Scalfari 100, il segreto della felicità. L’intervallo fa bene anche all’arte
di Francesco MerloCaro Merlo, Stefano Massini si è letto più di 1000 editoriali del Fondatore, per farne uno spettacolo teatrale. Venerdì comprerò il libro su Eugenio Scalfari curato dal nipote Simone. Avrebbe compiuto cento anni. Anch’io ho letto quegli editoriali. E i suoi libri. Penso anche lei, anche quando non era a Repubblica, che non era solo Scalfari. Di allora ne cito solo due: Turani che spiegava l’economia e la “razza padrona” e Gianni Mura con la sua “palla di lardo”, il Tourmalet e le osterie senza acca davanti. E due di oggi: lei, che ha preso il testimone da Augias (non deve essere stato facile) dando, com’è giusto, un taglio diverso alla rubrica, gramsciano se mi permette. E ad Augias stesso, che l’ha tenuta per vent’anni, con un’impronta radicalmente laica. Comprerò il libro e mi emozionerò come fanno spesso le persone anziane. E ricorderò quel mio amico che mi apostrofò il 14 gennaio del 1976:” Cos’è, risparmiano sulla carta?”. Il “partito di Repubblica” (dubito che sia mai esistito) …
Caro Merlo, Stefano Massini si è letto più di 1000 editoriali del Fondatore, per farne uno spettacolo teatrale. Venerdì comprerò il libro su Eugenio Scalfari curato dal nipote Simone. Avrebbe compiuto cento anni. Anch’io ho letto quegli editoriali. E i suoi libri. Penso anche lei, anche quando non era a Repubblica, che non era solo Scalfari. Di allora ne cito solo due: Turani che spiegava l’economia e la “razza padrona” e Gianni Mura con la sua “palla di lardo”, il Tourmalet e le osterie senza acca davanti. E due di oggi: lei, che ha preso il testimone da Augias (non deve essere stato facile) dando, com’è giusto, un taglio diverso alla rubrica, gramsciano se mi permette. E ad Augias stesso, che l’ha tenuta per vent’anni, con un’impronta radicalmente laica. Comprerò il libro e mi emozionerò come fanno spesso le persone anziane. E ricorderò quel mio amico che mi apostrofò il 14 gennaio del 1976:” Cos’è, risparmiano sulla carta?”. Il “partito di Repubblica” (dubito che sia mai esistito) resiste ancora oggi. E quando non è in edicola, ho disagio. Siamo una comunità di lettori. Repubblica ci ha “formati” risvegliando in noi uno spirito critico verso il potere e la sua classe dirigente, spesso non all’altezza. E scegliere: questo è stato per me Scalfari. Un liberale di sinistra, laburista e laico, che ci ha indicato come dovrebbe essere il nostro Paese. Aperto, plurale, democratico, costituzionale e antifascista. Scegliere di essere liberi, come scriveva Montaigne.
Piero Orrù
Vorresti vivere per sempre? gli chiedemmo, sicuri che ci avrebbe risposto, come tutti: “l’idea mi riempie di orrore”. Invece Scalfari non aveva i rimpianti dei vecchi che “non compiono più gli anni, ma li commettono”. E cento li aveva compiuti tante volte, anche se è morto a 98. Era “pronto all’immortalità come premio alla carriera”, testimone eterno della vita da scrivere e far scrivere, su repubblica per sempre. Quando rivelò che il Papa gli aveva detto che “l’Inferno non esiste” ci promise che le avrebbe mandate lui, le corrispondenze dall’Inferno, “che è dimora del genio e degli eroi, il luogo dove l’uomo sfida un Dio complice perché l’Inferno non può essere mediocre se Dante ci incontra Ulisse”. Eravamo a casa mia ed Eugenio, appoggiandosi al bastone, ci sorprese dicendoci che “il mondo in cui viviamo è tutt’altro che brutto ed è soprattutto un mondo da amare”. L’ottimismo allegro che ha illuminato la sua vita è il suo vero testamento, la felicità dell’intellettuale in un Paese in cui gli intellettuali sono tutti infelici, la sua felicità misteriosa e irraggiungibile.
Caro Merlo, riprendo la “battaglia per l’intervallo” e non solo per esigenze corporali, ma per rispetto artistico. Spesso, per fare senza intervallo, tagliano, riducono e, a volte, massacrano. Davvero il pubblico, abituato a messaggi corti, non resiste a “lunghe sedute”? Si vuole una vita in 100 battute? Opere come “L’albergo dei poveri” di Gorkij o “Nozze di sangue” di Lorca sono state ridotte a 1 ora e 40 e 1 ora e 10. Perché? Non si dovrebbe rispettare l’autore? Piccoli tagli ci sono sempre stati, ma così dolorosi mai. A quando il taglio di una sinfonia di Beethoven o di Mahler?
Mariangela Teseo - Milano
Il pensiero breve economizza, semplifica, imbroglia ed evita l’intervallo che è il riposo che fa rinascere, la stazione di posta dove ci si rigenera, la fatina di Pinocchio.