Il cancro e la coppia medico-malato. Scuola, emergenza genitori violenti
di Francesco MerloCaro Merlo, i giornali si stanno occupando del tumore che purtroppo ha colpito la principessa Kate Middelton. In Italia, nel 2023, sono stati diagnosticati 395.000 tumori che coinvolgono 2 milioni di familiari che si occupano dell’assistenza e che, secondo ricerche mediche statistiche, hanno la probabilità di contrarre gravi malattie aumentata del 25%. Vorrei inviare un messaggio di incoraggiamento a chi è, come me, colpito dal mostro.
Michele Bighetti Giuliani
Ogni epoca ha la sua malattia e una malattia può contenere il senso di un’epoca: la peste raccontata dal Manzoni, la tubercolosi, il tifo, il colera, la sifilide, la malaria... Oggi è ancora il cancro il nodo grosso nella vita di tutti, la minaccia come arredo della mente di ciascuno. Non c’è famiglia che non ne sia stata colpita e non abbia sperimentato le umiliazioni che il corpo debole infligge al malato dovunque si trovi, le infiammazioni, gli stiramenti, gli sbalzi nei valori sanguigni e gli improvvisi svenimenti sotto la …
Caro Merlo, i giornali si stanno occupando del tumore che purtroppo ha colpito la principessa Kate Middelton. In Italia, nel 2023, sono stati diagnosticati 395.000 tumori che coinvolgono 2 milioni di familiari che si occupano dell’assistenza e che, secondo ricerche mediche statistiche, hanno la probabilità di contrarre gravi malattie aumentata del 25%. Vorrei inviare un messaggio di incoraggiamento a chi è, come me, colpito dal mostro.
Michele Bighetti Giuliani
Ogni epoca ha la sua malattia e una malattia può contenere il senso di un’epoca: la peste raccontata dal Manzoni, la tubercolosi, il tifo, il colera, la sifilide, la malaria... Oggi è ancora il cancro il nodo grosso nella vita di tutti, la minaccia come arredo della mente di ciascuno. Non c’è famiglia che non ne sia stata colpita e non abbia sperimentato le umiliazioni che il corpo debole infligge al malato dovunque si trovi, le infiammazioni, gli stiramenti, gli sbalzi nei valori sanguigni e gli improvvisi svenimenti sotto la doccia, la malattia come sepolcro e la libertà di scegliere luoghi e persone dove mostrarsi o nascondersi, i danni e i benefici del silenzio, l’alcol e le sigarette, le parrucche. Grazie, caro amico Giuliani, il suo è il prezioso incoraggiamento di chi ha capito che le cure non bastano. Ci vuole un’assistenza, un conforto, una dieta, un letto in un ambiente pulito e sereno. Tutti conosciamo le reazioni alla chemioterapia e sappiamo che sono spesso devastanti, non solo per il corpo aggredito dall’energia di un enigma malsano. Persino una certa luce migliore di un’altra può essere determinante a un malato al quale siano somministrate le famose molecole che aggrediscono le sue cellule, non solo quelle tumorali. E poi c’è il chirurgo, che non è solo una mano di destrezza. In famiglia abbiamo conosciuto i neurochirurghi di Pisa, diretti dal dottor Gaetano Liberti, miracoli evangelici che svelano che malato e medico sono una coppia, che le vertigini dell’uno si trasmettono alla mente dell’altro, che attraverso lo sguardo e il silenzio del corpo, la sofferenza del curato passa nel curante perché non c’è malattia che possa essere guarita o estirpata senza infettare di sé, almeno un po’, anche il medico. Abbiamo nel cuore l’hospice di Livorno, dove l’oncologa e suora Costanza Galli dirige i medici dell’ultima carezza. Abbiamo invece dimenticato la spocchia, le ingiurie e i nomi dei dottori vanitosi. Come dice la filastrocca “sol nel bisogno e non a tutte l’ore / invochiamo il medico e il dottore”.
Caro Merlo, a Roma un altro preside, Raimondo Pietroletti, è stato picchiato dal patrigno di uno studente rimproverato. Non crede che queste aggressioni siano un’emergenza sociale?
Eugenia Rapetti — Alessandria
Sì. Primi responsabili del degrado dell’educazione e della formazione, gli “amorevolissimi” genitori sono nemici sia dei propri figli che diventeranno bulli come loro, e sia degli insegnanti che, sottopagati, non hanno le scorte facili dei magistrati e dei giornalisti né il conforto della politica.
Caro Merlo, sono andato a vedere Dune 2. Meraviglioso. Durata: 2 ore e 46 minuti senza intervallo. Di allontanarmi, disturbando il meno possibile, non ho potuto fare a meno, non solo per l’età. Per non rischiare più certe sofferenze guarderò Dune 3 in streaming, seduto sul divano di casa.
Antonello Pinto — Roma
Organizziamo il movimento “Civiltà dell’Intervallo”.