Il dittatore e le elezioni come vizio. Speranza, le ragioni dell’assediato
di Francesco MerloCaro Merlo, perché Putin organizza elezioni truccate? Non sarebbe più facile per lui abolirle? Cosa ci guadagna?
Marta Graziani — Ravenna
Putin misura e rafforza la sottomissione del suo popolo, la spaccia per consenso e dimostra di avere il controllo assoluto dell’immenso territorio russo. Io non credo che abbia scelto di mimare la democrazia solo perché ha il culto e il vizio di sé stesso, ma perché, esibendo la sua potenza, legittima le guerre.
Caro Merlo, stimo molto Roberto Speranza e ricordo ancora il lungo, divertente ritratto che lei gli dedicò quand’era ministro della Salute. Mostrava allora un grande senso del dovere. Non crede anche lei che, con lo stesso spirito, avrebbe dovuto oggi candidarsi nella sua Basilicata?
Miriam Daveri — Arezzo
No, non lo credo. Roberto Speranza, durante il Covid, era il “povero cristo” che, per sacrificio “doverista”, portava sulle spalle le croci di tutti. E in pieno dramma, nel tentativo di proteggere, al meglio, la salute degli italiani, il …
Caro Merlo, perché Putin organizza elezioni truccate? Non sarebbe più facile per lui abolirle? Cosa ci guadagna?
Marta Graziani — Ravenna
Putin misura e rafforza la sottomissione del suo popolo, la spaccia per consenso e dimostra di avere il controllo assoluto dell’immenso territorio russo. Io non credo che abbia scelto di mimare la democrazia solo perché ha il culto e il vizio di sé stesso, ma perché, esibendo la sua potenza, legittima le guerre.
Caro Merlo, stimo molto Roberto Speranza e ricordo ancora il lungo, divertente ritratto che lei gli dedicò quand’era ministro della Salute. Mostrava allora un grande senso del dovere. Non crede anche lei che, con lo stesso spirito, avrebbe dovuto oggi candidarsi nella sua Basilicata?
Miriam Daveri — Arezzo
No, non lo credo. Roberto Speranza, durante il Covid, era il “povero cristo” che, per sacrificio “doverista”, portava sulle spalle le croci di tutti. E in pieno dramma, nel tentativo di proteggere, al meglio, la salute degli italiani, il ministro della Salute si rovinò la salute. Nella confusione in cui era precipitato il mondo intero, l’instancabile e bravo Speranza venne assediato, aggredito, processato, insultato dai nemici della scienza e dai politici No Vax. «Irresponsabile» e persino «mascalzone», gli diceva Salvini. «Inadeguato» e «incompetente» rilanciava Meloni, che presentò in Parlamento la mozione di sfiducia, mentre la Lega proponeva la Commissione d’inchiesta. Ebbene, oggi, trovo giusto e normale che, arrivato ai 45 anni, Roberto Speranza, che vive sotto scorta perché è ancora minacciato dai No Vax, faccia le sue libere scelte politiche, che sono al tempo stesso di passione e di carriera, scriva i suoi libri, decida da sé il luogo dove vuole vivere, lui e la sua famiglia, e rifiuti le proposte che non gli sembrano adeguate. Trovo un po’ ridicola la folla di direttori della vita degli altri, che, ispirati da Rosy Bindi, fanno a Speranza la morale, gli spiegano che aveva “il dovere” di candidarsi in Basilicata, e di nuovo di rovinarsi la salute, non più per la salute degli italiani ma per quella del popolo lucano e soprattutto per cavare fuori il centrosinistra da uno dei suoi tanti piccoli, grandi pasticci. Speranza, cadendo nella trappola, si è pure scusato, e ha spiegato il perché e il per come, invece di dire la verità: ho altri progetti, non vorrei occuparmi solo di Basilicata.
Caro Merlo, che “pavento”. Prendo da una lettera a lei indirizzata: “Macron non è stato né nervoso né precipitoso nel paventare un coinvolgimento dei soldati dei Paesi d’Europa in Ucraina”. Paventare de che, dato che i soldati li vorrebbe mandare lui? Ma si sarà già accorto che paventare al posto di ventilare è molto usato: o meglio si impiega molto il primo, il secondo — ventilare un’ipotesi, non una stanza — è praticamente ignorato. Qui non è questione di ghigliottina, che altro strumento ci si può inventare per stigmatizzare l’uso improprio delle parole?
Corrado Mastrorilli
Lei è molto spiritoso, ma nella frase del lettore Marco Rovagnoli di Trento “paventare” è usato in modo appropriato: Macron paventa (ha paura) di dovere intervenire. Pubblico la sua osservazione solo perché fa riflettere sull’ideologia che deforma anche la lingua. Lei è infatti convinto che Macron sia un militarista guerrafondaio che non paventa la guerra ma la ventila, la minaccia, la vuole.