“Sud al centro”, corrotti creativi. De Gregori e la storia-canzone
di Francesco MerloCaro Merlo, quei due campioni a Bari avevano battezzato il loro movimento "Sud al centro", presumo inteso come meta politica e non geografica, altrimenti andavano arrestati per poca ambizione. "Sud al nord", per dire, suonava meno timido.
Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)
I 50 euro a voto, come la libbra di carne di Shylock, sono l’azzardo di una corruzione creativa e comica, e il Sud al centro evoca il binario 9¾ della stazione di Harry Potter dove si respirava corno di bicorno in polvere e tritato di unghie di cavallo.
Caro Merlo, ricorda la bellissima canzone di De Gregori (arrangiamenti di Battiato)“Il cuoco di Salò”? Eros e guerra, eros e morte: anche altri testi di De Gregori affrontano questo indicibile. “Anche un cuoco può essere utile in una bufera / Anche in mezzo a un naufragio si deve mangiare”
Salvatore Siddi
“Eros e guerra” è un indicibile, caro Siddi, che non c’è nelle canzoni di De Gregori. C’è invece la storia di cui De Gregori, che è stato allievo di Renzo De Fe…
Caro Merlo, quei due campioni a Bari avevano battezzato il loro movimento "Sud al centro", presumo inteso come meta politica e non geografica, altrimenti andavano arrestati per poca ambizione. "Sud al nord", per dire, suonava meno timido.
Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)
I 50 euro a voto, come la libbra di carne di Shylock, sono l’azzardo di una corruzione creativa e comica, e il Sud al centro evoca il binario 9¾ della stazione di Harry Potter dove si respirava corno di bicorno in polvere e tritato di unghie di cavallo.
Caro Merlo, ricorda la bellissima canzone di De Gregori (arrangiamenti di Battiato)“Il cuoco di Salò”? Eros e guerra, eros e morte: anche altri testi di De Gregori affrontano questo indicibile. “Anche un cuoco può essere utile in una bufera / Anche in mezzo a un naufragio si deve mangiare”
Salvatore Siddi
“Eros e guerra” è un indicibile, caro Siddi, che non c’è nelle canzoni di De Gregori. C’è invece la storia di cui De Gregori, che è stato allievo di Renzo De Felice, è uno studioso appassionato. Ma non ci prova nemmeno a fare il manuale. Per non diventare un grottesco esercizio da dottor Balanzone, la storia, infatti, deve rispettare la canzone, che è il genere letterario del Novecento, né poesia né prosa, ma canzone appunto, fatta di musica e parola ma anche di voce e di corpo. Del “cuoco di Salò” mi piace lo smarrimento, che è un grande tema italiano, quello che fa volare Modugno o fa cercare un prete per chiacchierare a Paolo Conte e manda in strada i 4 cani, appunto, di De Gregori: “se ci fosse la luna…” . Ecco nessuno, tranne Francesco De Gregori, ha saputo trasformare in canzone lo smarrimento nella Storia d’Italia, quello che al cinema riuscì bene solo ad Alberto Sordi: “Signor colonnello, accade una cosa incredibile: i tedeschi si sono alleati con gli americani”.
Caro Merlo, Benny Gantz, sostenuto da una parte consistente d’israeliani, ha chiesto le elezioni a settembre. Se la richiesta sarà accolta probabilmente Israele si libererà di Netanyahu, proprio come vuole l’Occidente.
Mariastella Guarino - Napoli
Penso che gli israeliani non perdonino a Netanyahu soprattutto il fallimento dell'intelligence e del sistema di sicurezza che ha esposto Israele alla sorpresa del feroce attacco terroristico di Hamas il 7 ottobre. L’Occidente invece non perdona a Netanyahu l'eccesso di legittima difesa che ha sporcato, sino al crimine di guerra, la giusta reazione di Israele. E’ come se fossero due i Netanyahu di cui liberarsi.
Caro Merlo ho visto, perché forzata dall'entusiasmo suscitato (non volevo sentirmi diversa), "C'è ancora domani", il film di Paola Cortellesi. Non mi è piaciuto. L’ho trovato una semplificazione, per essere gentile, dei bellissimi film di De Sica. Adesso una pioggia di candidature al David. È probabile che io stia invecchiando perché non capisco e preferirei che il nostro cinema desse un po' di più.
Giuditta Mosetti - Milano
E’ sicuro e anche ovvio che “C’è ancora domani” non regge il confronto con il De Sica di “Ladri di biciclette” e “Umberto D”. Non sia, però, troppo severa. “C'è ancora domani” è un film che somiglia alla televisione d’autore. Ed è, infatti, molto piaciuto perché di facile lettura. Bisogna rispettare il successo anche perché apre la discussione e stimola il confronto. Ne è prova questa sua bella lettera con il raffinato richiamo ai capolavori che non riusciamo più a fare.