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Ceccherini e le facezie razziste a Weimar. Abruzzo, le colpe della sinistra nazionale

Posta e risposta del 12 marzo 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, mi spaventa che il comico Ceccherini, co-sceneggiatore del bel film “Io capitano”, abbia detto, per far ridere e dar prova di arguzia: “Sappiate che il film di Garrone è il più bello della cinquina, solo che non vincerà perché vinceranno gli ebrei. Quelli vincono sempre”. Qui non c’entrano più gli orrori del 7 ottobre e di Gaza. Il comico parlava di Hollywood. Come siamo messi male!

Maria Denti — Cremona

Colpiva il ridacchiare soddisfatto di Ceccherini che, contento di sé, si compiaceva della cretinaggine che pronunciava con l’aria di commettere un’impertinenza intellettuale. Non esibiva l’antisemitismo torvo e tenebroso, voleva solo diventare famoso e, per meritarsi finalmente gli occhi del mondo, riciclava le banalità razziste che sono tornate a circolare sui giornali e in rete, si appropriava dei pregiudizi più stupidi e di più lunga data che attribuiscono agli ebrei il dominio del mondo: la lobby, i soldi… Ha poi detto che scherzava, che non voleva dire quello che ha d…

Caro Merlo, mi spaventa che il comico Ceccherini, co-sceneggiatore del bel film “Io capitano”, abbia detto, per far ridere e dar prova di arguzia: “Sappiate che il film di Garrone è il più bello della cinquina, solo che non vincerà perché vinceranno gli ebrei. Quelli vincono sempre”. Qui non c’entrano più gli orrori del 7 ottobre e di Gaza. Il comico parlava di Hollywood. Come siamo messi male!

Maria Denti — Cremona

Colpiva il ridacchiare soddisfatto di Ceccherini che, contento di sé, si compiaceva della cretinaggine che pronunciava con l’aria di commettere un’impertinenza intellettuale. Non esibiva l’antisemitismo torvo e tenebroso, voleva solo diventare famoso e, per meritarsi finalmente gli occhi del mondo, riciclava le banalità razziste che sono tornate a circolare sui giornali e in rete, si appropriava dei pregiudizi più stupidi e di più lunga data che attribuiscono agli ebrei il dominio del mondo: la lobby, i soldi… Ha poi detto che scherzava, che non voleva dire quello che ha detto, “ma ammetto che forse se non dicevo niente era meglio. Chi mi ha sgridato più di tutti è mia moglie”. Ma il veleno si è rifatto strada e, contro le facezie razziste, le scuse non funzionano. Nel famoso Tingel Tangel di Weimar, i cabarettisti antinazisti reagirono all’allegro dilagare dei Ceccherini d’epoca, cantando “La colpa di tutto è degli ebrei”: Contro lo stereotipo si appropriarono dello stereotipo. Anche il Tingel Tangel non funzionò.

Caro Merlo, non sarebbe ora di dire che in Abruzzo la sinistra nazionale, e non quella abruzzese, ha molte colpe in questa brutta sconfitta, prima tra tutte quella di oscurare il nostro candidato Luciano D’Amico con la sarda Todde e con Bersani, che aspira a diventare il Totò del Pd? Che delusione.

Marina D’Angelo — Teramo

È vero, e sono colpe imperdonabili, che non avrebbero evitato la sconfitta ma forse l’avrebbero alleggerita nei numeri e certamente ne avrebbero cambiato la narrazione, impedendo a Giorgia Meloni di dire “ci davano per finiti”. È proprio questo il punto: la bella vittoria di Alessandra Todde in Sardegna non segnalava, ma soltanto proponeva un nuovo vento nel Paese, non certificava il cambiamento italiano ma ne accendeva la speranza. È stato, quindi, un grave errore lasciarsi trasportare dentro una falsa certezza che ha danneggiato il bravissimo candidato, Luciano D’Amico, costretto, da una compagnia di giro “straniera”, nel ruolo, che davvero non meritava, di leader alter ego, di ectoplasma, di politico per procura. Peccato davvero. L’errore imperdonabile ha tolto a Schlein la spinta vincente della sottovalutata; l’ha privata, contro la destra degli spacconi e dei bulli, del vantaggio della svantaggiata. Come consolazione c’è, dentro il campo largo, il rafforzamento del Pd e la caduta in picchiata dei 5stelle. È ormai evidente la difficoltà di Conte a farsi riconoscere come leader di sinistra. Gli abruzzesi — “siamo lupi ed orsi ” diceva Marco Pannella — hanno divorato il trasformista.

Caro Merlo, direbbe Arbasino: “Signora mia, perché l’Ucraina dovrebbe arrendersi senza condizioni, e Hamas no?”

Guido Macchiavello — Rapallo

Mi piace Papa Francesco e penso che sappia quel che dice. Dunque non tengo conto dei suoi imbarazzati esegeti. Fatico però a trovare Cristo nell’idea che il più debole debba trovare il coraggio della bandiera bianca, il coraggio di arrendersi al più forte.

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