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Viva la sbronza, se made in Italy. Il porno peggiore non è sul web

Posta e risposta di giovedì 18 aprile 2024
2 minuti di lettura

Caro Merlo, Giorgia Meloni ha partecipato al Vinitaly di Verona, nonostante siano «giornate complesse», per rimarcare l’identità nazionale e il made in Italy, «perché il vino è stato cantato dai poeti, lo troviamo nei nostri quadri e nelle nostre sculture». Dal che si deduce che il Salone del Mobile milanese e la Biennale d’arte di Venezia non valgono una bella sbronza… italiana.

Marta Neri — Milano

E chi non beve con lei, peste lo colga.

Caro Merlo, la capacità di restituire Bari alla destra... : povero partito mio! Faber est suae quisque fortunae.

Ferruccio Ferrigno

Il brutto scandalo di Bari, sul quale si è gettato, come ai tempi di Bibbiano, lo sciacallaggio a 5 stelle, ha finalmente aperto gli occhi a Elly Schlein sull’inimicizia “naturale” e sulla slealtà di Conte. Vedremo come andranno le elezioni ma, come qui diciamo da anni, è meglio aver torto con Elly Schlein che ragione con Giuseppe Conte.

Caro Merlo, non sono un suo fan, ma mi complimento per la risposta a Martino Raimo…

Caro Merlo, Giorgia Meloni ha partecipato al Vinitaly di Verona, nonostante siano «giornate complesse», per rimarcare l’identità nazionale e il made in Italy, «perché il vino è stato cantato dai poeti, lo troviamo nei nostri quadri e nelle nostre sculture». Dal che si deduce che il Salone del Mobile milanese e la Biennale d’arte di Venezia non valgono una bella sbronza… italiana.

Marta Neri — Milano

E chi non beve con lei, peste lo colga.

Caro Merlo, la capacità di restituire Bari alla destra... : povero partito mio! Faber est suae quisque fortunae.

Ferruccio Ferrigno

Il brutto scandalo di Bari, sul quale si è gettato, come ai tempi di Bibbiano, lo sciacallaggio a 5 stelle, ha finalmente aperto gli occhi a Elly Schlein sull’inimicizia “naturale” e sulla slealtà di Conte. Vedremo come andranno le elezioni ma, come qui diciamo da anni, è meglio aver torto con Elly Schlein che ragione con Giuseppe Conte.

Caro Merlo, non sono un suo fan, ma mi complimento per la risposta a Martino Raimondo. Quando i resti del Pd capiranno che con Conte comunque non si vince?

Gianni Novelli

Il trasformismo del nostro signor Quasi è un caso di scuola, ormai studiato nelle università, ma c’è ancora chi pensa che Conte e i 5 stelle siano di sinistra. Benché non siano mai stati affidabili gli accordi politici con lui, al Pd, recidivo, bastò che Conte si ricordasse all’improvviso “toh, ho votato Berlinguer” e corresse ad abbracciare Zingaretti, Bettini, D’Alema, Landini e ovviamente Elly Schlein. “Chi t’abbraccia più di quel che suole, o ti ha ingannato o ingannar ti vuole” dice il proverbio, e Giuseppe Conte aveva già provato ad abbracciare tutti, nessuno escluso, da Salvini a Draghi. Dopo Bari, la volgarità degli attacchi, anche personali, a Elly Schlein, dovrebbe rincuorare pure lei, caro Novelli, perché non sarà più possibile credergli ancora.

Caro Merlo, in radio e in tv tutti parlano del nuovo libro di Lilly Gruber “Non farti fottere”. Penso che Lilly Gruber sia una grande giornalista, la sola donna in mezzo a tanti uomini, che ha fatto la storia del talk politico italiano… Ma posso dire che sia le discussioni sul porno e sia la visione dei siti porno sono noiosissime?

Linda Romeo — Roma

Condivido sia il giudizio su Lilly Gruber sia quello sui siti porno, che annoiano perché sono le farmacie del sesso malato, i venditori dei più malinconici e strambi surrogati, i domatori momentanei di turbe psichiche diffuse e inguaribili. Ed è meglio che i pervertiti rimangano bloccati al tavolo del loro innocuo ghetto invece di andare in giro a cercare altri sfoghi. Penso pure che il porno peggiore sia quello “normale”, nella tv del mattino e in quella del pomeriggio, nell’estetica sbracata delle donne stratruccate, strafighe e strafinte, nell’esibizione dei corpi rovinati dalla chirurgia estetica e dai tatuaggi, nella tortura dei tacchi a spillo, nel toccarsi il pacco degli uomini e nel linguaggio forbito del masculu Vannacci, nel “giornalismo” mascherato da moralismo che si dilunga, nella cronaca nera, a pantografare i dettagli delle violenze, sempre fieramente condannandole. Sono pornografia le interviste “popolari” su “quante volte” e sulle corna inflitte e subite. Già non capisco la domanda, “è vero che lei non fa più sesso?”, ma la porno-risposta è la peggiore indecenza. È pornografia il turpiloquio più come scorciatoia del pensiero di chi non trova più le parole…


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