La gioia lenta dei putiniani d’Italia. Schlein e Conte, una finta alleanza
di Francesco MerloCaro Merlo, tutti hanno finto grande meraviglia perché Matteo Salvini ha elogiato la democrazia di Putin. Io mi meraviglio che l’abbia elogiata solo lui, in questo mio disgraziato Paese che, sia a destra sia a sinistra, è pieno di nemici dell’Occidente.
Marta Morelli — Pisa
I putiniani d’Italia, che apertamente si battono per la resa dell’Ucraina, hanno già cominciato, come sempre in modo pavido e lento, il loro nuovo, gioioso apostolato. Non sono arrivati al paradosso di elogiare la democrazia di Putin, ma ne hanno già esaltato la forza, ne hanno pesato il consenso, hanno ammirato la potenza economica che ha saputo reagire alle sanzioni dell’odiato Occidente… Sono i propagandisti filorussi più efficaci. Pensi ai 5S di Conte, gran maestro di ambiguità. Per loro Salvini è solo un po’ troppo sfrontato.
Caro Merlo, in Basilicata la sinistra e il M5S stanno offrendo uno spettacolo indecente della politica ai lucani. Qualcuno ha parlato di ‘metodo Sardegna’, ma qui siamo agli antipodi: ha…
Caro Merlo, tutti hanno finto grande meraviglia perché Matteo Salvini ha elogiato la democrazia di Putin. Io mi meraviglio che l’abbia elogiata solo lui, in questo mio disgraziato Paese che, sia a destra sia a sinistra, è pieno di nemici dell’Occidente.
Marta Morelli — Pisa
I putiniani d’Italia, che apertamente si battono per la resa dell’Ucraina, hanno già cominciato, come sempre in modo pavido e lento, il loro nuovo, gioioso apostolato. Non sono arrivati al paradosso di elogiare la democrazia di Putin, ma ne hanno già esaltato la forza, ne hanno pesato il consenso, hanno ammirato la potenza economica che ha saputo reagire alle sanzioni dell’odiato Occidente… Sono i propagandisti filorussi più efficaci. Pensi ai 5S di Conte, gran maestro di ambiguità. Per loro Salvini è solo un po’ troppo sfrontato.
Caro Merlo, in Basilicata la sinistra e il M5S stanno offrendo uno spettacolo indecente della politica ai lucani. Qualcuno ha parlato di ‘metodo Sardegna’, ma qui siamo agli antipodi: hanno bruciato mediamente un candidato alla settimana (lo stimato oculista si è giustamente ritirato dopo 48 ore), mentre in Sardegna la candidatura era stata proposta e condivisa in larghissimo anticipo, con tanto di programma ben fatto. Sarà una sonora sconfitta, soprattutto per il Pd (e Conte di nascosto se la ride).
Marco Faustini, Bologna
Evitiamo il ridicolo di usare anche la Basilicata (o il Piemonte) come metafore, e andiamo all’origine di tutte le indecenze. L’alleanza tra il Pd e i 5stelle è forse necessaria, ma è un’alleanza finta, che sempre più diventerà grottesca. È infatti costretta dall’aritmetica e non ispirata dalla politica. Pd e 5 stelle hanno due idee dell’Italia troppo diverse e soprattutto hanno due orizzonti incompatibili in quella politica estera che dominerà le elezioni europee. C’è anche la lealtà personale a dividere Elly Schlein e Giuseppe Conte. E si sa che, nelle coalizioni di necessità, vince il più sleale, il più spregiudicato, il più furbo. Conte, che è il campione italiano del salto della quaglia, vuole comandare e ci sta riuscendo. Come ha scritto ieri Stefano Folli “l’intesa funziona se comanda Conte”. E io non riesco a immaginare Elly Schlein impegnata in una guerra per il comando come quella, emblematica e comica, tra Renzi e Calenda, i due moderati più smoderati d’Italia.
Caro Merlo, nonostante l’impegno, la volontà, la pazienza e la maturità dimostrate, la Schlein dovrebbe abbandonare, per sfinimento, l’idea del campo largo che è impossibile per il semplice motivo che i tre irresponsabili, Conte, Calenda e Renzi, abbondano solo di presunzione. Voti pochi. Umiltà zero.
Pasquale Regano — Andria.
Provi, se ci riesce, a rispondere a questa domanda: a Elly Schlein servirebbe più coraggio per cambiare idea o per non cambiarla?
Caro Merlo, sarebbe curioso sapere se, nel mondo intero, esiste un sopravvissuto o una sopravvissuta ad Auschwitz, quindi ultra novantenne, con la scorta per le minacce che riceve dai neonazisti e neofascisti, e che viene irrisa nei cortei dei veterocomunisti.
Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)
C’è solo Liliana Segre che, già nel novembre del 2022, ben prima dunque del pogrom del 7 ottobre e dei bombardamenti di Gaza, diceva: “Io sono la più vecchia in Europa, a 92 anni, che per l’odio antisemita ancora ho bisogno di essere protetta. Questo credo sia una grande vergogna del mondo che mi circonda”.