voce si incrina”. Quando la voce si incrina? Quando le parole non bastano e, con il cuore in gola, sento i brividi sotto la pelle, mentre un groviglio di emozioni mi mozza il fiato.