Macerata e l’arte nei centri storici. Il prezzo dell’elenco del telefono
di Francesco MerloCaro Merlo, dallo scorso settembre vicolo Consalvi, nel centro storico della mia città, è stato decorato con neon colorati, scritte, specchi e cornici dove farsi dei selfie, insomma installazioni pseudo-artistiche realizzate da professori della locale Accademia di Belle Arti. Ai bambini forse, anzi certamente, piace passarci, visto che normalmente non ci si andrebbe mai perché è un vicolo oscuro e secondario, ma a tutti gli altri residenti molto meno. In generale mi chiedo che senso abbia lasciare in centro, per mesi e forse anni, installazioni del genere, che peraltro non sono certo gratuite, in nome dell’arte e di una discutibile idea di creatività. Lo scherzo è bello quando dura poco. Perché poi questi professori, questi studenti non si esercitano mai nelle periferie, sui consorzi agrari, sulle caserme dei vigili del fuoco, nelle zone industriali e sempre invece nei centri storici che avrebbero bisogno di nettezza urbana e nient’altro?
Manuel Orazi — Macerata
Si conferma, nel vicol…
Caro Merlo, dallo scorso settembre vicolo Consalvi, nel centro storico della mia città, è stato decorato con neon colorati, scritte, specchi e cornici dove farsi dei selfie, insomma installazioni pseudo-artistiche realizzate da professori della locale Accademia di Belle Arti. Ai bambini forse, anzi certamente, piace passarci, visto che normalmente non ci si andrebbe mai perché è un vicolo oscuro e secondario, ma a tutti gli altri residenti molto meno. In generale mi chiedo che senso abbia lasciare in centro, per mesi e forse anni, installazioni del genere, che peraltro non sono certo gratuite, in nome dell’arte e di una discutibile idea di creatività. Lo scherzo è bello quando dura poco. Perché poi questi professori, questi studenti non si esercitano mai nelle periferie, sui consorzi agrari, sulle caserme dei vigili del fuoco, nelle zone industriali e sempre invece nei centri storici che avrebbero bisogno di nettezza urbana e nient’altro?
Manuel Orazi — Macerata
Si conferma, nel vicolo Consalvi che ho avuto la fortuna di vedere, la verità di uno dei più abusati aforismi: “In Italia di definitivo c’è solo il provvisorio”. E soprattutto si scimmiotta, nel piccolo della provincia, quell’occupazione dei centri storici con l’arte contemporanea, che è già controversa in piazzetta San Marco a Venezia o in piazza della Signoria a Firenze. Purtroppo, tra i mattoni rossi della bellissima Macerata, diventa lo sfogatoio dei dilettanti, pochi spiccioli per sentirsi come a Los Angeles, il neon da luna park come frustrazione di un mondo, che è avvolgente e affascinate solo quando non fa il verso (la smorfia) al mondo fuori di sé.
Caro Francesco, nella bolletta Telecom del telefono fisso di famiglia — che non sappiamo nemmeno più dove sia (l’apparecchio), ci serve solo per la fibra Internet — paghiamo ogni volta 8,90 euro per la “consegna degli elenchi telefonici”. Totò che cercava di vendere la Fontana di Trevi era un dilettante. Quella, almeno, esisteva davvero.
Piergiorgio Paterlini
Sono come le accise fantasma sul prezzo della benzina, che nel totale nessuno cita più, ma che non sono mai state abolite. E, dunque, si paga per la guerra d’Etiopia, per l’alluvione di Firenze e per tanti terremoti, a partire da quello del Belice. Nella somma, che come diceva Totò fa il totale, c’è il dettaglio che offende.
Caro Merlo, le scrive uno che è ben lontano dal simpatizzare per l’attuale governo e le sue scelte in generale, ma due cose vorrei dire. Amadeus ha dichiarato che lascerà la Rai per approdare a Discovery: ma chi se ne frega. E Fiorello ha detto che potrebbe seguirlo a sua volta: chi se ne frega 2.
Ernesto Aguzzoli — Reggio Emilia
Concordo. Chi li ama li seguirà.
Caro Merlo, è assai significativa la polemica tra il governo israeliano e gli ebrei ortodossi, che non vogliono arruolarsi per continuare a studiare i testi sacri (che le prevedono, eccome, le guerre). Da noi si riformava per i piedi piatti, per l’asma e per uno zio che conosceva l’autista di un onorevole. O un prete, certo. Che però non consultava testi sacri.
Luca Cardinalini — Marsciano (Perugia).
Approvano la guerra e pregano per la vittoria, ma non vogliono combatterla. Non è facile giudicarli, ma non somigliano ai nostri riformati per furbizia.
Carissimo Merlo, possiamo ghigliottinare “stai tranquilla/o”? Mi mette agitazione e rabbia.
Anna Beltrame
Ghigliottina.