Macron, Putin e la lingua della forza. Garrone, l’Oscar e l’arbitro cornuto
di Francesco MerloCaro Merlo, i risultati delle elezioni russe e la spavalda aggressività di Putin, che vuole intimidirci con la minaccia atomica, confermano che Macron non è stato né nervoso né precipitoso nel paventare un coinvolgimento dei soldati dei Paesi d’Europa in Ucraina. La vittoria di Trump alle elezioni del 5 novembre farebbe precipitare l’Europa nel dramma. Sarebbe bene che ci arrivassimo preparati.
Marco Romagnoli — Trento
Macron, che non è certo un guerrafondaio, è il solo statista europeo che, per fermare Putin, ha parlato a Putin con il linguaggio di Putin, quello della forza, il solo che capisce.
Carissimo Merlo, bisognerebbe davvero che qualcuno dicesse a Floris che quegli applausi registrati sono de…
Caro Merlo, i risultati delle elezioni russe e la spavalda aggressività di Putin, che vuole intimidirci con la minaccia atomica, confermano che Macron non è stato né nervoso né precipitoso nel paventare un coinvolgimento dei soldati dei Paesi d’Europa in Ucraina. La vittoria di Trump alle elezioni del 5 novembre farebbe precipitare l’Europa nel dramma. Sarebbe bene che ci arrivassimo preparati.
Marco Romagnoli — Trento
Macron, che non è certo un guerrafondaio, è il solo statista europeo che, per fermare Putin, ha parlato a Putin con il linguaggio di Putin, quello della forza, il solo che capisce.
Carissimo Merlo, bisognerebbe davvero che qualcuno dicesse a Floris che quegli applausi registrati sono devastanti. Io ci provo e riprovo a seguirlo, ma ogni mio pensiero è attanagliato dal prossimo applauso che subito arriva…, come un acufene, di cui purtroppo conosco bene il danno. Perciò fuggo dalla trasmissione, anche se non vorrei, soprattutto quando c è Augias.
Anna Beltrame
Troppe cose in Italia sono rovinate dagli applausi che bisognerebbe trattare come la droga e limitarli, dunque, alla modica quantità. Interrompono la lirica e la commedia, guastano i funerali, degradano i sentimenti, trasformano le parole alte in retorica, la solennità in sussiego e la Patria in declamazione. Solo nei talk li lascerei. Per aiutare, quelli come lei, cara signora Beltrame, a cambiare canale.
Caro Merlo, torno a scriverle sull’Oscar pur sapendo che lei considera la sua mitizzazione la prova che il cinema italiano non vale molto. Non crede però che Garrone abbia ragione a rammaricarsi perché “Io capitano” non ha avuto il premio che meritava?
Italo Rosa — Milano
Proprio perché “Io capitano” è un bel film mi è dispiaciuta la lagna di Garrone che non ha vinto perché “non abbiamo avuto la stessa possibilità degli altri concorrenti” e “per vincerlo ci voleva una campagna promozionale lunga e costosa sostenuta da distributori importanti”. Nell’Italia, dove ogni anno vengono solennemente consegnati migliaia e migliaia di leoni, gatti, gondole, pistacchi e cannoli d’oro, e le lauree ad honorem non si negano a nessuno, non abbiamo un rapporto laico con la cerimonia di Los Angeles. Ricorda Morricone? Fu il solo che rimase sobrio: “contento certo, ma con calma” disse. Ancora: “tra quella statua e la mia musica non c’è in realtà alcun rapporto”. Voglio dirle, caro Rosa, che Garrone è stato davvero a un passo dalle corna, che sono la punizione italiana per il qualcun altro che sempre ci fa perdere: l’arbitro.
Caro Merlo, da bambino al Politeama Rossetti di Trieste vidi Puntila-Buazzelli, e Matti era Corrado Pani. Non capii nulla ma ricordo Buazzelli-Puntila, alterato dall’alcol, arrampicarsi su una sedia messa sopra un tavolo. Un gigante, in ogni senso. Alcuni anni fa l’ho rivisto (Puntila) in una bellissima versione dell’Elfo. L’idea di Leo Gullotta è perfetta, ma il servo Matti?
Gianni Cuperlo
Io, per la verità, immagino Leo Gullotta nel ruolo da folletto del servo Matti, che in “Luci della città” era Chaplin. E, per il capitalista brechtiano Puntila, chi meglio di Diego Abatantuono? Per concludere questa nostra seconda puntata su Leo Gullotta vorrei segnalarti, caro Cuperlo, un prezioso video, che trovi su YouTube, con la regia di Ottavio Rosati, dove Gullotta recita il Testamento di Pirandello e legge la sua ultima novella “Effetti di un sogno interrotto”.