A Tarquinio non conviene il Pd. Monteriggioni e i giganti nani
di Francesco MerloCaro Merlo, dunque Marco Tarquinio, ex direttore di “Avvenire”, si candiderebbe nel Pd. Fatico a capire il collante che tiene unite le anime contrapposte del partito e mi chiedo come possa un vero cattolico come Tarquinio conciliare con il Pd le sue idee sia sulla guerra e la Nato, sia sui temi etici: famiglie Lgbtq, unioni omosessuali, utero in affitto. Non posso crederci: sicuramente Tarquinio smentirà.
Pasquale Mirante — Sessa Aurunca (Caserta)
Non si capisce cosa cerchi Marco Tarquinio nel Pd, al quale non somiglia, a meno che non voglia spaccarlo, mandarlo in confusione, diventare una candidatura di corrente, e alla fine interpretare, nel partito che comunque lo accetterebbe a malincuore, “l’uomo contro”, l’entrista, lo sfasciatore, che è un ruolo per il quale non è mai stato tagliato. Ci sono liste elettorali, dai 5stelle a Santoro, che apertamente e molto meglio si ispirano al suo stesso pacifismo, così sensibile alle ragioni di Putin e alla “resa necessaria” dell’Ucraina. Fors…
Caro Merlo, dunque Marco Tarquinio, ex direttore di “Avvenire”, si candiderebbe nel Pd. Fatico a capire il collante che tiene unite le anime contrapposte del partito e mi chiedo come possa un vero cattolico come Tarquinio conciliare con il Pd le sue idee sia sulla guerra e la Nato, sia sui temi etici: famiglie Lgbtq, unioni omosessuali, utero in affitto. Non posso crederci: sicuramente Tarquinio smentirà.
Pasquale Mirante — Sessa Aurunca (Caserta)
Non si capisce cosa cerchi Marco Tarquinio nel Pd, al quale non somiglia, a meno che non voglia spaccarlo, mandarlo in confusione, diventare una candidatura di corrente, e alla fine interpretare, nel partito che comunque lo accetterebbe a malincuore, “l’uomo contro”, l’entrista, lo sfasciatore, che è un ruolo per il quale non è mai stato tagliato. Ci sono liste elettorali, dai 5stelle a Santoro, che apertamente e molto meglio si ispirano al suo stesso pacifismo, così sensibile alle ragioni di Putin e alla “resa necessaria” dell’Ucraina. Forse Tarquinio rischierebbe di più perché la sua elezione sarebbe meno sicura e meno “blindata”, ma ne uscirebbe meno ammaccato. Anche Tarquinio infatti sa che Elly Schlein non cerca gli elettori cattolici, che nel Pd ci sono già, ma i cosiddetti pacifisti nel nome di Francesco, e per contarli, non certo per pesarli. Insomma vuole approfittare di Tarquinio e arrivare al Parlamento europeo anche dietro la luce del Papa, come le auto che si mettono sulla scia delle ambulanze ottenendo quella strada alla quale non hanno diritto. Morale della favola: chi più ha da perdere dalla candidatura di Tarquinio nel Pd è Tarquinio.
Caro Merlo, a Pasqua sono passato per Monteriggioni (Siena), paesino incantato da Christian Norberg-Schulz nel suo “Genius loci. Paesaggio, ambiente, architettura” (Electa) preso d’assalto dai turisti, e ho notato che una delle poche viuzze si chiama oggi “Tricolore” mentre prima era “A. Gramsci” e la piazza principale, che era la risorgimentale “Roma”, ora è “Dante”, che dicono fosse di destra. “Todo cambia” anche nella rossa Toscana?
Manuel Orazi
È il modello perfetto del borgo italiano. “Maestro, di’, che terra è questa?” chiede Dante a Virgilio che gli mostra i giganti conficcati fino all’ombelico nel pozzo centrale di Malebolge. Oggi gli mostrerebbe i nani conficcati fino all’ombelico nella stupidità della toponomastica risarcitoria.
Caro Merlo, mi sono goduto ed emozionato per il tuo “posta e risposta” con Orrù su Scalfari e “Repubblica”. Sono riandato a quel primo numero del gennaio ’76 e al quasi diciottenne che lo ha comprato la prima volta per non lasciarlo più. Oggi, che avrei orrore di me stesso a sprecare carta (pur mancandomi terribilmente l’andata mattutina in edicola) e che simulo il “fresco di stampa” scaricando, appena sveglio, il numero su iPad, sono fiero, pur se con una fierezza “laica” (come si addice alla sola e unica vera “linea editoriale” sempre tenuta… dal fondatore in giù) di appartenere al “partito di Repubblica”.
Giancarlo Romano Barone — Pachino (Siracusa)
E Repubblica è fiera dei suoi lettori che sono come allora una minoranza, ma anche il meglio dell’Italia.
Caro Merlo, “vedeva l’infinito in un filo d’erba” ho sentito dire di un maestro dell’arte del tè.
Salvatore Siddi
Si tiri su, caro Siddi, mi sembra ridotto a una canzone di Jovanotti. Ancora un passo e sentirà il mare dentro una conchiglia. Ghigliottina.