✕

A Cagliari è Zedda contro Zedda. Rivive il fantasma Berlusconi

Posta e risposta di giovedì 11 aprile 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, qui a Cagliari si contenderanno la poltrona di sindaco per il centrodestra Alessandra Zedda e per il centrosinistra Massimo Zedda. Zedda contro Zedda. Temo che anche questa buffa omonimia alimenterà il facile e stupido pregiudizio sulla mancanza di fantasia di noi sardi. Ci sono precedenti?

Dolores Serra — Cagliari

A me pare che, nella pur lunga e divertente casistica delle omonimie, non ci sia il precedente di due avversari in diretta competizione elettorale. Zedda contro Zedda porta a perfezione il bipolarismo e rende più difficile il voto disgiunto, che proprio in Sardegna è stato determinante per la vittoria di Alessandra Todde alle elezioni regionali. In sede di conteggio, l’omonimia sarà sicuramente una fonte di contestazioni ed è da subito una prova drammatica per il giornalismo, costretto a usare i nomi di battesimo o gli articoli determinativi: maschile, “il Zedda”, e femminile, “la Zedda”. Infine, in una campagna elettorale che sarà centrata sulla questione moral…

Caro Merlo, qui a Cagliari si contenderanno la poltrona di sindaco per il centrodestra Alessandra Zedda e per il centrosinistra Massimo Zedda. Zedda contro Zedda. Temo che anche questa buffa omonimia alimenterà il facile e stupido pregiudizio sulla mancanza di fantasia di noi sardi. Ci sono precedenti?

Dolores Serra — Cagliari

A me pare che, nella pur lunga e divertente casistica delle omonimie, non ci sia il precedente di due avversari in diretta competizione elettorale. Zedda contro Zedda porta a perfezione il bipolarismo e rende più difficile il voto disgiunto, che proprio in Sardegna è stato determinante per la vittoria di Alessandra Todde alle elezioni regionali. In sede di conteggio, l’omonimia sarà sicuramente una fonte di contestazioni ed è da subito una prova drammatica per il giornalismo, costretto a usare i nomi di battesimo o gli articoli determinativi: maschile, “il Zedda”, e femminile, “la Zedda”. Infine, in una campagna elettorale che sarà centrata sulla questione morale, vedremo a quale Zedda finirà come nel film I complessi finì a Ugo Tognazzi. Il boiardo di Stato Gildo Beozi, con fama di moralista integerrimo, spesso precisava sui giornali di “non avere nulla a che fare con il noto playboy Guido Beozi” gaudente playboy che veniva fotografato in situazioni “scostumate” e dissipate. Ma quando l’integerrimo venne fotografato in un’orgia di omosessuali fu “il noto playboy Guido Beozi” a precisare sui giornali “di non avere nulla a che fare con il moralista prof Gildo Beozi”.

Caro Merlo, un francobollo con l’effige di Berlusconi? Agli attuali governanti evidentemente sollazza l’idea che per attaccare il francobollo bisogna leccarne la parte posteriore… A meno che uno non voglia attaccarlo al contrario, spiaccicando sulla busta il noto dentato sorriso.

Salvatore Siddi — Pino d’Asti (contrade ostili!)

Rovesciando anche il più saggio dei proverbi, “acqua passata non macina più”, Silvio Berlusconi riesce a tenere la scena anche da fantasma. E, giustamente, il lettore Stefano Mazzanti, da Casalguidi (Pistoia), ci fa notare che “il nome di Berlusconi presidente nel simbolo della lista di FI alle elezioni europee sembra il remake di Totò e i re di Roma, dove il morto dà i numeri alla moglie da giocare al lotto per vincere la miseria”.

Caro Merlo, “Ora basta!” è lungo. E non può diventare un verbo (orabastare?). “Pernacchia!” mi pare meglio, se si vuole accogliere l’invito pacifista di Paolo Valentino. Spernacchiare è possibile e efficace.

Rita Stella — Milano

Ricevo molte lettere sulla proposta di Paolo Valentino di sostituire la nostra “ghigliottina” con “ora basta!”. Tengo aperto il dibattito.

Caro Merlo, apprezzo la proposta di Paolo Valentino, ma sono affezionata alla metafora della ghigliottina. Ormai superata per ferocia e orrore, nella realtà nessun carnefice usa più la ghigliottina che mai in metafora fa pensare al sangue e alla morte. Non facciamoci dunque scrupoli e continuiamo a ghigliottinare le parole quando se lo meritano. Per esempio ho subito pensato alla sua ghigliottina quando, a proposito della partita Milan-Roma, che è aperta a tutti i risultati, al Tg1 hanno detto che «la palla è rotonda».

Lidia Morellino — Milano

Oronzo Pugliese le metteva tutte insieme: «22 gambe abbiamo noi e 22 gambe hanno loro, la palla è rotonda, la porta è quadrata e l’arbitro è cornuto».


Leggi i commenti