La destra smarrisce il garantismo. Il campione cieco che stravede
di Francesco MerloCaro Merlo, perché l’umiliazione di Ilaria Salis non scandalizza la destra? Solo per questo io la voterei alle europee, perché i giornali di destra, che si fingono garantisti, la coprono di frizzi e lazzi e la trattano come una nemica.
Luisa Ponti — Monza
Quello verso sé stessi non è garantismo, ma naturale autodifesa. Al contrario il garantismo si accende e si tempra con gli avversari politici. Proprio perché la destra giudica Ilaria Salis una testa calda della sinistra dovrebbe mobilitarsi. Non si può, infatti, guardare la scena di una giovane donna, imputata di un reato che probabilmente nel suo Paese non la porterebbe nemmeno in carcere, tenuta in catene e spostata con il guinzaglio. Manca solo la museruola di Hannibal. È un’italiana oltraggiata, forse meno o forse più di altri oltraggiati non altrettanto mediatici, ma che sicuramente non merita “i frizzi e i lazzi” della destra che governa il suo Paese. Altra faccenda è la candidatura, che è soprattutto materia di “aritmetica”. È…
Caro Merlo, perché l’umiliazione di Ilaria Salis non scandalizza la destra? Solo per questo io la voterei alle europee, perché i giornali di destra, che si fingono garantisti, la coprono di frizzi e lazzi e la trattano come una nemica.
Luisa Ponti — Monza
Quello verso sé stessi non è garantismo, ma naturale autodifesa. Al contrario il garantismo si accende e si tempra con gli avversari politici. Proprio perché la destra giudica Ilaria Salis una testa calda della sinistra dovrebbe mobilitarsi. Non si può, infatti, guardare la scena di una giovane donna, imputata di un reato che probabilmente nel suo Paese non la porterebbe nemmeno in carcere, tenuta in catene e spostata con il guinzaglio. Manca solo la museruola di Hannibal. È un’italiana oltraggiata, forse meno o forse più di altri oltraggiati non altrettanto mediatici, ma che sicuramente non merita “i frizzi e i lazzi” della destra che governa il suo Paese. Altra faccenda è la candidatura, che è soprattutto materia di “aritmetica”. È comunque vero che la proteggerebbe e favorirebbe il suo diritto a un giusto processo.
Caro Merlo, ironia e risate sui test psicoattitudinali per giudicare i giudici, con il refrain, scontato, che i politici non hanno bisogno di test perché “o sono inutili o sono corrotti”. Noi italiani siamo tutti umoristi. Lei, tra un giudice sano di mente ma corrotto e un giudice irreprensibile ma disturbato dalla vita, chi sceglierebbe? Per favore, non faccia, anche lei, spirito di patata.
Martina Condorelli — Padova
Ridere, si sa, è l’estrema difesa: peggio stiamo e più ridiamo. E così, serio serio, le dico che un test attitudinale che accompagnasse il concorso di ingresso sarebbe una banalità formale, sostanzialmente inutile ma simbolicamente punitiva perché questo è lo spirito del governo di destra e perché il ministro che la firma è un ex magistrato (e già questo, si tratti di destra o di sinistra, sarebbe discutibile), notoriamente astioso verso gli ex colleghi. E rispondo alla sua domanda: è molto meglio un giudice, come lei dice “disturbato dalla vita”, che un giudice corrotto «e non parlo solo del reato — diceva Marco Pannella — ma del cum rumpere, guastare, disfare, decomporre». Il giudice corrotto è come il prete pedofilo, il pilota d’aereo alcolista, il ginecologo stupratore, il pompiere piromane. Spesso è anche intelligente e cauto e non ci sono test psicologici che possano svelarlo.
Caro Merlo, per compensare ecco una storia pasquale, di rinascita. Lui si chiama Paolo Dong Dong Camanni, 21 anni, campione di judo, parteciperà alle Paralimpiadi. Nato in una famiglia poverissima della Cina rurale, cieco, abbandonato a 5 anni davanti a un monastero, ha bisogno di cure: il corrispondente in Cina del “Sole 24ore” lo porta in Italia, dove trova una famiglia che lo adotta, studia e fa sport. Qualche tempo fa era premiato nella mia Marsciano, insieme ad altri sportivi, e ai due radiocronisti Rai Riccardo Cucchi e Giovanni Scaramuzzino. Paolo Dong Dong li ha aspettati all’uscita insieme a Peggy, il suo cane guida, e ha chiesto: «Sono cresciuto ascoltando la vostra voce dai campi di calcio. Posso chiedervi una foto insieme, anche se non la vedrò mai?». Un contro-selfie, valore inestimabile. Buona Pasqua.
Luca Cardinalini (Marsciano, Perugia)
Dong Dong ha una bellissima faccia felice, la mente fosforescente dei campioni, e la vista del cieco visionario che stravede.