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L’odio contro il pop corn al cinema. Campo largo, abuso di metafora

Una scena del film "La zona di interesse" 
Posta e risposta del 13 marzo 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, si può ferire la dignità dell’uomo ruminando per due ore interi bidoni di popcorn mentre sullo sfondo e in sottofondo immagini e suoni rimandano alla barbarie di Auschwitz ? Lunedì sera in uno dei cinema storici di Roma, il Giulio Cesare, questa maleducazione che tollero, tolleriamo, da anni, mi ha davvero irritato perché in sala diversi, e più che adulti, avevano scelto la “Zona di interesse” per accompagnare il loro pasto a base di popcorn.

Non potendo riporre speranze nel buon senso dello spettatore o in un gestore illuminato, la ghigliottina può almeno evitare questo scempio durante la proiezione dei film di autore al cinema?

Angelo Anzivino — Roma

La nostra ghigliottina non giustizia comportamenti, ma soltanto parole. Trovo però molto interessante la sua condanna del pop corn, anche se io non la condivido. Spero che non sia il suo caso, ma c’è un’avversione ideologica verso questo povero e simpatico mais, un odio verso il simbolo americano, anzi amerikano, elevato a c…

Caro Merlo, si può ferire la dignità dell’uomo ruminando per due ore interi bidoni di popcorn mentre sullo sfondo e in sottofondo immagini e suoni rimandano alla barbarie di Auschwitz ? Lunedì sera in uno dei cinema storici di Roma, il Giulio Cesare, questa maleducazione che tollero, tolleriamo, da anni, mi ha davvero irritato perché in sala diversi, e più che adulti, avevano scelto la “Zona di interesse” per accompagnare il loro pasto a base di popcorn.

Non potendo riporre speranze nel buon senso dello spettatore o in un gestore illuminato, la ghigliottina può almeno evitare questo scempio durante la proiezione dei film di autore al cinema?

Angelo Anzivino — Roma

La nostra ghigliottina non giustizia comportamenti, ma soltanto parole. Trovo però molto interessante la sua condanna del pop corn, anche se io non la condivido. Spero che non sia il suo caso, ma c’è un’avversione ideologica verso questo povero e simpatico mais, un odio verso il simbolo americano, anzi amerikano, elevato a cibo-bandiera, un po’ come la Coca-cola e i McDonald’s che persino durante qualche manifestazione dell’8 marzo scorso sono stati occupati e imbrattati, e chissà cosa c’entrava con la festa della donna. Ma forse lei non approva che si accompagnino le emozioni di un film mangiando anche cibi diversi dai pop corn (o dalle patatine) di cui, probabilmente, la disturba il crocchiare in bocca, il “crunch effect”, che si sente meno quando si mastica, come sempre e dovunque si dovrebbe, con la bocca chiusa. Lo snack durante il film non mi pare un’abitudine da cafoni e il pop corn, che ha pure il pregio della durata, di per sé non è maleducato. È del tutto innocente. Una volta, nelle sale passava “l’uomo dei gelati” e dei dolciumi vari, anche le “caramelle alascane” inventate da Paolo Conte: “gnim gnam…”. Nella mia città c’era persino il venditore di fette di limone da “bagnare” nel sale, che lui offriva sul palmo della mano aperta. In Inghilterra sono stato in un cinema dove servono la cena. E ho letto sul “Gambero Rosso” che in America ha successo il cinema dove si mangiano gli stessi piatti che appaiono nel film e vengono addirittura consumati mentre appaiono sullo schermo. La chiamano “esperienza immersiva”. Un giorno Paolo Conte ci scriverà una canzone: “gnim gnam…”.

Caro Merlo, facile ironizzare sul vento che soffia, a destra come a sinistra peraltro! Apprezzo l’invito alla prudenza che lei aveva proposto con saggezza ai molti, troppi che si erano esaltati dopo la Sardegna. Sapete che il New York Times non ha scritto un rigo né della Sardegna né dell’Abruzzo ? Due Regioni interessanti ma non determinanti per nulla. Sono cosette piccole piccole, rendiamoci conto senza enfasi anche un poco ridicole.

Raffaella Ruzzi Pons – Torino

Piccole certo, ma con la potenza del piccino.

Caro Merlo, “il campo largo va bene ma servono molti contadini per coltivarlo” (Prodi). “Più che campo largo, serve un campo coeso” (Meloni). “Dopo l’inverno, viene sempre la primavera” (Chance il giardiniere, Peter Sellers, “Oltre il giardino”).

Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)

Va bene che siamo un popolo che non sa resistere alla tentazione della cretinata intelligente, ma non basta più la ghigliottina, qui ci vuole la multa per abuso di metafora.

Onore a BARBARA BALZERANI, vergognati della tua ironia sulla compagna MARA…

Orio Grasselli

Altri gridano “presente” e tendono il braccio.

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