Perché stupisce il nobile con il machete.“Ho conosciuto il cacciatore di nazisti”
di Francesco MerloCaro Merlo, mi stupisco dell’ampio spazio dedicato alla "nobiltà" del malavitoso arrestato a Torino per avere aggredito con un machete un giovane causandogli l'amputazione di una gamba. “Repubblica” spiega che gli antenati “acquisiscono il titolo di conti nel 1966…” Ma la Costituzione ha abolito i titoli nobiliari. Non capisco l'interesse morboso per l'araldica, specie per personaggi tanto sinistri.
Theo Sarvia -Montreux (Switzerland)
Hanno ragione i cronisti. Siamo abituati all’aristocrazia fru fru e al Circolo della Caccia, e dunque quel nobile col machete ci ha stupito. Se non ci fosse la tragedia dell’amputazione, ci avrebbe persino divertito. Il conte malavitoso infatti non ha usato il coltello, la pistola o la lupara, che sono robaccia da plebei, ma un’arma stramba, feroce e straniera, roba da giungla o da collezione di fanatici. Difficile non pensare che questo nobile, scellerato spacciatore abbia sostituto con il machete il barboncino, il monocolo e il bastone.
Caro Merlo, sa…
Caro Merlo, mi stupisco dell’ampio spazio dedicato alla "nobiltà" del malavitoso arrestato a Torino per avere aggredito con un machete un giovane causandogli l'amputazione di una gamba. “Repubblica” spiega che gli antenati “acquisiscono il titolo di conti nel 1966…” Ma la Costituzione ha abolito i titoli nobiliari. Non capisco l'interesse morboso per l'araldica, specie per personaggi tanto sinistri.
Theo Sarvia -Montreux (Switzerland)
Hanno ragione i cronisti. Siamo abituati all’aristocrazia fru fru e al Circolo della Caccia, e dunque quel nobile col machete ci ha stupito. Se non ci fosse la tragedia dell’amputazione, ci avrebbe persino divertito. Il conte malavitoso infatti non ha usato il coltello, la pistola o la lupara, che sono robaccia da plebei, ma un’arma stramba, feroce e straniera, roba da giungla o da collezione di fanatici. Difficile non pensare che questo nobile, scellerato spacciatore abbia sostituto con il machete il barboncino, il monocolo e il bastone.
Caro Merlo, sarei curioso di intervistare Piero Marrese, candidato (per esclusioni varie) in Basilicata. Il giorno dopo aver accettato il sacrificio è andato fuori strada sbattendo contro un albero. "Sto bene, faremo grandi cose per questa terra", ha detto Massima solidarietà.
Luca Cardinalini (Roma)
Io indagherei sull’albero. Nel Paese dei complotti è sicuramente un caso di “gatta ci cova”.
Caro Merlo ho “pescato” su Rai Play il documentario “Il cacciatore di nazisti” il cui protagonista è il nipote di Freud, che faceva parte di un Corpo speciale dell’esercito inglese incaricato di rintracciare i responsabili del genocidio degli ebrei. Nel documentario c’è pure Hanns Alexander, che catturò il comandante di Auschwitz Rudolph Höss, poi processato e condannato a morte. Ebbene, io l’ho conosciuto personalmente essendo il babbo di una mia carissima amica, Annette, che abita vicino Londra. La cosa straordinaria è che della cattura di Höss da parte di Hanns neppure la famiglia ne era a conoscenza, ma al suo funerale un parente lo raccontò al pronipote giornalista di Alexander, Thomas Harding,, che poi scrisse “Il Comandante di Auschwitz” (Newton) che in inglese è “Hanns e Rudolph”, Il libro racconta la straordinaria tenacia dell’ ebreo tedesco che catturò l’orrendo Rudolph Höss, protagonista del film “La zona d’interesse”, premiato con l’Oscar.
Laura Marchio
Anche la straordinaria vita di Hanns Alexandre meriterebbe un film. E la figlia Di Alexandre, la sua amica Annette, e lei stessa, che l’ha frequentato, potreste scriverne la sceneggiatura. E chissà che non ci provi, uno dei premiatissimi registi italiani, a raccontare finalmente una grande storia di verità.
Caro Merlo, l’avv. Sisto pontificava già in Parlamento: “colleghi lo giuro: Ruby è la nipote di Mubarak” . Il nostro è un paese senza memoria.
Clara Palladino
Il nome Sisto, memoria cumulativa, riassume i mille avvocati che Berlusconi portò in Parlamento e che curarono i suoi interessi inventando leggi e lodi. Ricorda? Dotti e Previti, Saponara, Pecorella, Taormina, Contestabile, Ghedini, Schifani, Alfano, Longo, Bruno, Santelli, Costa, Vitali, Berruti, Abrignani, Bernini, Casellati, Cassinelli, Pittelli… L'avvocato in Parlamento è il simbolo irrisolto di un'epoca drammatica che finì in commedia con “la nipote di Mubarak”. Tra gli inventori di quel “garantismo” c’è appunto il barese Sisto, oggi manganellatore di De Caro.