Piantedosi e Valditara, “cado dalle nubi” La sedia vuota con le chiappe di Salvini
di Francesco MerloCaro Merlo, non trova che i ministri Piantedosi e Valditara si somiglino? Valditara, con l’aria sorpresa, ha scoperto, toh, che la scuola di Pioltello, dove il preside ha permesso ai ragazzi musulmani di festeggiare la fine del ramadan, “ha risultati formativi enormemente inferiori alla media lombarda”. E Piantedosi con l’aria innocente ha avviato, toh, una delle tante indagini antimafia, non per sciogliere il comune di Bari, bensì per aggredire in campagna elettorale il sindaco più bravo e più amato che il Pd ha nel Sud d’Italia.
Elena Borsato - Treviso
Entrambi sembrano cadere dalle nuvole, come i peggiori colpevoli, quelli ai quali non si può rimproverare nulla. E va bene che in politica non esistono cose nuove e Piantedosi in fondo è il solito funzionario che prova a far stare nelle regole la ferocia e la faziosità dell’estrema destra, mentre Valditara è il solito, vecchio professore reazionario. Mai però avevamo avuto ministri così in ritardo sul loro tempo. Viene addirittura il …
Caro Merlo, non trova che i ministri Piantedosi e Valditara si somiglino? Valditara, con l’aria sorpresa, ha scoperto, toh, che la scuola di Pioltello, dove il preside ha permesso ai ragazzi musulmani di festeggiare la fine del ramadan, “ha risultati formativi enormemente inferiori alla media lombarda”. E Piantedosi con l’aria innocente ha avviato, toh, una delle tante indagini antimafia, non per sciogliere il comune di Bari, bensì per aggredire in campagna elettorale il sindaco più bravo e più amato che il Pd ha nel Sud d’Italia.
Elena Borsato - Treviso
Entrambi sembrano cadere dalle nuvole, come i peggiori colpevoli, quelli ai quali non si può rimproverare nulla. E va bene che in politica non esistono cose nuove e Piantedosi in fondo è il solito funzionario che prova a far stare nelle regole la ferocia e la faziosità dell’estrema destra, mentre Valditara è il solito, vecchio professore reazionario. Mai però avevamo avuto ministri così in ritardo sul loro tempo. Viene addirittura il sospetto che siano i primi a non credere in quel che fanno. È impossibile, per esempio, che Valditara non sappia che nel quartiere di Pioltello ci sono cento nazionalità diverse ed è dunque ovvio che ci sia un problema di lingue e un apprendimento più lento che al Berchet o al liceo di Cremona. È “Un quartiere mondo”, la periferia come risorsa di cui da anni parla Renzo Piano. Io non credo che Valditara non ne sappia nulla e non abbia letto quel libro-antologia (Quodlibet) che racconta Pioltello come il futuro dell’Italia. È davvero possibile che cada dalle nubi come Zalone?
Caro Merlo, il bacio o l’abbraccio conciliatorio tra Salvini e Meloni nutre la cronaca spicciola italiana ma non dà la sostanza, il sapore e la misura della coesione politica delle destre. Esiste una visione autonomista, presidenzialista e geo politica comune tra i comprimari? Quali sono i ruoli nella recita?
Angelo Botturi - Verona
Tutti hanno capito che l’abbraccio affettato tra la comare e il compare di governo era teatrale, una messa in scena del solito conflitto italiano tra “carissimi nemici”; e che anche la sedia vuota di Salvini durante il discorso di Meloni sia al Senato sia alla Camera era uno sgangherato espediente da avanspettacolo. Al punto che l’assente Salvini si vedeva molto più che se fosse stato presente perché finalmente si distingueva la sua sagoma politica putiniana sulla sedia vuota dove aveva lasciato l’impronta delle chiappe. Riusciranno a rimanere uniti? Sicuramente sino alle elezioni europee continueranno a colpirsi, fermandosi sempre con nuovi minacciosi abbracci sull’orlo dell’abisso.
Caro Merlo, sì mi ripeto, ma come si sa “i vecchi subiscono le ingiurie degli anni”. Avevo scritto sulla “pescheria” di Catania che è cambiata cedendo bancarelle mediterranee a pub e ristoranti senz’anima (appello che ha avuto tante risposte, ma nessuna da Catania). Adesso mi è capitato di percorrere la via Manzoni, centralissima, stretta e morbida sede di storici negozi di merletti, “spagnolette” di tutti i colori, nastri, un infinito arcobaleno per sarte e cucitrici. Anche questi negozi stanno scomparendo per far posto a B&B e bar. Non è facile la sensazione che si ha quando ci si sente rapiti della propria città. Lo so, non si può far nulla. È il “nuovo che avanza”! .
Filippo Arriva (Catania)
È bello che sia intitolata a Manzoni la strada dei bottoni e delle mercerie.