L’Iran ha già scritto il copione. Il record delle gaffe è dei 5stelle
di Francesco MerloCaro Merlo, tutti sapevano tutto, come in un copione teatrale: l’Iran ha dato una dimostrazione spettacolare, pur sapendo che le difese israeliane avrebbero funzionato perché non c’era la sorpresa che ci fu il 7 ottobre. Tocca a Israele non cadere nella trappola e cambiare il copione che prevede l’escalation.
Luisa Morelli — Padova
Siamo già in piena escalation. Superando quella che è stata chiamata “la linea rossa”, l’Iran ha infatti sferrato il suo primo attacco diretto contro Israele, con un’esibizione di forza che ha anche testato la tecnologia militare in crescita. La pioggia di droni e missili lo ha consacrato come il paese guida del fronte che vuole la distruzione dello stato ebraico. La festa del parlamento iraniano, la frase-slogan di Khamenei, “Gerusalemme sarà musulmana”, e l’evidenza geografica della minaccia sempre più fisica al ‘piccolo satana’, come lo chiama la propaganda islamica, mostra il futuro già scritto nel copione.
Caro Merlo, perché vogliono convincerci a far…
Caro Merlo, tutti sapevano tutto, come in un copione teatrale: l’Iran ha dato una dimostrazione spettacolare, pur sapendo che le difese israeliane avrebbero funzionato perché non c’era la sorpresa che ci fu il 7 ottobre. Tocca a Israele non cadere nella trappola e cambiare il copione che prevede l’escalation.
Luisa Morelli — Padova
Siamo già in piena escalation. Superando quella che è stata chiamata “la linea rossa”, l’Iran ha infatti sferrato il suo primo attacco diretto contro Israele, con un’esibizione di forza che ha anche testato la tecnologia militare in crescita. La pioggia di droni e missili lo ha consacrato come il paese guida del fronte che vuole la distruzione dello stato ebraico. La festa del parlamento iraniano, la frase-slogan di Khamenei, “Gerusalemme sarà musulmana”, e l’evidenza geografica della minaccia sempre più fisica al ‘piccolo satana’, come lo chiama la propaganda islamica, mostra il futuro già scritto nel copione.
Caro Merlo, perché vogliono convincerci a fare figli? Io non scaraventerò in questo brutto mondo un’altra vita e non voglio smarrire la mia. È ingiusto e improponibile che debba pagare più tasse perché non faccio figli.
Laura Franco — Savona
Diffido dei sociologismi e dunque evito le spiegazioni: prima della denatalità eravamo conosciuti nel mondo come “il paese della mamma”. Ora nascono sempre meno bambini e ci sono poche mamme nel paese della mamma. Personalmente penso che fare figli sia la cosa più naturale e più bella del mondo, ma non può essere un obbligo sociale; non farli è una scelta di libertà, e i giudizi morali sono tutti fuori luogo. Lei non deve pagare più tasse per la sua scelta, ma è giusto che le famiglie numerose siano aiutate, non come premio di buona condotta, ma per equità sociale.
Caro Merlo, ci siamo abituati agli strafalcioni o siamo diventati più buoni? Neppure i social si sono accaniti su Sangiuliano che ha spostato Time Square da New York a Londra, né sulla Santanchè che ha attribuito a Lucchini il Gattopardo. Credo che la memoria delle famose, strepitose gaffe dei 5stelle, Conte compreso, ci abbia vaccinato. Ci vorrebbe uno dei suoi “ripassi” del Conte-pensiero.
Martino Raimondo — Imperia
Le gaffe del centrodestra sono robetta da “mi scuso per il lapis”, direbbe Frassica, rispetto alle bêtises — ricordate? — di Di Maio e Di Battista, Toninelli, Patuanelli, Fofo, Fico e tutti i 5stelle, dal virus “vairus” al “soddisfando”, e “noi volessimo fare un referendum”, “la Francia democrazia millenaria”, Pinochet in Venezuela, le Marche in Molise, Matera in Puglia, il Brennero con il tunnel, “il ponte vivibile dove mangiare e bere”, “siamo fatti al 90 per cento di acqua”, “il presidente Ping”. E Conte, già nel suo primo discorso da premier, dimostrò di non sapere nulla di Piersanti Mattarella, né come si chiamava e neppure che era fratello del presidente: “Un suo congiunto, adesso non ricordo esattamente”. Di Conte torno a citare a memoria: “La prego, non indulgi”, “si rimbocchino le mani”, “molti giornalisti prendono 200, 300 euro l’ora”, “il discorso di Benito Mussolini, all’indomani del delitto Andreotti”, “l’humus per avere una stella polare”, “interlocuzione”, “il “tono dialogico”, “la caducazione”, “la soggettivizzazione del conflitto” e “come diceva Albert Astain”, chi? “Albert Astain”. “Salvo intese”. Voi vi alleereste con uno così ”pretermesso”?